"Primo approdo", il progetto che aiuta gli italiani ad insediarsi nel Regno Unito

E'partito oggi un progetto avviato dalla diplomazia italiana per aiutare e supportare i giovani italiani che si trasferiscono nel Regno Unito.

“My sister/brother went to London and all I got was this lousy t-shirt”. Alzi la mano chi non possiede questa maglietta, classico souvenir di amici e parenti in ritorno da Londra. Oggi, invece, sono sempre più numerosi i fratelli e le sorelle che vanno a Londra  - ma più in generale in tutto il Regno Unito - e non solo non ci portano niente, ma addirittura rimangono a vivere lì. Per sempre. O per il maggior periodo possibile.

A dimostrarlo sono i dati provenienti dall’ambasciata e dal consolato d’Italia nel Regno Unito: circa 550 mila sono gli italiani - giovani e meno giovani- provenienti da ogni Regione che hanno abbandonato il Bel Paese per vivere regolarmente al di là della Manica. All’Aire – Registro degli italiani residenti all’estero – ve ne sono registrati 220 mila, ma tanti sono i ragazzi e le ragazze che si spostano, vivono e lavorano lì senza necessariamente registrarsi. Così, per venire incontro a questi giovani immigrati – perché di immigrati si tratta – da oggi la diplomazia italiana ha avviato un progetto, denominato “Primo approdo” per aiutare questi ragazzi e fornire loro gli step e le informazioni necessarie per vivere a Londra, ma anche a Liverpool, Birmingham, Manchester ed altre destinazioni.

Lo sportello servirà ad insediarsi in queste nuove comunità in maniera più facile ed efficace, ma anche ad evitare problemi e truffe che di solito capitano a chiunque si trasferisca in un nuovo posto, come durante la ricerca di una casa o di un lavoro. Non solo: informazioni saranno date anche per agevolare l’iter burocratico, oltre a consigli sul welfare e la sanità, corsi di lingua e quanto altro.
Il progetto è stato dedicato simbolicamente a Joele Leotta, il giovane italiano ucciso nel Kent lo scorso 20 ottobre, e consiste in una serie di corsi di aggiornamento-formazione sui temi legali, fiscali, medici e accademici. Attenzione però: i corsi, gratuiti, sono solo un trampolino di lancio per tuffarsi in questa nuova vita all’estero, non sono però uffici di collocamento né scuole di inglese. Sono strumenti validi per ambientarsi più facilmente e più velocemente, senza dover rimpiangere l'audace scelta fatta.

  • shares
  • Mail