Il weekend del 10 e 11 ottobre 2026 è una di quelle occasioni che capita di ignorare finché non si capisce cosa si sta perdendo: due giorni in cui tutta Italia si mette in moto — letteralmente — per celebrare la giornata nazionale del camminare, l’appuntamento annuale promosso da FederTrek che invita chiunque a riscoprire il territorio a passo lento, senza biglietti e senza esclusioni. Tutte le attività sono gratuite e aperte a tutti.
La giornata nazionale del camminare non è una gara e non è nemmeno una semplice passeggiata domenicale. È un formato diffuso su scala nazionale che FederTrek — la federazione italiana per il trekking e la tutela dell’ambiente — organizza ogni anno per portare persone di ogni età fuori dalle città, lungo sentieri, percorsi storici e itinerari naturali che nella vita quotidiana restano spesso invisibili.
L’edizione 2026 cade in un momento dell’anno particolarmente favorevole: ottobre è il mese in cui le temperature si abbassano quanto basta per camminare senza fatica, la luce cambia qualità e il paesaggio italiano — dai Monti della Laga agli Appennini centrali — offre panorami che in estate sarebbero difficili da apprezzare con la stessa intensità. L’evento celebra il viaggio lento, la storia, la natura e la tradizione: valori che, nel contesto attuale, hanno una risonanza precisa.
Uno degli appuntamenti più ambiziosi del weekend si svolge a Roma nella giornata di domenica 11 ottobre: il Roma GRAB a piedi, un’escursione di 44 chilometri lungo il Grande Raccordo Anulare delle Bici, il tracciato verde che attraversa parchi, riserve naturali e aree monumentali della capitale.
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La partenza è fissata alle 9:00 dall’Arco di Costantino, uno dei punti più iconici del centro storico, e il percorso si sviluppa attraverso un anello che tocca ambienti molto diversi tra loro: verde urbano, aree archeologiche, tratti di campagna romana che molti residenti non hanno mai visto. La partecipazione richiede registrazione obbligatoria, dettaglio importante da tenere a mente se si vuole prendere parte all’iniziativa.
Quarantaquattro chilometri sono una distanza impegnativa: non è un’uscita per chi cammina solo occasionalmente, ma per chi ha una buona base fisica rappresenta un modo insolito di leggere Roma — non per monumenti singoli, ma come sistema territoriale.
Se Roma è l’appuntamento urbano di punta, l’Abruzzo offre qualcosa di diverso: due iniziative che portano direttamente nel cuore dell’Appennino centrale, su paesaggi che hanno una storia stratificata e visibile a chi cammina con attenzione.
La prima è l’escursione tra Santo Stefano di Sessanio e Rocca Calascio, un percorso di 10 chilometri con 400 metri di dislivello e una durata stimata di 5-6 ore. Il tracciato attraversa i tratturi — le antiche vie della transumanza percorse per secoli dai pastori con le greggi — e arriva fino alla rocca medievale di Calascio, una delle strutture militari meglio conservate dell’Appennino. Il panorama che si apre dalla cima, con il Gran Sasso sullo sfondo, è uno di quelli che non si dimentica facilmente.
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La seconda iniziativa abruzzese si svolge a Ioanella, sempre domenica 11 ottobre, all’interno del Festival dei Borghi Rurali della Laga. Qui il cammino si intreccia con le storie dei pastori: un modo per capire come questi territori siano stati abitati e attraversati per secoli, prima che le grandi vie di comunicazione rendessero la montagna una periferia invece che un centro.
La giornata nazionale del camminare funziona perché risponde a un’esigenza reale: quella di rallentare in un momento in cui il turismo tende sempre di più verso la velocità, la lista di spunte, il selfie davanti al monumento. Camminare — su un tratturo, lungo un raccordo verde urbano, su un sentiero che porta a una rocca medievale — obbliga a stare dentro il paesaggio invece di fotografarlo da fuori.
Non è un’idea romantica. È una questione pratica: a piedi si vedono cose che da un finestrino o da un bus turistico non si vedono. Si capisce la scala reale dei luoghi. Si incontrano persone che abitano quei territori e che raramente incrociano i circuiti del turismo organizzato.
Per chi non ha ancora un’idea su quale appuntamento scegliere, il punto di riferimento per il programma completo è il sito ufficiale di FederTrek, dove sono raccolte le iniziative sul territorio con le relative modalità di partecipazione.
Questo fine settimana di metà ottobre è, in fondo, un promemoria utile: l’Italia si capisce meglio quando la si attraversa a piedi. E non serve essere alpinisti né avere attrezzatura speciale — basta un paio di scarpe adatte, la voglia di uscire e qualche ora libera. Il resto lo fa il percorso.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.