Ebola, Dengue e nuovi allarmi: la mappa dei focolai dell’estate 2026

Nell’estate 2026, tra Americhe, Africa e Asia, le autorità sanitarie stanno seguendo una serie di focolai infettivi — dalla ciclosporiasi al Covid, fino a Ebola, Dengue, lebbra e morbillo — perché la ripresa dei viaggi, le condizioni climatiche e alcune fragilità vaccinali stanno riportando in primo piano minacce vecchie e nuove. La mappa, aggiornata in questi giorni da agenzie sanitarie nazionali e organismi internazionali, non indica un’unica emergenza globale, ma una stagione fitta di alert, con numeri in crescita e indagini ancora aperte.

Ciclosporiasi negli Usa e alert per i viaggiatori dal Messico

L’ultimo avviso è arrivato dall’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria: un “forte aumento” di infezioni da Cyclospora è stato segnalato tra i viaggiatori rientrati dal Messico. Il parassita, responsabile della ciclosporiasi, causa disturbi intestinali anche severi, con diarrea persistente, crampi e disidratazione; negli Stati Uniti, secondo i Cdc, i casi sono stati registrati complessivamente in 45 Stati dall’inizio di maggio.

Il fronte più delicato resta quello americano. In Michigan, uno degli Stati più colpiti, sono stati segnalati oltre 11 mila casi, più di 190 ricoveri e anche due decessi, entrambi in pazienti con patologie pregresse significative. I Cdc hanno precisato che la ciclosporiasi “in genere non è una malattia letale”, ma il dato ha pesato su un’indagine già complessa, legata alla lattuga servita nei ristoranti Taco Bell, fornita da Taylor Farms e proveniente dal Messico centrale. Secondo il Washington Post, i focolai collegati alla lattuga iceberg tritata potrebbero riguardare ormai 15 Stati, dopo le prime segnalazioni in Illinois, Indiana, Kansas, Kentucky, Ohio e altre aree del Midwest.

Lebbra e morbillo, il ritorno di malattie considerate sotto controllo

Sempre negli Stati Uniti, la Florida sta osservando con attenzione l’aumento dei casi di lebbra, infezione rara ma ancora presente. Secondo i dati sanitari statali, dall’inizio del 2026 all’8 luglio sono stati notificati 17 casi; nel 2025 erano stati 36, su 174 registrati in tutti gli Usa. I media locali riferiscono che, per 27 pazienti, il contagio sarebbe avvenuto proprio in Florida, soprattutto nelle contee di Brevard, Lake, St Johns e Volusia, lungo il corridoio dell’Interstate 4.

In quella zona torna citato anche l’armadillo a nove fasce, animale noto come possibile serbatoio del batterio. Non è un dettaglio folkloristico, ma un elemento epidemiologico che gli specialisti seguono da anni. Più ampia, però, è la preoccupazione per il morbillo: al 30 luglio, i Cdc indicano oltre 2.370 casi nel 2026, distribuiti in 45 giurisdizioni, con 37 nuovi focolai. Il 93% dei pazienti non era vaccinato. Nel 2025 i casi confermati erano stati 2.289, già un livello alto; ora lo status di malattia eradicata negli Usa, ottenuto nel 2000, torna in discussione. Il segretario alla Salute Robert F. Kennedy jr, durante un’intervista alla Cnn, ha esortato i genitori a vaccinare i figli: una presa di posizione arrivata dopo mesi di polemiche sulle sue frasi critiche verso i vaccini.

Covid in Cina e Dengue in Asia, la pressione dei virus stagionali

In Cina, il Sars-CoV-2 ha ripreso quota nel mese di luglio, tornando per la prima volta quest’anno al primo posto tra le sindromi simil-influenzali, sopra l’influenza. I media cinesi riferiscono che, nella settimana dal 13 al 19 luglio, il tasso di positività ai test Covid tra i pazienti con sintomi respiratori ha raggiunto il 16,3%, in aumento di 4,3 punti rispetto alla settimana precedente. Dal 20 luglio è salito ancora, fino al 20,3%.

Il Chinese Center for Disease Control and Prevention ha spiegato che la maggior parte dei casi presenta sintomi lievi e che l’attività virale, dopo la crescita delle ultime settimane, si colloca ora su livelli moderati. La variante in circolazione è la NB.1.8.1, con una diffusione più marcata nelle province meridionali e tra le persone dai 15 ai 59 anni. Intanto, in Sri Lanka, la Dengue ha fatto registrare a luglio 29.980 casi, il dato mensile più alto dell’anno; nei primi due giorni di agosto se ne sono aggiunti 646. Secondo l’Unità nazionale per il controllo della Dengue, citata dal quotidiano The Morning, nel 2026 i contagi sono arrivati a 86 mila, con 62 decessi e 137 aree ad alto rischio. In Nepal, dove si avvicina il picco legato ai monsoni, le infezioni hanno raggiunto 72 distretti su 77, con 2.025 casi confermati e 2 morti.

Ebola in Congo, l’emergenza che preoccupa l’Oms

La situazione più grave resta però nella Repubblica Democratica del Congo, dove da metà maggio è in corso una vasta epidemia di Ebola sostenuta dal virus Bundibugyo, con casi segnalati anche nel vicino Uganda. L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato il 17 maggio l’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale. Da allora, il contagio non si è fermato.

Secondo l’ultimo aggiornamento, con dati al 3 agosto, nelle cinque province colpite — Haut-Uélé, Ituri, Nord-Kivu, Sud-Kivu e Tshopo — sono stati registrati 3.874 casi confermati e 1.751 decessi. L’Ituri resta l’epicentro principale. Al momento 717 pazienti risultano in isolamento o ricoverati, mentre i guariti dall’inizio dell’epidemia sono 749. Il tasso di mortalità stimato è del 45,1%; quello di tracciamento dei contatti, ha riferito il ministero della Comunicazione e dei Media della Rdc su X, ha raggiunto il 78,4%. Numeri duri, che spiegano perché l’attenzione internazionale sia concentrata lì: sulla capacità di interrompere le catene di contagio, villaggio dopo villaggio.

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Redazione