Visitatori in fila all’ingresso di un museo, immagine simbolo della Domenica al Museo con accessi gratuiti.
Domenica 6 settembre 2026, in tutta Italia, torna Domenica al Museo, l’iniziativa del Ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, in musei, parchi archeologici, castelli, ville, giardini statali e complessi monumentali aderenti, con l’obiettivo di avvicinare cittadini e visitatori al patrimonio culturale italiano senza il costo del biglietto.
L’appuntamento con Domenica al Museo si rinnova anche a settembre, in una giornata che, complice la fine dell’estate, può diventare l’occasione per rientrare nei musei delle grandi città o scoprire siti meno battuti. L’iniziativa, promossa dal Ministero della Cultura, coinvolge centinaia di luoghi statali lungo la penisola: dai musei archeologici ai palazzi storici, dai parchi monumentali alle aree di scavo. L’accesso è gratuito, ma restano validi gli orari ordinari di apertura e, in alcuni casi, le modalità di prenotazione previste dalle singole strutture. “Prima di mettersi in viaggio conviene controllare i canali ufficiali”, spiegano dal ministero, perché affluenza, turni d’ingresso e servizi disponibili possono cambiare da sito a sito. Una raccomandazione pratica, più che formale. Nei luoghi più visitati, infatti, la fila può formarsi già dalla mattina.
Nel Nord Italia l’elenco dei luoghi aderenti è ampio e attraversa città d’arte, borghi e aree archeologiche. In Lombardia si potranno visitare gratuitamente, tra gli altri, il Museo Nazionale Archeologico di Mantova, il Museo di Palazzo Ducale, le Grotte di Catullo con il museo archeologico di Sirmione e il Santuario di Minerva a Breno, in provincia di Brescia. In Piemonte porte aperte all’Abbazia di Fruttuaria a San Benigno Canavese, all’Area archeologica di Libarna a Serravalle Scrivia, ai Musei Reali di Torino, a Palazzo Carignano e a Villa della Regina. La Liguria partecipa con il Forte San Giovanni di Finale Ligure, l’Area archeologica di Nervia a Ventimiglia, la Galleria nazionale di Palazzo Spinola e il Palazzo Reale di Genova. In Veneto, invece, tra le mete indicate figurano il Museo archeologico nazionale di Verona, l’Area archeologica di Feltre e il Museo nazionale Collezione Salce di Treviso, nelle sedi di San Gaetano e Santa Margherita. Più a est, in Friuli Venezia Giulia, accesso gratuito anche all’Area archeologica Villa romana di Torre a Pordenone, alla Basilica paleocristiana di via Madonna del Mare e al Parco del Castello di Miramare a Trieste.
Nel Centro Italia il programma incrocia alcuni dei luoghi più conosciuti del Paese e una rete di musei locali spesso decisiva per leggere la storia dei territori. In Emilia-Romagna aderiscono, tra gli altri, la Basilica di Sant’Apollinare in Classe, il Battistero degli Ariani, il Mausoleo di Teodorico e il Museo Nazionale di Ravenna. In Toscana sarà possibile entrare senza biglietto agli Uffizi di Firenze, ma anche al Museo di Casa Vasari ad Arezzo, al Parco archeologico di Roselle a Grosseto e alla Certosa di Calci, in provincia di Pisa. In Abruzzo figurano il Museo archeologico nazionale di Campli e il Museo casa natale di Gabriele d’Annunzio a Pescara; in Molise, il Museo archeologico di Santa Maria delle Monache a Isernia e il Museo in Palazzo Pistilli a Campobasso. Le Marche propongono il Museo archeologico nazionale di Ascoli Piceno, l’Antiquarium statale di Numana e la Rocca Roveresca di Senigallia. Nel Lazio, dove l’afflusso può essere consistente già dalle prime ore, rientrano nell’iniziativa Villa Adriana, Villa d’Este, l’area archeologica collegata e il Santuario di Ercole Vincitore.
Scendendo verso il Sud, la mappa della giornata gratuita tocca alcuni tra i principali parchi archeologici italiani. In Campania si potranno visitare i siti di Pompei, Paestum ed Ercolano, oltre a Villa Sora, al MANN, al museo di Capodimonte, a Castel Sant’Elmo e alla Reggia di Caserta. In Calabria sono indicati la Galleria nazionale di Cosenza, la Cattolica di Stilo e i parchi archeologici di Crotone e Sibari. La Basilicata aderisce con il Parco archeologico di Herakleia a Policoro, il Tempio delle Tavole Palatine a Bernalda e la sede espositiva di Palazzo Ducale a Tricarico. In Puglia ingresso gratuito a Castel del Monte ad Andria, al Castello Svevo di Trani, al Parco archeologico di Monte Sannace a Gioia del Colle e al Museo nazionale Jatta a Ruvo di Puglia. Infine la Sardegna, con il Parco archeologico di Caprera e, a Cagliari, la Pinacoteca nazionale, la Basilica di San Saturnino e il Museo archeologico nazionale.
Per organizzare la visita del 6 settembre è consigliabile verificare in anticipo gli orari sui siti ufficiali dei singoli musei statali, dei parchi archeologici e dei luoghi della cultura coinvolti. L’ingresso resta gratuito nell’ambito di Domenica al Museo, ma alcune strutture possono prevedere prenotazione obbligatoria o consigliata, percorsi contingentati, chiusure parziali di sale o accessi regolati in base all’affluenza. Le informazioni aggiornate sono diffuse anche attraverso i canali del Ministero della Cultura. Meglio controllare prima di partire, quindi, soprattutto per mete come Uffizi, Pompei, Reggia di Caserta, Musei Reali di Torino o Villa d’Este, dove il numero dei visitatori può crescere rapidamente. Un dettaglio semplice, ma decisivo: il biglietto non si paga, il tempo d’attesa sì.