Cosa vedere in Nuova Zelanda: il monte Ngauruhoe


Lontano, ad almeno quaranta miglia di distanza, videro il Monte Fato, la base immersa nella cenere e l'alto cono imponente avvolto dalle nubi. I suoi incendi si erano calmati, ed esso ne covava le ceneri ardenti, minaccioso e pericoloso come una belva addormentata.

Immagino che tutti (o quasi) abbiate visto la trilogia de Il Signore degli anelli; ora cercate nella vostra memoria il Regno delle tenebre di Mordor e in particolare il Monte Fato. Fatto? Bene. Ora osservate con particolare attenzione la foto in alto, non notate una qualche somiglianza? Certo mancano le alte colonne di fumo nero che oscuravano il cielo solcato da fulmini sinistri e gli zampilli di lava, ma è proprio lui.

Si tratta del Monte Ngauruhoe, un vulcano attivo che si trova in Nuova Zelanda, all'interno del Parco Nazionale del Tongariro, patrimonio dell'umanità Unesco: un cono simmetrico quasi perfetto alto oltre duemila metri. Dal 1839 il Ngauruhoe è stato il protagonista di oltre 70 eruzioni, ma la sua forza eruttiva si va via affievolendo tanto che è dal 19 febbraio 1975 che non se ne registrano di nuove.

Il nome Ngauruhoe pare derivi dalla lingua maori Nga Uru Hoe che letteralmente significa "gettare pietre riscaldate". Infatti una leggenda dei Maori narra che il sommo sacerdote Ngatoroirangi rimase bloccato a causa di una tormenta mentre stava scalando il monte Ngauruhoe; egli allora pregò che il fuoco arrivasse a salvarlo dal congelamento. Le fiamme arrivarono e il sacerdote riuscì a salvarsi: nacque così l’attività vulcanica del monte, e da allora fu vista come una benedizione, anziché come una maledizione…

Foto | celebdu

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