Alitalia va alla conta dei soci, sperando in Etihad

Il CdA convocato per lunedì prossimo, 13 gennaio, dovrebbe far chiarezza sui soci di Alitalia, per poi concretizzare le trattative in corso con Etihad.

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Lunedì prossimo 13 gennaio si terrà l'ennesimo CdA di Alitalia, durante il quale saranno cristallizzati i nuovi rapporti di forza all'interno della società, verranno ratificate alcune importanti decisioni, ma già appare evidente, che non sarà l'ultimo CdA della serie.

Un CdA importante, ma interlocutorio, perché probabilmente la vera questione da risolvere, su cui si sta già lavorando, è quella relativa al possibile ingresso di un nuovo socio industriale nel capitale di Alitalia. E il nuovo socio si dovrebbe chiamare Etihad.

Intanto però dovrà essere eletto il Presidente del CdA, per il quale, con un colpo di scena degno dei migliori pezzi teatrali, è tornato in auge il nome di Colaninno, al quale spetterebbe il compito di gestire l'ennesima fase di transizione. Del Torchio dovrebbe essere confermato Amministratore Delegato.

il CdA sarà anche il momento per capire i nuovi rapporti di forza in seno alla compagnia, misurabili in termini di quote azionarie. Passato il 10 gennaio, quando i soci che a febbraio prestarono ad Alitalia 95 milioni di euro, dovranno comunicare se intendono convertire quel prestito in azioni, nel CdA si potrà finalmente rifare la conta delle quote.

Da quanto si riesce a capire il CdA dovrebbe fotografare una situazione, post ricapitalizzazione da 300 milioni di euro di dicembre, nella quale Banca Intesa peserebbe per il 20%, Poste per il 19%, Unicredit 13%, Immsi 9%, Atlantia 8%, Air France 7%, Percassi (la vera novità della compagine) per il 4%, con a seguire, altri 18 soci che si dividerebbero il restante capitale sociale.

Già questa rappresentazione, con due banche, allo stesso tempo azioniste e creditrice, a farla da padrone, e Poste Italiane, che nel frattempo è stata accusata di aver aumentato il costo dei propri servizi core per far fronte all'investimento in Alitalia, come 2° socio di, fa capire che ancora manca qualcosa.

Manca qualcuno che sappia come gestire un vettore aereo, manca il socio industriale, visto che Air France, probabilmente perché inguaiata in casa propria, ha deciso di diluire la propria partecipazione, in vista di una futura uscita da Alitalia.

Manca chi sappia guidare il vapore, ma forse mancano anche i soldi. Infatti già si ipotizza, che i capitali fin'ora rastrellati, servano solo a coprire i debiti pregressi, e non resti niente per i futuri investimenti, a detta di tutti necessari al rilancio industriale di Alitalia.

Ecco quindi la soluzione, gli Emiri di Etihad, con ampie disponibilità di capitali, e conoscenza del modello di business, come dimostrato dal successo della compagnia araba. Ed è per questo, che si parla di un possibile ingresso di Ethiad in Alitalia, alla quale porterebbe in dote capitale fresco, altri 300 milioni di euro, per un controvalore azionario pari al 49% della compagnia.

Resta da capire perché Etihad, che già ha accordi commerciali con Alitalia e Air France, e che partecipa ai capitali di Aer Lingus (2%), Air Berlin (29%), Air Serbia (49%), Air Seychelles (40%), Darwin Airline (33%), Jet Airways (24%) e Virgin Australia (20%), voglia entrare anche in Alitalia.

Foto Wikimedia Commons.

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