Washington D.C.: The Mayflower Renaissance e le storie del suo barman, Sambonn "Sam" Lek

mayflower renaissance bartender

Avete in programma: A) un viaggio negli Stati Uniti B) e pensate di passare da Washington D.C. e poi C) avete un budget almeno cospicuo? Bé, potreste prendere in considerazione di soggiornare al Mayflower Renaissance, albergo a dir poco storico della capitale.

Come mai? Harry Truman spiegava che era il secondo posto migliore in cui stare a Washington, "the second best address", perché il primo è ovviamente era il 1600 di Pennsylvania Avenue, la Casa Bianca. Il Mayflower Renaissance ha visto passare gli uomini più potenti del mondo dalla sua hall.

Personaggio chiave del bar dell'albergo, è il bartender Sambonn "Sam" Lek, 59 anni. Ne ha viste tante, e ne racconta un po' a Esquire, che non si lascia sfuggire un personaggio del suo calibro. Originario della Cambogia, Sam sta dietro al bancone da 34 anni.

Via | Esquire


Da qui passano un sacco di politici, uomini d'affari, lobbisti, avvocati. Essere un buon barman significa anche non stare a prendere le parti di nessuno: offri solo un buon servizio, e rispondi alle domande in una maniera diplomatica (...) in tanti arrivano qui. Si prendono un martini, parlano di politica. E poi si insultano (...) ho servito da bere George Bush, il padre. Ha preso una Perrier (...)

Interessante anche la prospettiva con cui Sam inquadra il consumo di alcolici tra Democratici e Repubblicani. I Rep tendono a preferire superalcolici e drink costosi. I Dem preferiscono invece vino bianco e birra, ma non solo naturalmente. Tra i Repubblicani in generale il martini va alla grande.

E quando bevono invece? Tendono ad alzare il gomito più in caso di vittorie che in caso di sconfitte. Interessante anche l'elenco di celebrità passate da quelle parti


Ti ricordi di Kojak (l'attore Telly Savalas, ndt)? Quel tipo pelato dei film anni '70 e'80? E' passato da queste parti un sacco di volte. Anche Chuck Norris e Muhammad Alì. E poi un sacco di stelle del cinema di cui non ricordo i nomi.

Come in tutti i bar e i locali dove si beve del mondo, a volte c'è chi esagera. Ma Sam ha i suoi annetti di esperienza e sa come fare a calmare gli animi. Nome in codice, "luce gialla", quando si accende la "yellow light", è tempo di muoversi verso casa. Sempre con la solita classe

Devo essere sicuro che il cliente ritorni al mio bancone. E se litigo con il cliente, questo non tornerà mai. Meglio essere moderati (...) abbiamo un metodo per fare allontanare i clienti quando hanno bevuto troppo, si chiama "yellow light", la "luce gialla". Gli diciamo "Mi dispiace Sir, credo che lei ne abbia avuto abbastanza per oggi. Posso offrirle una soda, un caffé, un the?". Ho dovuto litigare con un politico molto noto, democratico, che se l'era presa parecchio... il giorno dopo mi ha scritto una mail di scuse

Tutto un altro stile rispetto al Ben's Chili Bowl reso celebre da Obama.

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