Día de los Muertos, il giorno dei morti in Messico


Día de Muertos, la festa dei morti celebrata in Messico sin dal tempo degli Aztechi, protetta dell'Unesco come patrimonio culturale dell'Umanità.

D�­a de los Muertos, il giorno dei morti in Messico

La Día de los Muertos si festeggia il 2 novembre in tutto il Messico, dove è festa nazionale, e dovunque viva una forte comunità messicana, per cui non ci dobbiamo sorprendere di assistere a queste celebrazioni anche negli stati meridionali degli USA, quelli confinanti con il Messico, California e Florida primi fra tutti.

Una festa che dal 2003 è entrata a far parte del Patrimonio Culturale dell'Umanità, come una delle più importanti manifestazioni culturali del Messico e del mondo, soprattutto in quanto espressione di continuità culturale con le antiche popolazioni del continente americano. Una celebrazione dei morti e degli antenati, con la funzione sociale di ricordare la posizione del singolo all'interno del gruppo e all'affermazione dell'identità culturale.

E, tralasciando il lavoro dei sociologi e storici, anche una festa vibrante, colorata e con un forte, anche se per noi stravagante, gusto estetico. Un evento, cui partecipare, ma anche da preservare dalla solita invadente presenza della moderna società consumistica.

Tanti colori e rappresentazioni per ricordare i propri morti, e anche i calaveras de dulce, dolcetti a forma di teschio, con il nome del defunto sulla testa, il pan de muerto, il pane dei morti, un biscotto dolce che viene cotto in forme diverse (spesso teschi), tantissimi fiori colorati, ma soprattutto quelli del cempasúchitl, che si crede per possano attirare le anime dei morti, ed anche altari "fai da te" dedicati ai propri morti. Qualcosa di molto particolare, che spiega tante cose del Messico.

D�­a de los Muertos, il giorno dei morti in Messico
D�­a de los Muertos, il giorno dei morti in Messico
D�­a de los Muertos, il giorno dei morti in Messico
Foto tetrabrain, gabofr, Randal Sheppard, Marysol.

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