Cipro con Chatwin: città del presente e del passato sulla costa sud


Prima di leggervi alcune pagine del diario del mio viaggio nell’isola di Afrodite, devo raccontarvi un po’ della sua storia recente, indispensabile per capire alcune scelte di chi scrive e anche alcune atmosfere che cercherò di raccontarvi proprio così come le ho vissute.

Dal 1974 l’isola di Cipro è divisa quasi a metà tra la Repubblica di Cipro, dove si è spostata tutta la popolazione greco-cipriota, e la Repubblica turca di Cipro Nord, non riconosciuta da nessuno Stato ad eccezione della Turchia, dove vivono i turco-ciprioti e che oggi comprende il 39% circa del territorio. Naturalmente i greco-ciprioti interpretano questa come un’occupazione, poiché avvenuta unilateralmente e con la forza.

Il 1 maggio 2004 Cipro (ovviamente quella greca), è entrata a far parte dell’Unione europea e dopo un po’ ha adottato anche la moneta unica: l’euro. Ufficialmente, però, l’Europa, non riconoscendo Cipro Nord, considera tutta l’isola, dal punto di vista geografico, territorio europeo, anche se nella parte settentrionale la moneta è la lira turca (ma è accettato comunemente anche l’euro).

Foto | Roberta Barbi

Avventure a Cipro
Limassol, il castello
Mosaici a Kourion
Il teatro di Kourion

La Turchia, intanto, com’è noto, ha avviato negoziati open ended (cioè il cui esito è aperto) per l’ingresso in Europa e oltre a molte altre questioni, come quella sul rispetto dei diritti umani, credo proprio che avrà da sciogliere anche il nodo di Cipro prima di venire accettata nell’Unione.

A onor del vero, però, c’è da dire che il muro che separava in due la capitale Nicosia, è stato abbattuto, sostituito da un doppio confine e dalla linea verde, una sorta di striscia di terra ‘cuscinetto’ tra le due parti, che in qualche punto è larga pochi metri, in altri alcune centinaia, dove operano i caschi blu dell’Onu.

L’arrivo dell’esercito turco, 36 anni fa, e la divisione dell’isola come si mantiene ancora oggi, però, non è avvenuta all’improvviso, ma è il frutto di anni di violenze tra le due etnie che compongono la popolazione e che scoppiarono quando Cipro smise di essere colonia inglese.

Ora, lungi da noi l’intenzione di parteggiare per qualcuno, tratteremo separatamente, come se si fosse trattato di due viaggi distinti, le bellezze di Cipro e di Cipro Nord, non per sottolineare e in qualche modo approvare tacitamente la situazione politica attuale, ma perché nella cultura e nelle suggestioni, di fatto, sembrano due Paesi distinti. Iniziamo da Cipro greca.

Nella prima tappa che ci prefiggiamo di visitare, Pafos, centro balneare sulla punta sudoccidentale dell’isola, incontriamo il nostro primo sito protetto dall’Unesco (Cipro ne è piena); è Nea Pafos, l’antica capitale romana.

Questa città in rovina è un susseguirsi di ville lussuosissime per gli standard dell’antichità, con pavimenti in mosaico che fanno rabbrividire la nostra siculissima Piazza Armerina. Peccato che alcuni siano lasciati alle intemperie e alla mercé dei turisti che possono addirittura saltellarci sopra.

Nella Casa di Dioniso, in particolare, troviamo scene mitologiche mirabilmente eseguite, come Pyramos, la tigre e Tisbe, una storia simile a quella di Romeo e Giulietta e tramandata dalle Metamorfosi di Ovidio e il mosaico raffigurante Apollo e Dafne, la ninfa che si fece trasformare in alloro pur di sfuggire alle bramosie del dio del sole.

Nella Casa di Aion ci sono, invece, la scena dell’infanzia di Dioniso, rappresentato in braccio a Hermes, e la gara di musica tra Apollo e il suonatore di liuto Marsia, che morì per aver osato sfidare un dio. Infine, nella Casa di Teseo, si vedono il mosaico di Teseo alle prese con il mostro del labirinto, e il famosissimo primo bagno di Achille.

Nella parte nord di Kato Pafos, invece, potete visitare un interessante sito noto come le Tombe dei Re. Non erano tombe reali, come a lungo si credette, bensì tombe di nobili, costruite in maniera articolata: cortile, peristilio e colonne, dove ogni anno la famiglia organizzava un fastoso banchetto per ricordare i propri defunti.

Viaggiando in direzione Limassol, s’incontra un altro posto molto interessante per gli amanti dell’archeologia: Kourion, che leggenda vuole fosse stata fondata dagli argivi al ritorno dalla guerra di Troia. Per arrivarci si passa all’interno del territorio dell’Akrotiri Sovereign Base: una delle due basi inglesi rimaste a Cipro. In questa, molto ampia, si può circolare liberamente, tranne, è ovvio, nelle zone militari, e comprende un aeroporto (è l’ultima sede nel Mediterraneo della Royal Force Air), un lago e l’unico villaggio, quello, appunto, di Akrotiri, i cui abitanti hanno la doppia cittadinanza: cipriota e inglese.

A Kourion, dicevamo, potete vedere le rovine di una basilica paleocristiana, della cosiddetta casa di Eustolio, che in realtà non si sa a cosa servisse, e di un bellissimo teatro, con suggestiva posizione quasi a picco sul mare. A pochi km c’è anche il santuario di Apollo Ylatis, il dio protettore delle foreste circostanti che oggi è difficile immaginare (fanno 43 gradi e le colline sono letteralmente mangiate dal sole) ma che una volta pare fossero popolose di cervi.

Limassol, invece, è una città che non offre granché, tranne un lungomare sabbioso che ricorda le nostrane spiagge di Rimini. La sua principale attrattiva storica è il castello, dove si trova il museo medievale. Secondo la tradizione, dove oggi sorge la fortezza, una volta sorgeva la chiesetta bizantina dove Riccardo Cuor di Leone sposò Berengaria di Navarra il 12 maggio 1191, diventando l’effimero re di Cipro, prima di vendere l’isola ai Templari e ai Lusignano.

Anche Larnaka, dove si trova l’unico aeroporto internazionale per raggiungere l’isola, è una città che non dice molto, ma nei suoi dintorni ci sono cose interessanti, come il villaggio neolitico di Choirokoitia. All’interno trovate, subito a destra, una ricostruzione di come doveva apparire l’abitato nel VII millennio a.C., poi si sale per una collina dove sono visibili le fondamenta delle capanne circolari che costituivano il villaggio, rivolto verso valle e circondato da un muro di cinta.

Infine, accanto all’aeroporto, potete visitare l’Hala Sultan Tekke, una moschea dove è sepolta la zia di Maometto, morta a Cipro in seguito a una caduta da cavallo. La presenza di questa tomba ne fa uno dei luoghi di pellegrinaggio islamici più importanti di Cipro e di tutto il Medio Oriente, anche se la moschea è moderna.

Bellissima la sua posizione, sulle sponde del Lago Salato che, quando non è secco, ospita una colonia di gamberetti ed è meta di sosta per fenicotteri rosa e altri uccelli migratori che si fermano a riposare sullo specchio d’acqua prima di riprendere il loro viaggio.

Immancabili ulivi
Il sito di Kourion
La passeggiata a Kourion
Un attacco d'arte
Le Tombe dei Re, il cortile
Nelle Tombe dei Re ogni anno si organizzavano banchetti per i defunti
Le Tombe dei Re a Pafos
Altri simbolo vegetale di Cipro: la carruba
l'Hala Sultan Tekke
I mosaici di Pafos
IL sito archeologico di Nea Pafos
Ancora mosaici di Pafos
Choirokoitia, la ricostruzione del villaggio neolitico
Choirokoitia, le fondamenta della capanne del villaggio

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