Alitalia con Poste Italiane, il piano di salvataggio alla prova dell'ENAC

Poste Italiane al salvataggio di Alitalia con 75 milioni di euro. Reggerà il piano all'esame dell'ENAC?

mistral air

E alla fine il Governo è riuscito a trovare un pubblica amministrazione con abbastanza cash da portare in dote ad Alitalia. Dopo il "no, grazie" di Trenitalia, ecco arrivare il "si, lo voglio" di Poste Italiane.

Cospicua la dote che porterà Poste Italiane nelle disastrate casse di Alitalia, dopo 5 anni di gestione operativa condotta dai capitani coraggiosi. 75 milioni di euro, che dovrebbero valere una quota azionaria intorno al 15%, pari a quella detenuta dal governo francese in Air France.

Pari in termini relativi, ma non in capitalizzazione, perché il valore complessivo della multinazionale franco-olandese, è superiore a quello di Alitalia, per cui appaiono quantomeno azzardate alcune analisi, per le quali, ora i due governi (italiano e francese) si muoverebbero in condizioni di parità nel disegnare gli assetti della futura compagnia aerea.

Tornando agli aspetti finanziari, Letta ha dichiarato: "La nostra parte l'abbiamo fatta!". Come a dire, ora tocca ai soci privati, mettere sul piatto altri 75 milioni di euro.

Si perché, come sappiamo, per salvare Alitalia occorrono 500 milioni di euro, subito. 200 arriverebbero da un prestito delle banche, altri 150 verrebbero da Air France, ma come capitale di proprietà, 75 milioni li metterebbe Poste Italiane, per cui, altri 75 milioni di euro, sarebbero a carico dei soci privati di Alitalia, i capitani coraggiosi.

E qui, che quanto dichiarato da Letta assume un significato particolare. "La nostra parte l'abbiamo fatta", sembra proprio voglia sottintendere, "e adesso vediamo se anche gli altri faranno la propria." Della serie ... vVediamo se anche gli altri, mettono 75 milioni di euro sul piatto.

Si, perché l'attuale Cda di Alitalia è convocato in seduta permanente, ma ancora non sono trapelate cifre sul possibile impegno finanziario, cui i soci privati sarebbero disposti ad assumere.

Ma il tempo delle congetture sta per finire, visto oltre che alla minaccia dell'ENI (non vi diamo più il carburante,s e non rientrate dei 35 milioni di euro che ci dovete), ora su Alitalia pende anche la spada di Damocle dell'ENAC.

Infatti spetterà proprio all'ENAC valutare la bontà, e la concretezza del piano di salvataggio di Alitalia, a tutela dei viaggiatori, dei creditori e dei competitors. A breve è attesòa l'ennesimo verdetto di questa difficile stagione italiana: Alitalia ha le carte in regole per continuare a volare?

Poste italiane e Mistral Air


Poste Italiane è una società di diritto privato, una S.p.A., posseduta però al 100% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, il potente e temuto MEF, quindi in ultima istanza, dal Governo italiano.

Amministratore Delegato di Poste Italiane è Massimo Sarmi, con un passato in SIP, Telecom Italia e Siemens, prima di arrivare a Poste Italiane nel 2002, dall'anno in cui un delle più grandi società di servizi italiane, ha iniziato a fare utili. Abbastanza, a quanto pare, per lanciarsi in quest'operazione che ha il sapore della sfida.

Pochi lo sanno, ma Poste Italiane, tra le altre società, detiene il 100% di Mistral Air, una piccola compagnia aerea, utilizzata per il trasporto merci (suppongo anche dei pacchi postali) e utilizzata come vettore charter da Opera Romana Pellegrinaggi, una "società" del Vaticano, che organizza (appunto) viaggi per i pellegrini.

La compagnia, fondata nel 1981 da Bud Spencer, ha nella propria flotta 7 aerei. Niente di più facile che, se l'operazione salvataggio andrà a buon fine, si realizzi una sinergia tra le due compagnie nel settore (profittevole) del trasporto merci (del tipo, Alitalia potrebbe cedere a Mistral le proprie attività in questo settore, prima di unirsi ad Air France).
Foto Alan Wilson.

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