Visite guidate al teatro San Carlo di Napoli

Una visita al teatro San Carlo per rivivere l'epoca d'oro di Napoli capitale del Regno, una delle più belle e moderne città d'Europa dell'epoca.

Inteno teatro san carlo di Napoli

La moderna Napoli, con tutti i suoi problemi, sta perdendo abitanti, e così, dopo aver toccato il picco di 1 milione e 200 mila nel 1971, nel 2011 è scesa sotto il milione di abitanti. Ma questo fatto non ci deve far dimenticare la grande storia di questa città, e le grandi opere che in quell'epoca furono realizzate, opere che abbiamo il dovere di conservare, e curare (magari partendo dalla Reggia di Caserta).

E una dei più splendenti lasciti di quella stagione, è sicuramente il Teatro di San Carlo di Napoli, già Reale, uno dei più grandi teatri all'italiana d'Europa, per lungo tempo modello per la costruzione di tanti altri storici e (forse) più noti teatri europei.

I melomani, quelli che sono colti dal furore per il bel canto, conoscono a memoria la storia artistica e musicale di questo teatro, che ha avuto la fortuna di conoscere le migliori stagioni di Rossini e Donizetti, direttori del San Carlo dal 1815 al 1838.

A noi gente normale, per rimanere a bocca aperta, basterebbe assistere anche una sola volta ad una rappresentazione, per avere prova dell'acustica perfetta del teatro, realizzata in un epoca in cui gli ingegneri del suono, quelli che hanno lavorato all'Auditoirum di Roma (comunque bello e da vedere), erano ancora da inventare.

Un teatro così antico, per necessità, è stato più volte oggetto di restauri, l'ultimo dei quali completato solo nel 2009. Nuovo foyer, ma soprattutto una grande opera di restauro e pulizia della sala teatrale; tutti le decorazioni, che fossero dorate, in carta pesta o stucco, sono state ripristinate, per far tornare il San Carlo allo splendore dei tempi migliori.

Ogni palco del teatro ha in una delle pareti laterali uno specchio adeguatamente inclinato per riflettere il palco reale. Il motivo di ciò è che nessun spettatore poteva applaudire o chiedere un bis prima che lo facesse il re. Se non c'era il re allora il diritto di "primo applauso" spettava alla regina, poi al principe di Maddaloni, altrimenti al principe di Sirignano e così via secondo una rigida etichetta. Lo specchio dunque serviva proprio ad osservare cosa facessero le massime personalità presenti nel teatro. Solo il loggione non aveva specchi; era quindi libero e privo di qualsiasi tipo di condizionamento. Wikipedia.

Ci sono cose che si devono conoscere e vedere, anche se non si è appassionati di musica. Se non si entra la San Carlo, se dopo esser rimasti abbagliati da tutti gli ori e i rossi, se non si chiudono gli occhi per 5 minuti, cercando di immaginare quale doveva essere l'atmosfera ad una delle prime di Bellini e Doninzetti, allora non si può capire la profondità dello sconforto, che nasce dal confronto tra quello che era e quello che è.

Visite guidate tutti i giorni, dal lunedì al sabato, organizzate secondo sei turni giornalieri: 10:30; 11.30; 12:30, 14,30; 15:30; 16:30. La domenica solo i primi tre turni. I visitatori possono acquistare, 5 euro, il biglietto direttamente all'ingresso, ma prenotazione caldamente consigliata; la visita dura meno di un'ora.

Al San Carlo ci si passa per forza, perché davanti alla Galleria Umberto I, vicino a piazza del Plebiscito (all'angolo ricordatevi il caffè da Gambrinus), accanto al Palazzo Reale e vicino al Castel Nuovo.

Vedi anche il lungomare di Napoli (pedonale), la strepitosa vista panoramica di Napoli dalla Certosa di San Martino, e il capolavoro del Cristo Velato nella Cappella Sansevero di Napoli.

Foto Wikimeadia Commons.
Sito Ufficiale del teatro.

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