Un anziano accaldato viene assistito in casa: caldo e disidratazione possono aumentare lo stress cardiovascolare.
Il caldo estivo può mettere sotto pressione il cuore perché abbassa la pressione arteriosa, accelera il battito e costringe l’organismo a uno sforzo maggiore: lo ha spiegato oggi, lunedì 31 agosto, a Monaco di Baviera, Massimo Volpe, professore emerito di Cardiologia alla Sapienza e presidente della Siprec, durante il Congresso europeo di cardiologia Esc 2026, richiamando l’attenzione sui rischi per cardiopatici, anziani e persone fragili nelle settimane segnate dalle ondate di calore.
“Il caldo è pericoloso per il cuore perché riduce la pressione arteriosa attraverso la vasodilatazione e può aumentare la frequenza cardiaca”, ha detto Volpe all’Adnkronos Salute, a margine dei lavori dell’Esc 2026. Il meccanismo, in apparenza semplice, ha conseguenze concrete: i vasi si dilatano per disperdere calore, la pressione scende e il cuore prova a compensare battendo più in fretta. Più lavoro, più richiesta di ossigeno.
Per chi ha già una malattia cardiovascolare, questo equilibrio può diventare fragile. “Il caldo può aumentare il rischio di infarto perché il cuore lavora di più, richiede più ossigeno e quindi, per coloro che sono predisposti ad avere un evento cardiovascolare, può rappresentare un fattore precipitante”, ha aggiunto il cardiologo. Non significa che ogni giornata afosa porti a un’emergenza, ma che nei soggetti a rischio la soglia di sicurezza può abbassarsi, anche nel giro di poche ore.
Le categorie più esposte, ha spiegato Volpe, sono i cardiopatici, gli anziani, le persone fragili e chi va incontro a disidratazione. “I cardiopatici rappresentano una categoria importante, poi i soggetti fragili e anziani che hanno meno capacità di autoregolare il loro sistema circolatorio con l’aumento delle temperature”, ha osservato. In estate, soprattutto durante le ondate di calore, basta bere meno del necessario o restare a lungo in ambienti non ventilati per perdere liquidi e sali minerali.
Un capitolo delicato riguarda i pazienti in terapia. Volpe ha citato chi assume farmaci ipertensivi, diuretici e vasodilatatori, oltre a persone con scompenso cardiaco, ipertensione o diabete. Sono farmaci spesso essenziali, che non vanno sospesi senza indicazione medica, ma che con temperature alte possono richiedere un controllo più stretto. In ambulatorio, ha confidato il cardiologo, la gestione di questa estate è stata “difficile”, specie nei pazienti più avanti con l’età.
I sintomi riferiti più spesso durante le giornate di caldo intenso sono “senso di vuoto alla testa, vertigini, sensazione di mancamento e palpitazioni legate alla tachicardia”, ha spiegato Volpe. Sono segnali che molte persone tendono a minimizzare, magari attribuendoli alla stanchezza o a una notte dormita male. Eppure, in un paziente con storia cardiologica, meritano attenzione.
Nei casi più seri si può arrivare a lipotimie e sincopi, cioè svenimenti veri e propri. Succede quando la pressione cala troppo o quando il cuore non riesce a mantenere un flusso adeguato di sangue al cervello. In quel momento, contano le cose pratiche: sedersi o sdraiarsi, allontanarsi dal sole, bere se si è coscienti, chiamare aiuto se i sintomi persistono. Per gli anziani soli, il problema è anche questo: riconoscere il malore e non aspettare troppo.
Il richiamo arriva mentre Monaco di Baviera ospita, dal 28 al 31 agosto, il Congresso europeo di cardiologia Esc 2026, con oltre 30mila clinici, ricercatori e professionisti sanitari riuniti per discutere prevenzione e cura delle principali malattie cardiovascolari. Tra i temi sul tavolo, il rapporto tra clima, salute e accesso alle cure sta assumendo un peso crescente, anche perché le estati più calde modificano il lavoro degli ospedali.
Per l’Italia, i dati completi sugli effetti del caldo sulla mortalità cardiovascolare saranno disponibili tra tre o quattro mesi. “C’è stata una recrudescenza importante di problematiche cardiovascolari questa estate”, ha ragionato Volpe, precisando che questo non implica automaticamente un aumento dei decessi. La sua valutazione, però, è prudente solo fino a un certo punto: “Secondo me, rispetto al passato, vedrà un aumento di eventi cardiovascolari, di ospedalizzazioni e anche di mortalità”.
Negli ospedali, ha concluso il presidente della Siprec, la pressione si è vista soprattutto nei malori degli anziani, spesso meno protetti dal caldo e, in molti casi, meno assistiti. È un punto sanitario, ma anche sociale. Perché la prevenzione, in estate, passa dai farmaci e dai controlli, certo, ma anche da una telefonata, da una visita a casa, da un bicchiere d’acqua offerto al momento giusto.