Maupiti, perla delle isole Sottovento

Il mare di Maupiti

Di fronte, fra palme di vario fusto e ibiscus di colori diversi, tipiche tiare bianche e altre piante dai nomi esotici, spunta il mare cristallino della laguna, a nemmeno cento metri di distanza. La sua superficie è appena increspata. Possiede variazioni di blu e azzurro che pensavo non esistessero, che fossero solamente fotomontaggi delle guide turistiche per stupire chi guarda in maniera spropositata. Invece la realtà riesce a essere ancora migliore. Turisti per caso.

Secondo me Saccomony ci ha lasciato un pezzo di cuore a Maputi, una delle isole Sottovento della Polinesia francese (le altre isole si chiamano Raiatea, Bora Bora, Tupai, Manuae, Motu One ...). Neppure 400 metri, i resti di un antico vulcano, circondato da una stupenda barriera corallina e da una manciata di motu, isolotti sabbiosi che hanno creato una laguna interna. Qui vivono un migliaio di polinesiani, che condividono questo piccolo paradiso terrestre con i turisti.

A Maputi non ci sono (non ci sono ancora) resort di lusso, grandi catene alberghiere, ma solo una decina di strutture gestite da famiglie locali, e lo stesso vale per bar e ristoranti. A Maupiti ci si può arrivare con il traghetto da Bora Bora (tre volte la settimana) che impiega poco meno di due ore, o con la Air Thaiti, con partenze giornaliere (escluso il giovedì) da Thaiti.

Foto | SF Brit.

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