L'eruzione del Merapi e dell'Eyjafjallajokull e la sicurezza dei voli aerei

Vulcano Merapi
Il vulcano Merapi, la Montagna di Fuoco dell'isola di Giava, ha ripreso ad eruttare dallo scorso 26 ottobre (ieri si è registrata la terza violenta scarica eruttiva), scaricando nell'atmosfera una enorme nube di cenere, che ha raggiunto i 10.000 metri di altezza.

Il giorno dopo, un airbus A330-300 della Thomas Cook Scandinavia, partito da Surakarta in Indonesia, una volta atterrato a Batam è stato sottoposto a controlli su richiesta del capitano, dopo che durante il volo i passeggeri e l'equipaggio avevano avvertito un forte odore di zolfo, ed un indicatore del velivolo segnalava un'anomalia al motore. Risultato, i 383 pellegrini diretti alla Mecca hanno dovuto aspettare l'arrivo di un altro aereo, che sostituisse l'Airbus trattenuto a terra dai danni causati ai motori dalle ceneri del vulcano.

E dire che il VAAC di Darwin il giorno stesso dell'eruzione aveva emesso un avviso per l'arrivo della nube di cenere nell'atmosfera, avviso evidentemente ignorato dalla compagnia aerea. Ricordate l'Eyjafjallajokull, e le critiche cui fu sottoposto il VAAC europeo per gli avvisi e i conseguenti blocchi dei cieli europei? A chi vogliamo affidare la sicurezza dei voli aerei?

Foto | coolinsights.

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