Santiago de Compostela con Becky: a cavallo o in bici e relax in hotel


Non mi credevate il tipo da pellegrinaggio, vero? E invece sì, anch’io posso vantarmi di aver completato il Cammino di Santiago e di aver ricevuto la Compostela per la strada percorsa. Certo, però, l’ho fatto a modo mio.

Innanzitutto non ho rovinato i miei bei piedini dentro massicci scarponi o con sbrindellati sandali, ma li ho preservati facendo tutto il cammino in bicicletta o a cavallo. Quest’ultimo, certo, è un metodo molto affascinante: non ha prezzo, infatti, cavalcare con i capelli al vento tra poggi verdi e cittadine di pietra bianca, con il sole al tramonto che illumina la via di ombre rosate.

Però ha i suoi svantaggi: avere a che fare con le bizze di un altro essere vivente che a volte è stanco, a volte non ha voglia, altre volte ancora è nervoso e voi proprio non capite perché. Comunque, per chi volesse provare l’esperienza, sappiate che i migliori maneggi si trovano in Navarra, nella Rioja, a Burgos, Palencia, Lugos, León e La Coruña.

Molto più comoda, invece, la bicicletta, anche se c’è l’incomodo di portarla da Roma: è meglio, infatti, pedalare su una bici conosciuta perché i km sono davvero tanti e occorre stare comodi. L’ideale sarebbe una mountain bike, perché parte del cammino si fa sullo sterrato e diventa quindi essenziale l’andatura da montagna.

Con mia grande sorpresa sono riuscita a viaggiare leggera: solo due borse grandi laterali impermeabili da agganciare dietro al sellino e una piccola da appendere al manubrio con documenti, soldi e carte di credito. Certo, l’abbigliamento non vi farà apparire nella vostra luce migliore, con la tutina corta da biker, guantini e caschetto, ma è senz’altro molto comodo.

Se ritenete che sarà questo il vostro modo di affrontare il Cammino, prevedete qualcosa per la pioggia e portate con voi anche il tutino pesante: ci sono giornate in cui fa un imprevedibile freddino, soprattutto partendo presto alla mattina.

A proposito della strada: in bici e a cavallo si va indubbiamente più veloci, quindi potrete riposarvi per bene la notte e dimenticare levatacce antelucane per evitare il sole a picco dell’ora dell’ora di pranzo. Per riposare ancora meglio, evitate gli ostelli dei pellegrini: esistono diverse opzioni molto più allettanti.

La prima sono i Paradores de Turismo de España: hotel da 3 a 5 stelle gestiti dallo Stato che vi stupiranno per la magia delle ambientazioni, spesso in edifici storici, monasteri, castelli o palazzi d’epoca arredati con pezzi d’antiquariato, o in costruzioni moderne sulla costa. Lungo il Cammino troverete il San Marcos a León e l’Hostal de los Reyes Católicos a Santiago. Anche i ristoranti interni sono ottimi.

L’alternativa privata ai Paradores sono le Estancias de España: una ventina tra palazzi restaurati, mulini e conventi ristrutturati e adibiti a residenze ospitanti. Sono sistemazioni di alto livello, molto interessanti, che troverete lungo la strada.

Se cercate qualcosa di meno impegnativo, invece, optate per le Casas rurales: chiese e ostelli dell’antico cammino giacobeo opportunamente recuperati nel rispetto della caratteristica architettura galiziana, fino a creare una rete di strutture d’accoglienza molto particolare, che contribuisce a salvaguardare l’originalità dell’ambiente.

Lungo il Cammino francese troverete: O Leboreiro a Melide, ACastañeda e Burres ad Arzúa, Arca a O Pino. In ognuno potrete godere di un’ospitalità senza eguali e gustare ogni sera l’ottima cucina tradizionale galiziana, che molto differisce dalla cucina spagnola cui siamo abituati. Tanto avrete modo di giorno di smaltire i chili di troppo!

Provate i piatti a base dei prodotti tipici della regione, come il radicchio o il peperone, ma anche la carne di vitella e di maiale, i formaggi, i frutti di mare e le capesante gratinate. A Santiago, poi, non perdetevi il panino al polpo e la Tarta Real, una torta di mandorle ricoperta di zucchero a velo con il quale viene disegnata la croce del Santo. Annaffiate tutto con i vini albariño, del Ribeiro o della pianura dell’Ulla.

Una volta arrivati a Santiago, poi, e passati sotto la Porta do Camino, il punto d’arrivo dei pellegrini francesi, parcheggiate la bicicletta e partecipate alla funzione in cattedrale. Se sarete fortunati assisterete alla cerimonia del botafumeiro, l’enorme incensiere di latta argentata del peso di 80 kg che viene fatto oscillare da 8 uomini a una velocità massima di 68 km all’ora e serve a togliere il cattivo odore.

Ma c’è un altro rituale al quale non potrete sottrarvi: andate nel Pórtico de la Gloria e accarezzate la statua di San Giacomo, giratele attorno e fermatevi davanti ad essa per dargli dei colpetti con la testa, nella speranza di assorbire un po’ della sapienza dell’Apostolo. Poi recatevi alla statua di San Giacomo nei pressi dell’altare Maggiore, ricordate tutte le persone che hanno fatto il cammino con voi, salite all’altezza della sua spalla e abbracciatelo. Infine, andate nella cripta e pregate davanti alla sua tomba.

Foto | Roberta Barbi

Santiago de Compostela trendy
Il passaggio sotto la Porta do Camino
Il rito del botafumeiro in cattedrale
la cattedrale di Leòn

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