Turchia con Chatwin: in Cappadocia su una mongolfiera, città di sopra e... di sotto


Si possono organizzare molti viaggi in Turchia, Paese talmente grande e splendido da non poterlo esaurire: gli occhi, il cuore, l’anima stessa non ce la fanno, in una volta sola, a contenere le traboccanti emozioni che questa terra sprigiona in ogni angolo.

Ma poche esperienze possono essere paragonate a un giro sulla Cappadocia a bordo di una mongolfiera all’alba. Certo, costa un po’, ma è da mozzare il fiato: potete scegliere se volare in alto, per un colpo d’occhio unico sulla valle di Göreme e il suo incantevole museo all’aperto, oppure volare a bassa quota, sfiorando quasi le punte dei camini delle fate.

E poi capita anche di posarsi a terra, dove poco lontano si sta celebrando un matrimonio tradizionale: immaginate veli multicolori che sfrecciano al ritmo forsennato delle danze augurali, i kebab di pollo e agnello che sfrigolano sulla griglia, gli uomini che con grandi pacche sulle spalle brindano con i loro compari. E voi non potrete neppure tentare di rimanere da un lato, protetti dall’obiettivo della vostra macchina fotografica, ma dovete partecipare, essere parte della scena.

Foto | Flickr e Roberta Barbi

C'è chi espone il proprio vasellame...
I camini delle fate
Il paesaggio lunare della Cappadocia

La Cappadocia per me che amo l’avventura è il posto più bello di tutta la Turchia: c’è sempre una chiesa rupestre che ho perso, un cono roccioso sul quale non mi sono arrampicato, un cunicolo dove non sono penetrato a vedere cosa contenesse. La valle di Göreme, ad esempio, è patrimonio dell’Unesco dal 1985 e mostra uno dei più belli e meglio conservati complessi monastici della zona, tra cui spicca la Tokah kilise, o chiesa della fibbia.

Ad Avanos si produce il vasellame più ricercato della Turchia, la cui origine si perde nella notte dei tempi. Fino a 30 anni fa, quando le rocce della Cappadocia erano ancora abitate, ogni famiglia, accanto al proprio mestiere, svolgeva anche quello di vasaio e sotto ogni casa c’era un laboratorio. Ancora oggi, chi commercia nel settore, si fa pubblicità in modi insoliti, ad esempio agghindando gli spogli e rari alberelli della valle.

Non perdetevi le chiese rupestri con gli straordinari dipinti ben conservati nei dintorni di Ürgüp e l’affascinante passeggiata per il villaggio di Ortahisar, dove la rocca è chiusa perché pericolante, ma i divieti sono facilmente aggirabili (prudenza, mi raccomando). Il consiglio è di concludere la giornata godendovi il tramonto, e finalmente un po’ di fresco, dalla cima di Üçhisar, paesino arrampicato su un unico enorme picco di tufo perforato da mille cavità.

Sul margine ovest della vallata, sorge Nevşehir, la città nuova, a pochi km dalla quale si possono visitare le città sotterranee di Kaymakli e Derinkuyu. La prima è gigantesca, risale ai secoli tra il VI e il X e le sue dimensioni sono davvero impressionanti. Possiamo solo sforzarci di immaginare, senza riuscirci, cosa significasse vivere in questo alveare umano lontano dalla luce naturale e muoversi in questi vicoli angusti, umidi e bui, per proteggersi dal caldo esterno.

La seconda, addirittura, si articola su 12 livelli uno sopra l’altro, anche se visibili sono solo 8, e secondo la leggenda era collegata a Kaymakli da un complesso reticolo di strade sommerse che però non è stato ancora individuato.

L’architettura sotterranea, comunque, non è riscontrabile solo in Cappadocia: a Istanbul c’è la Yerebatan Sarnici, un’imponente cisterna bizantina per la raccolta delle acque, aperta al pubblico dal 1987. Più che un ambiente di servizio, somiglia a un’immensa stanza del tesoro, con 336 colonne alte 8 metri, ornate da raffinati capitelli corinzi e due monumentali teste di Medusa. Altro che acqua: chissà quale misterioso segreto doveva celare, una camera così!

I picchi di tufo: le case tipische della zona
La Yerebatan Sarnici a Istanbul
Mortaio sotto terra a Derinkuyu
Un angolo della città di Kaymakli
I dipinti nelle chiese rupestri
Scene da un matrimonio tradizionale
... e chi preferisce appendere 'l'occhio di Maometto'
Il tramonto da Üçhisar
Il villaggio di Ortahisar

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