Dublino con Becky: un viaggio nella letteratura e... di porta in porta


Non ci si può non sentire qualcuno se si comincia la visita di Dublino dal Trinity College, come ho fatto io. Da qui sono uscite le più grandi teste d’Irlanda, che hanno prodotto capolavori della letteratura locale, ben presto diventata mondiale, come Jonathan Swift, Oscar Wilde o Samuel Beckett.

Per me è stata essenzialmente una passeggiata senza meta anche se, ancor oggi, è una delle università più quotate. Preferisco, infatti, conoscere i grandi autori e le loro opere attraverso i luoghi in cui sono nati e vissuti, che probabilmente hanno attratto la loro fantasia, o attraverso i luoghi e le suggestioni che hanno descritto nei loro libri, fissandoli per sempre su carta e consegnandoli, così, all’immortalità.

Perciò vi consiglio di andare, anche se è un po’ fuori mano, a Sandycove, dove si trova la torre martello e la deliziosa spiaggetta sula quale si affaccia il James Joyce Museum, allestito nel punto esatto da quale prende il via il racconto dell’Ulisse.

Foto | Roberta Barbi, Eleonora Arceri e Mario Marcelli

Dublino trendy
Il Claddah ring
Grafton Street
Le porte colorate

In città, invece, accanto al Gran Canal, c’è la casa natale di George Bernard Show, altro grande poeta e scrittore irlandese, uno dei 4 insigniti del Premio Nobel per letteratura, insieme con Samuel Beckett, William Butler Yeats e, recentemente, Seamus Heaney. È una costruzione vittoriana accuratamente restaurata, interessante per tutti.

Il nostro tour prosegue con la casa di Bram Stoker, al civico 36 di Kildare Street, dove probabilmente la sua penna creò il più spaventoso vampiro di tutti i tempi: Dracula. Per una ‘pennellata’ generale, se non avete molto tempo, andate al Dublin writers Museum: un vero e proprio centro letterario in cui riscoprire i classici e scoprire i contemporanei.

Un’altra bella dose di letteratura per l’elevazione delle vostre anime vi aspetta in Marrion Square: qui al numero 82 abitava W.B. Yeats, prima di trasferirsi dall’altro lato, al 52, mentre successivamente affermò che la piazza non gli piaceva affatto.

Al numero 1, infine, nacque e crebbe Oscar Wilde, in onore del quale, si trova una singolare statua colorata che raffigura il poeta sdraiato su una roccia, ‘ammaliato’ da un uomo da un lato e da una donna dall’altro. Visto dalla parte della donna, il viso di Wilde è triste; dalla prospettiva dell’uomo, invece, è sorridente. Ricordate che il poeta fece scandalo ergendosi a baluardo della sua dichiarata omosessualità.

Ma ora basta con tutta questa cultura: siete a Dublino, non vorrete mica tralasciare le vie dello shopping, no? Bene. Attraversando la piazza di St. Stephen’s green troverete dei giardinetti molto curati. Se è l’ora della pausa pranzo, inoltre, saranno anche piuttosto affollati: sono il rifugio della maggior parte dei dublinesi che scappano dal grigiore del loro ufficio! Insomma: c’è di che fare incontri interessanti…

Tutt’intorno alla piazza, inoltre, gli edifici presentano le caratteristiche porte colorate di Dublino, che insieme alla Guinness, ai folletti, ai quadrifogli e alle pecore con zampe e muso nero, sono ormai l’emblema della città. E pensare che l’uso di dipingere la porta di casa di un colore diverso dal solito serviva ai mariti che tornavano ubriachi dal pub a ritrovare la strada!

Su uno degli angoli della piazza sorge anche un moderno centro commerciale, una struttura molto curiosa da vedere all’interno. Da qui, poi, s’inoltra verso il centro della città Grafton Street, una delle principali arterie commerciali della città.
Tra musicisti improvvisati e artisti di strada roboanti, fiorai che vi offrono una rosa o un tulipano (sono molto caratteristici qui a Dublino), potete ammirare vetrine lussuose accanto a quelle più abbordabili e rifarvi il guardaroba da capo a piedi.

Se gradite un consiglio, tra le miriadi di souvenir graziosi tra i quali scegliere, non mancate di prendere in considerazione il claddah ring: è un antico anello di fidanzamento irlandese che deve il suo nome a un piccolo villaggio di pescatori nei pressi di Galway: Claddagh, che in gaelico vuol dire “sabbia rocciosa”.

Come potete intravedere nella foto, è formato da due mani che si uniscono e simboleggiano l’amicizia; una corona che significa lealtà e il cuore, ovviamente emblema dell’amore: i tre elementi che in una coppia non devono mai mancare. Non è romantico?

sono il simbolo di Dublino
servivano ai mariti ubriachi
a ritrovare la strada di casa
St. Stephen's green
Il centro commerciale di St. Stephen's green
La statua di Oscar Wilde: triste davanti alle donne
La statua di Oscar Wilde: sorridente davanti agli uomini

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