Dublino con Chatwin: in giro per pub con una pinta di Guinness


Non ridete, ma davvero, del mio viaggio a Dublino ho soltanto ricordi molto vaghi, distorti dal sidro, offuscati dal whiskey di fattura irlandese, ma soprattutto annebbiati da pinte e pinte di Guinness. Sì, perché nella capitale di quest’isola pare che lo sport nazionale sia proprio fare il giro dei pub, la sera, alla ricerca di persone e atmosfere sempre nuove… ma con la stessa birra nel bicchiere.

Irlandesi popolo di bevitori fin dall’antichità: pare che già i Celti tracannassero con destrezza liquore al malto, vino d’importazione e altre bevande fermentate tra cui l’idromele, che preparavano bollendo il miele in acqua e lasciandolo fermentare con del lievito.

Ma non bastava. Ci voleva qualcosa di più forte, e così i monaci inventarono il whiskey, la cui nascita è da sempre contesa tra Scozia e Irlanda, ma a onor del vero, la prima iscrizione in cui questo liquore viene citato è irlandese e risale al 1405. La sua produzione fu clandestina fino al 1608; mentre nel 1757 venne aperta in città la prima distilleria grazie a Peter Roe.

Foto | Roberta Barbi, Eleonora Arceri e Mario Marcelli

Botti di Guinness in fabbrica
Assaggi vari nella Guinness Storehouse

Appena due anni dopo, però, nel 1759, e proprio di fronte alla distilleria Roe, faceva il suo ingresso del mondo del commercio degli alcolici un’altra figura destinata a entrare nella storia: Arthur Guinness che ‘rubò’ la ricetta della famosissima birra a base di luppolo tostato, all’inglese porter.

Ancora oggi potete visitare la fabbrica storica di questo marchio diffuso in tutto il mondo: la Guinness Storehouse, un edificio a forma di pinta di Guinness, non lontano dalla casa del suo inventore, dove oggi, però, non si produce più nulla.

Qui dentro, tra assaggi vari, vi spiegheranno per filo e per segno come si arriva al caratteristico sapore di questa stout beer, che secondo la leggenda è da attribuire alle acque del fiume Liffey, perciò irriproducibile al di fuori di Dublino.

Il mio consiglio è questo: portatevi dei cracker o un pacco di biscotti, d’accordo che forse non è il modo migliore per degustare questa birra, ma almeno non rischierete di ridurvi come qualcuno ritratto nelle foto della gallery. Per vostra informazione, nel punto di ristoro vendono ottimi muffin… naturalmente alla Guinness!

Alla fine del giro, non perdetevi però il bicchiere della staffa (omaggio) al Gravity bar, dal quale si gode una stupenda vista della città. Qui probabilmente assaggerete la Guinness meglio spillata della vostra vita, almeno dal punto di vista tecnico, guarnita con il classico quadrifoglio disegnato nella schiuma … ma ora è tempo di tornare in mezzo alla gente reale.

Il programma della vostra serata tipo a Dublino è obbligato: il giro dei pub a Temple bar, quartiere centrale, chiassoso, pieno di viuzze traboccanti di pub dove si possono fare le bevute, ma anche gli incontri migliori del vostro viaggio.

Io ho cominciato (sogno o son desto?) con il folletto di San Patrizio, privo, ahimé, di pentola con le monete d’oro, ma a parte questo non posso lamentarmi. Ci sono, poi, musicisti e gruppi che cantano a ogni angolo… dentro e fuori dai pub (in una foto potete ammirare donne invasate durante un addio al nubilato)… insomma, come scriveva qualcuno, “gente di Dublino”. (James Joyce ndr)

Infine, vi segnalo alcuni dei pub che ho visitato, tutti nella zona del centro: il Market Bar, ricavato all’interno di un antico mercato rionale, e il The Church, ospitato nientepopodimenoche in una chiesa… ovviamente sconsacrata. Ma in qualunque voi entriate, con nomi evocativi in gaelico o in un più spartano inglese, la Guinness avrà il sapore d’Irlanda.

Avventure a Dublino
Chi ha già assaggiato nella Guinness Storehouse
L'ingresso della Guinness Storehouse
ìIl folletto di San Patrizio
Il Market Bar
Il panorama dal Gravity Bar
Il panorama dal Gravity Bar
Pronti per il giro dei pub?
Pub a Dublino
Il giro dei pub
Evocative insegne in gaelico
Musicisti in ogni angolo
Temple Bar
Il The Church

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