Nube islandese, quanto mi costi

vulcano islanda

Messi parzialmente in archivio i disagi relativi all'eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajokull e alla sua nube che ha travolto mezza Europa, si parte con una prima conta dei danni. Le cifre son da capogiro, perdite milionarie non solo per le compagnie aeree e le aerostazioni ma anche per il turismo in generale e per il commercio.

Dopo circa cinque giorni di 'chiusura' dei cieli del Vecchio Continente, la Iata stima perdite per oltre 600 milioni di euro pescando dai conti dei circa 230 vettori mondiali che vi aderiscono. I vertici di Air France - Klm stimano di aver perso circa 35 milioni di euro al giorno. Più mitigate le perdite di Alitalia che da oggi è ripartita ad operare sul network nazionale al 50% e fa la conta sui ricavi mancati che dovrebbero ammontare a 20 milioni di euro lungo tutti questi giorni di chiusura.

Penalizzata anche l'esportazione. Stando alle dichiarazioni della Coldiretti, i prodotti del made in Italy, rimasti fermi in aeroporto hanno pesato per perdite di oltre 10 milioni di euro. Federalberghi invece, stima che le strutture ricettive italiane si sono viste sfumare ricavi attorno agli 80 milioni di euro.

Ma anche se gli scali europei, in primis quelli italiani, stanno riaprendo i battenti, i timori sono tutt'altro che scongiurati. Si prevede che la 'nube' raggiunga l'estensione massima proprio domani, toccando anche la Grecia e la Penisola Balcanica allargandosi e quindi perdendo consistenza. Va detto però, che dall'Islanda hanno fatto sapere che un altro vulcano, che risponde ad un mome più pronunciabile, 'Hekla', ma che è ben più attivo, ha preso ad eruttare. Presto quindi per parlare di ritorno alla normalità.

Foto: Flickr

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