Ancora bloccati tutti i voli nel nord Italia fino alle 8 di lunedì 19 aprile

Nel dicembre 1989, il volo 867 della KLM, partito da Amsterdam alla volta di Anchorage, entrò in quella che sembrava una normale nuvola, ma che in realtà era il riusltato dell'eruzione del Redoubt, nella catena della Aleutine. Il pilota, accortosi della situazione provò immediatamente a prendere quota, ma tutti e 4 i motori del Boeing 747-400 si bloccarono e il sistema elettrico di stanby non funzionò. Nonostante tutto l'equipaggio riuscì a far ripartire i motori, due a due, e l'aereo atterrò ad Anchorage, nonostante avesse riportati molti danni ai finestrini, ai sistemi interni elettronici e di volo. In questi casi non c'è scelta; gli aerei devono rimanere a terra.

L'ENAC ha prolungato fino a domani mattina alle 8 il blocco totale dei voli in tutto il nord Italia, anche se non c'è alcuna sicurezza, ne previsione meteo, che assicuri che da quell'ora i voli potranno riprendere regolarmente; insomma ancora niente di definitivo. Ovviamente il blocco si ripercuote pesantemente anche su tutti gli aeroporti ancora aperti, con gravi disagi per i passeggeri diretti verso la "no-flight zone", e sul sistema di trasporto, complessivamente considerato (boom di richieste per il Frecciarossa, ma anche per le società di autotrasporto viaggiatori) .

In questo momento tutta l'attenzione è concentrata sugli effetti dello stop dei voli, ma finita quest'emergenza si dovranno fare i conti dei danni causati dall'eruzione all'economia mondiale e, più importante, valutarne l'impatto di lungo periodo sul clima del nostro pianeta.

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