Alitalia ha il nuovo CdA, ma non c'è fretta per trovare il nuovo socio industriale

Tutto come previsto nella riunione del CdA di Alitalia del 13 gennaio 2014. Confermati Colaninno e Del Torchio.

Boeing 777 Alitalia

Il CdA di Alitalia di ieri non ci ha riservato alcun colpo di scena, in quello che potremmo definire il risiko dei cieli, se non fosse per le centinaia di persone che da queste decisioni attendono di conoscere il proprio futuro professionale.

Quindi nuovo CdA, nuovi rapporti di forza, stesso Presidente (Colaninno), stesso Amministratore Delegato, Del torchio, e stesse dichiarazioni da parte di Alitalia ed Etihad, secondo le quali non c'è alcuna fretta per concludere eventuali trattative, e che questo è ancor il momento delle valutazioni (anche queste reciproche).

Ora sappiamo con certezza che in Alitalia ci sono 24 soci, ma solo 4 con una quota superiore al 10% (Intesa Sanpaolo 20%, Poste 19%, Unicredit 15% ed Immsi 10%), che Air France ha diminuito il proprio investimento in Alitalia (dal 25% pre aumento capitale, all'attuale 7%), ma che fa ancora parte del CdA di Alitalia.

Ecco, forse la vera novità è data proprio dalla nomina dei nuovi 11 membri del CdA, che per carità di Patria, visti i risultati ottenuti da chi li ha preceduti, non chiameremo mai Salvatori della Patria.

Da ieri infatti il CdA Alitalia, oltre al Presidente e all'Ad, vedrà la presenza, oltre al presidente Colaninno e all'AD Del Torchio, di consiglieri di Intesa Sanpaolo e Poste Italiane (entrambe presenti con ben due consiglieri, a segnare chi comanda oggi in società), Macca, Unicredit, Air France (sono ancora dentro...), Percassi-Odissea, ed Atlantia.

La sensazione è che adesso si inizi a parlare di piano industriale, e dei suoi riflessi sull'occupazione in Alitalia. Anche perché, per trovare un compratore, occorre che chi vende renda presentabile la "casa" che si vuol vendere, a meno di vendere svalutando.

Foto Barcex.

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