Un testimone davanti alla commissione in un’audizione in stile Senato, sullo sfondo i membri del panel: un’immagine che richiama lo scontro su oltraggio al Congresso.
Anthony Fauci, ex volto della risposta americana al Covid-19, è stato dichiarato giovedì a Washington in oltraggio al Congresso dai senatori repubblicani della commissione per la Sicurezza interna e gli Affari governativi, dopo essersi avvalso del Quinto Emendamento durante un’audizione, una scelta che ora potrebbe spingere il Dipartimento di Giustizia a valutare un’eventuale incriminazione.
Il voto della commissione del Senato segna un nuovo passaggio nello scontro, ormai aperto da anni, tra Anthony Fauci e una parte del Partito repubblicano sulla gestione della pandemia da Covid-19 negli Stati Uniti. A sostenere la risoluzione sono stati i senatori repubblicani della commissione per la Sicurezza interna e gli Affari governativi, guidata da Rand Paul, medico e senatore del Kentucky, tra i critici più duri dell’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases.
La decisione è arrivata dopo l’audizione della scorsa settimana, quando Fauci ha invocato il Quinto Emendamento più di cento volte, rifiutando di rispondere a una serie di domande. La sua posizione, secondo quanto riferito dai suoi legali, nasceva dal timore che le dichiarazioni potessero essere usate in seguito per costruire accuse nei suoi confronti. Un passaggio delicato. E non solo sul piano politico.
Rand Paul, che da tempo contesta a Fauci scelte, omissioni e comunicazione nella fase più dura della crisi sanitaria, aveva già anticipato la linea della commissione. “Ci saranno ripercussioni per il suo rifiuto di testimoniare”, ha detto il senatore, lasciando intendere che il voto non sarebbe rimasto confinato a un atto simbolico.
Negli Stati Uniti il Quinto Emendamento tutela il diritto a non autoincriminarsi, una garanzia costituzionale usata spesso in procedimenti giudiziari o audizioni parlamentari quando una testimonianza potrebbe avere conseguenze penali. Nel caso di Fauci, il ricorso ripetuto a questa facoltà ha però alimentato lo scontro con i repubblicani, che lo accusano di aver sottratto informazioni al Congresso.
Secondo la ricostruzione riportata dalla Cnn, il presidente della commissione intende trasmettere direttamente la raccomandazione al Dipartimento di Giustizia, senza passare dal voto dell’intero Senato. Una scelta fuori dalla prassi seguita in casi analoghi, destinata a sollevare obiezioni procedurali e a trasformare il caso in un test anche per l’amministrazione Trump.
Il punto, in questa fase, non è ancora un’incriminazione. Il voto può però avviare un percorso formale: il Dipartimento dovrà valutare se esistano elementi per procedere contro l’ex consulente medico della Casa Bianca. Solo allora, e sulla base di una decisione autonoma dei procuratori, il caso potrebbe assumere un rilievo penale.
La replica di David Schertler, avvocato di Fauci, è arrivata con toni netti. Il legale ha definito il voto una “volgare manovra politica”, sostenendo che l’ex dirigente sanitario sia stato preso di mira per aver esercitato diritti garantiti dalla Costituzione. Parole dure, calibrate per spostare il terreno della disputa dal merito della pandemia alla legittimità dell’iniziativa parlamentare.
“La risoluzione odierna è la continuazione della vendetta personale del senatore Paul contro il dottor Fauci, che ha dedicato 50 anni alla sanità pubblica e ha salvato innumerevoli vite”, ha dichiarato Schertler. Il legale ha poi accusato Paul di “abusare del proprio potere” nel tentativo, ha aggiunto, di “strumentalizzare il Dipartimento di Giustizia contro un onorevole funzionario pubblico”.
Fauci, 85 anni, è stato per decenni uno dei principali esperti americani di malattie infettive. Durante la pandemia è diventato un volto quotidiano dei briefing federali, prima sotto l’amministrazione Trump e poi con Joe Biden, attirando consenso tra chi ne riconosceva il ruolo tecnico e forti critiche da parte di settori conservatori contrari a lockdown, mascherine e obblighi vaccinali.
La vicenda arriva in un clima già segnato da una forte polarizzazione attorno alla memoria della pandemia e alle responsabilità della risposta federale. Per i repubblicani più vicini a Rand Paul, l’audizione di Fauci doveva servire a chiarire decisioni, finanziamenti alla ricerca e comunicazioni pubbliche nei primi mesi dell’emergenza. Per la difesa, invece, si tratta di un’iniziativa punitiva costruita su un bersaglio politico riconoscibile.
Il passaggio al Dipartimento di Giustizia potrebbe aprire una fase più complessa. Se la raccomandazione verrà trasmessa senza il voto dell’intero Senato, come indicato da Paul, i tecnici del Dipartimento dovranno prima valutare anche la solidità procedurale dell’invio. Non è un dettaglio minore, perché da questo dipenderà la possibilità di trattare il caso come una normale segnalazione di oltraggio al Congresso.
Per ora, Fauci resta al centro di una battaglia che intreccia diritto costituzionale, sanità pubblica e resa dei conti politica. A Washington, dove ogni parola detta in commissione pesa, il suo silenzio protetto dal Quinto Emendamento è diventato l’ennesimo fronte di una disputa che, a distanza di anni dal picco del Covid-19, continua a dividere istituzioni e opinione pubblica americana.