Osservazione dell’alba sul mare con telescopio e pianeti visibili nel cielo, tema della parata planetaria del 12 agosto.
Il 12 agosto 2026, prima dell’eclissi solare attesa in Europa e visibile in Italia come eclissi parziale, sei pianeti — Giove, Mercurio, Marte, Urano, Saturno e Nettuno — compariranno insieme nel cielo prima dell’alba, offrendo agli osservatori un raro appuntamento astronomico da seguire nelle ore più fresche della giornata, quando l’orizzonte orientale sarà ancora immerso nel chiarore iniziale del mattino.
La parata planetaria precederà di poche ore l’evento più atteso, l’eclissi di Sole del 12 agosto 2026, e renderà quella giornata una piccola maratona per appassionati e curiosi. Poco prima del sorgere del Sole, Giove, Mercurio, Marte, Urano, Saturno e Nettuno saranno tutti sopra l’orizzonte nello stesso momento, distribuiti lungo un arco ampio, da est verso sud-ovest.
Non bisogna immaginare una fila ordinata, come nelle illustrazioni scolastiche. Quello che viene chiamato allineamento planetario è un effetto di prospettiva: i pianeti orbitano intorno al Sole su piani simili, ma nello spazio si trovano a distanze molto diverse. “Il cielo li mostra vicini, la meccanica celeste no”, spiegano spesso gli astronomi quando parlano di questi fenomeni. Una differenza non da poco, soprattutto per chi osserva a occhio nudo e cerca punti luminosi fermi tra le stelle.
I pianeti più semplici da riconoscere saranno Marte e Saturno, abbastanza alti nel cielo da poter essere individuati anche senza strumenti, meteo permettendo. Mercurio e Giove, invece, resteranno bassi sull’orizzonte orientale, dentro la luce crescente dell’alba: per vederli serviranno un punto libero da ostacoli e un certo tempismo, nella mezz’ora che precede il sorgere del Sole.
Più complicata la caccia a Urano e Nettuno. Il primo può essere cercato con un buon binocolo astronomico, in un cielo limpido e poco disturbato dall’inquinamento luminoso; per il secondo, molto più debole, è necessario un telescopio. Chi non ha dimestichezza con costellazioni e mappe celesti può affidarsi a un’app di astronomia, utile per distinguere i pianeti dalle stelle vicine. Attenzione però agli orari: puntare strumenti ottici vicino al Sole, quando sta per sorgere, richiede prudenza. Meglio interrompere l’osservazione appena la luce diventa intensa.
Per osservare bene la parata di pianeti in Italia, la scelta del luogo conta quasi quanto il cielo sereno. Serve un affaccio aperto verso est, senza palazzi, colline o alberi davanti, perché proprio lì, molto in basso, si giocherà la possibilità di scorgere Mercurio e Giove prima che spariscano nella luminosità del mattino.
Tra i punti adatti c’è il Monte Conero, nelle Marche, con la vista sull’Adriatico e un orizzonte orientale pulito. Anche la Costa dei Trabocchi, in Abruzzo, può offrire condizioni favorevoli: il mare, in quella direzione, elimina molti ostacoli visivi. In Sardegna, la zona del Golfo di Orosei resta una delle mete più interessanti per chi cerca cieli meno disturbati, soprattutto lontano dai centri abitati e dalle luci costiere. Chi abita in città, invece, può provare da un lungomare, da una collina isolata o da una terrazza alta, purché la visuale verso est sia libera. Una sveglia prima delle cinque, magari. E un caffè nello zaino.
Il 12 agosto 2026 non sarà segnato solo dalla parata planetaria. In serata arriverà l’eclissi solare, totale in alcune aree del Nord Atlantico e dell’Europa occidentale, mentre in Italia sarà visibile come eclissi parziale, con coperture molto elevate soprattutto nel Nord-Ovest, secondo le previsioni astronomiche disponibili. Per seguirla serviranno filtri certificati: occhiali da eclissi e strumenti adeguati, mai vetri scuri improvvisati o pellicole non idonee.
Nella notte tra il 12 e il 13 agosto, inoltre, è atteso il picco delle Perseidi, lo sciame meteorico che ogni estate accompagna le serate di San Lorenzo, anche se la visibilità dipenderà dalla Luna, dal meteo e dalla qualità del cielo. Se l’alba del 12 dovesse essere coperta, non tutto sarà perduto: la disposizione dei pianeti resterà simile anche nelle mattine immediatamente precedenti e successive. “Conviene provarci più di una volta”, direbbe qualunque astrofilo. E, in questo caso, avrebbe ragione.