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Tutti gli articoli con tag vulcani

Il bagno del diavolo di Wai-O-Tapu in Nuova Zelanda

pubblicato da debora

Wai-O-Tapu

Wai-O-Tapu è l’ambiente naturalmente più colorato della Nuova Zelanda (e non solo) e una delle fermate più gettonate èall’interno del parco è il bagno del diavolo (Devil’s bath), uno stagno color verde pastello, formatosi grazie alla combinazione di diversi minerali presenti in zona. Tutta la zona è il risultato di una intesa attività geologica che si fa risalire a circa 160.000 anni fa.

Wai-O-Tapu in lingua Māori sta per acque sacre e indica una vasta area al centro dell’Isola del Nord (lo stivale della Nuova Zelanda per intendesi) , dall’intesa attività geotermica, protetta fin dal 1931, anche se poi parte dell’area è stata data in concessione ad una società,Wai-O-Tapu Termal Wonderland, che vi farà pagare 30 dollari neo neozelandesi (circa 12 euro), 10 dollari (circa 4 euro) per i bambini, per entrare nel parco.

Foto | www.viajar24h.com.

Wai-O-Tapu, le sacre acque della Nuova ZelandaWai-O-Tapu, le sacre acque della Nuova ZelandaWai-O-Tapu, le sacre acque della Nuova ZelandaWai-O-Tapu, le sacre acque della Nuova Zelanda

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Giù con lo slittino dal Cerro Negro in Nicaragua

pubblicato da debora

Cerro negro

Chi sono i due tipi vestiti d’arancione? Cosa tengono ben stretto tra le loro mani? Che intendono fare? Dove sono? Non so dirvi chi sono, ma i due stringono tra le mani due rudimentali slittini con cui si accingono a scendere dal Cerro Negro, il vulcano più giovane del Centro America, spuntato fuori nel 1850.

Il Cerro, poco meno di 800 metri ed ancora attivo, si trova in a 10 chilometri dal villaggio di Larreynaga, dove arrivano da un po’ da tutte le parti del mondo per provare il brivido di una discesa dalle pendici di un vulcano, con il solo aiuto di uno slittino. Provate a leggere il sito di Bigfoot per i tour ed i prezzi, ed il seguito del post per vedere come si scende.

Foto | Peter Gene

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Papakolea Beach, la spiaggia verde alle Hawaii

pubblicato da debora

Papakolea Beach

La spiaggia verde di Papakolea Beach sull’isola di Hawaii, una delle due spiagge verdi conosciute al mondo, deve il suo colore ai cristalli di Olivina formatisi a seguito di intese attività vulcaniche. L’accesso alla spiaggia è comunque limitato e soggetto a permesso (costa 25 dollari) del DHHL (Department of Hawaiian Homelands), che provvederà a darvi tutte le indicazioni e una chiave per il cancello che sbarra la strada per la spiaggia.

Raggiungere la spiaggia non è semplice, e questo probabilmente è l’altro motivo per cui non è ancora finita tutta dentro le bottigliette souvenir dei turisti di tutto il mondo. Occorre percorrere uno sterrato di quasi cinque chilometri, costeggiando le scogliere. Non aspettatevi di trovare bar o punti di ristoro nelle vicinanze, quindi preparatevi bene. Anche scendere a mare non è semplice, per cui fate molta attenzione.

Foto | M & J Adventures

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Le grandi statue di Ercolano in mostra al Mann di Napoli

pubblicato da debora

Amazzone ercolano
Durò circa 20 ore, 20 ore di attività vulcanica che distrussero Ercolano, prima colpita da valanghe di pomici bianche e grigie, poi investita da nubi ardenti e infine sommersa da colate di lava; era il 79 dopo Cristo e a Roma regnava Tito. Di quella città, di quelle genti conosciamo molto, anche grazie alle statue ed ai mosaici che sono emersi dagli scavi archeologici.

Dal 15 ottobre fino al 13 aprile 2009 sarà in mostra al Mann di Napoli (Museo archeologico nazionale di Napoli), una delle più importanti sedi museali italiane (e quindi mondiali), la mostra “Ercolano. Tre secoli di scoperte”, dove si potranno ammirare oltre 150 opere, 150 grandi sculture ritornate alla luce grazie al lavoro di quanti, in questi tre secoli, hanno lavorato agli scavi archeologici di Ercolano.

Il Mann si trova in Piazza Museo Nazionale 19 ed è aperto dalle 9.00 alle 19.30, con esclusione del martedì quando rimane chiuso. Il biglietto d’ingresso costa 10,00 euro ma è gratuito per i minorenni e gli over 65 anni. Se poi avete acquistato una ArteCard, un biglietto che integra l’entrata in musei, siti archeologici e trasporti, potete tranquillamente usufruirne anche per vedere questa mostra.

La mostra su Exibart.
Il sito ufficiale della ArteCard.
La foto di una amazzone è di Nick in exsilio.

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Il vulcano Krakatoa e l'urlo di Munch

pubblicato da debora

Krakatoa
Il cono vulcanico e l’isola alle sue spalle, è quanto rimane del vulcano Krakatoa dopo la terribile eruzione del 1883, una delle più forti mai registrate in epoca scientifica. Il boato dell’eruzione fu udito ad oltre 5.000 chilometri di distanza, e le sue ceneri fluttuarono per mesi nei cieli, generando tramonti dai colori tanto spettacolari quanto insoliti, ritratti nei quadri di Ashcroft.

Ma non basta, leggo da wikipedia:

Nel 2004 alcuni ricercatori supposero che il cielo, color rosso sangue, del famoso quadro di Edvard Munch L’urlo, realizzato nel 1893, sia in realtà una riproduzione accurata del cielo norvegese dopo l’eruzione.

Krakatoa si trova in Indonesia, tra le isole di Giava e di Sumatra. Attualmente è all’interno di una riserva naturale alla quale si può accedere unicamente chiedendo un permesso al Balai Konservasi Sumber Daya Alam (BKSDA). Normalmente si parte dalle spiagge di Anyer o di Carita, ma anche da Lampung, evitando però il periodo da agosto a novembre a causa delle forti correnti marine. Occhio però, visto che il vulcano è ancora attivo.

I tramonti di Ashcroft su Science e Society Picture Library.
L’urlo di Munch su Wikipedia.
Foto|flydime.

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Etna: uno spettacolo notturno imperdibile

pubblicato da valentina m.

eruzione notturna del vulcano etna

Ricordo un fine settimana di novembre, destinazione Catania e dintorni. Non avevamo programmato l’escursione al vulcano ma in quei giorni l’Etna era in eruzione. Così, dopo una pantagruelica cena, prendemmo la macchina, direzione Etna e, seguivamo, nella notte, il rosso della lava che si vedeva in lontananza. Pochi tornanti al buio e, d’improvviso, un mare di lava rossa che scivolava piano verso valle. Un odore fortissimo, fumo e l’emozione di trovarsi di fronte ad uno spettacolo della natura maestoso e potente.

Questa è una gita non programmata consigliabile per chi si trova nei dintorni quando il vulcano è in attività. Non servono guide o cartine, solo un’auto, l’oscurità e la voglia di avventura. Per chi volesse organizzare un’escursione con le guide, su questo sito trovate tutte le possibilità, inclusa la funivia dell’Etna presso la quale, durante tutto l’anno, sono offerte escursioni e supporto.

Foto | Marco

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Isole Eolie, un panorama mozzafiato

pubblicato da valentina m.

panorama isole eolie vulcano lipari salina panarea

La gita sulla vetta di Vulcano è faticosa ma il panorama che se ne gode è impagabile. La foto è di Giovanni, professore catanese con l’hobby della fotografia.

Lo scatto cattura in un’unica inquadratura l’isola di Vulcano, di fronte in posizione centrale c’è Lipari, alla sinistra sullo sfondo si trova Salina mentre si vede sulla destra Panarea.

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Atlantide rivive nel tour virtuale di Akrotiri a Santorini

pubblicato da Elena

Oia, Santorini

Ricordo ancora l’emozione che provai, più di dodici anni fa, nel visitare uno dei luoghi più affascinanti dell’Egeo (e non solo): Santorini. In particolare il sito archeologico di Akrotiri, testimonianza ancora viva dell’incredibile catastrofe che sembra abbia provocato la distruzione della civiltà minoica di Creta, in tempi in cui la parola “tsunami” non era ancora stata tragicamente importata dall’oriente e Atlantide forse era qualcosa di più che un mito. Sì, perché tra le tante teorie, ce n’è una che sostiene che il leggendario continente scomparso altro non fosse che l’isola di Santorini, sprofondata in gran parte nel blu profondo dell’Egeo in seguito all’eruzione del vulcano che ne costituiva il cuore più di 3500 anni fa e i cui effetti si manifestarono persino sull’isola di Creta.

Il sito archeologico di Akrotiri è in fase di restauro dal 2005 e, sebbene la fine dei lavori fosse prevista per due o tre anni dopo la chiusura del complesso, ancora non ci sono notizie sulla data di riapertura. Da qualche tempo però, per ovviare almeno in parte alla mancanza, la Thera Fundation ha allestito una sorta di tour virtuale del sito archeologico e un museo senza scopo di lucro presso il Nomikos Conference Center a Thira, la città principale dell’isola, in cui sono esposte le riproduzioni 3D di tutti gli affreschi ritrovati nel sito e ora conservati per lo più presso il museo archeologico nazionale di Atene.

Per chi vi volesse passare qualche giorno, la splendida isola delle Cicladi offre numerose soluzioni, dagli hotel più lussuosi agli studio con vista sulla caldera o alle ville con piscina non lontano dalle spiagge vulcaniche di Kamari, Perissa o Monolithos. E allora perché non approfittarne e provare la variante isolana della celeberrima insalata greca, con l’aggiunta di frutti e foglie di capperi e di pomodorini di Santorini. Per altre saporite variazioni sul tema un consiglio personale: la taverna Metaxi Mas nella quieta cittadina di Exo Gonia, tra Pyrgos e Kamari, un po’ più defilata rispetto ai locali di Thera o Oia, ma non il solito posto da turisti, dove si può mangiare a prezzi assolutamente ragionevoli.

Foto | viaggiatoreimmaginario

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Isola di Salina: Capofaro Malvasia & Resort

pubblicato da Simona Traversini



Salina, il cui nome antico era Didyme, ossia “gemelli” in greco, per via dei due vulcani spenti che la caratterizzano, è la più verde delle isole Eolie. Riserva naturale dal 1981 e patrimonio dell’Unesco, ha conservato nel tempo l’architettura locale e tradizionale con case dipinte di bianco e tetti piatti con portico o veranda che vengono solitamente utilizzati per mangiare all’aria aperta.

Tra i comuni di Malfa e Santa Marina, in prossimità del faro da cui prende il nome e immerso in una distesa di vigneti, si trova il Capofaro Malvasia & Resort, realizzato dalla famiglia Tasca d’Almerita. Tredici camere matrimoniali e cinque junior suite con spazi ampi, pareti di un bianco assoluto, tessuti pregiati. Dalle terrazze, ombreggiate da puleri e cannizzi, si può ammirare il suggestivo panorama delle alti pareti di roccia vulcanica a strapiombo sul mare e, quando cala la sera, delle splendide sfumature rosate del tramonto su Panarea e Stromboli.

La piscina d’acqua dolce, il campo da tennis, il bar e il ristorante completano l’offerta del resort. Proprio il ristorante, aperto anche alla clientela esterna, rappresenta uno dei punti di qualità della struttura (vi si tengono anche corsi di cucina), con piatti di alto livello che rispettano la tradizione marinara siciliana ed eoliana e un ambiente caratterizzato da un servizio informale ma curato e un’illuminazione discreta e romantica. La cantina propone tutte le etichette della famiglia “Tasca d’Almerita”, oltre al vino passito prodotto dalle uve Malvasia e ad una piccola carta che varia settimanalmente con prodotti di aziende nazionali di nicchia.

La camera doppia con prima colazione (dal 2 giugno al 14 settembre) viene 320 euro a notte mentre la suite 450.

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Sul Vesuvio con Amelia, la strega che amalia, per la giornata europea dei parchi

pubblicato da debora

Vesuvio da Napoli
Il Il 24 maggio del 1909 in Svezia nacque il primo parco nazionale d’Europa è per ricordare quell’evento il 24 maggio è stato individuato come “Giornata Europea dei Parchi”, che gli enti gestori dei parchi europei festeggiano organizzando eventi come visite guidate, festival e workshop.

Il parco nazionale del Vesuvio ha organizzato per domani delle visite guidate (prenotazione obbligatorie) su ben 4 diversi percorsi, che passeranno per il sentiero numero 1 (Valle dell’Inferno), per il numero 3, percorribile anche per per visitatori con disabilità motoria e visiva, il numero 4 che arriva alla Riserva Tirone e il numero 5, il Gran Cono del Vesuvio.

Ma la cosa che mi stuzzica di più è la visita del 25, domenica, che si svolgerà insieme ad Amelia, la strega che amalia, compagna di molte mie letture di bambina.

L’iniziativa, promossa dal Parco, insieme a The Walt Disney Company Italia, si svolgerà sul sentiero n.4 della Riserva Tirone Alto Vesuvio trasformato ne “I luoghi di Amelia”: un sentiero dedicato alla fantasia e ai giochi, pensato per i più piccoli ma che piacerà anche ai più grandi.

Il programma degli eventi, e il numero per prenotare, sul sito del parco del Vesuvio.
La fotografia è di Finizio.

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Welcome to Hell: le sorgenti termali di Beppu

pubblicato da Elena

Le sorgenti termali di Beppu in Giappone

La cittadina di Beppu, nel nord-est Giappone, è famosa fin dal medioevo poichè vanta ben 3800 tra sorgenti calde, geyser e fumarole, segno di una considerevole recente attività vulcanica. Infatti si trova alle pendici di una collina di detriti vulcanici ed è circondata da molti vulcani ormai inattivi. La leggenda vuole che le 2850 sorgenti calde, capaci di attirare ogni anno più di 12 milioni di persone, giapponesi e non, abbiano poteri straordinari sul corpo e sulla mente dei loro visitatori. Quello di Beppu è il più grande complesso termale del Giappone e vi si trovano 9 tra i maggiori hot spot del paese, ribattezzati anche “i nove inferni di Beppu”.

Su questo sito giapponese trovate delle belle foto della cittadina, con tanto di cartello “welcome to hell” all’ingresso della stazione termale. Mentre qui trovate la guida per il vostro eventuale soggiorno a Beppu.

Foto | datigz

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Video dell'eruzione del Kilauea alle Hawaii

pubblicato da debora


Giovedì scorso, 6 marzo, il Kilauea un vulcano sull’isola di Hawaii, la più grande isola dell’arcipelago statunitense a cui da il nome, è tornato in azione errutando lava e fumi; si tratta di un vulcano molto attivo, tant’è che dal 1954 si sono registrati 34 eventi eruttivi, anche se l’ultima volta che la lava è scesa dal vulcano risale al 1983, cioè 25 anni fa.

Come si vede in questo video, e in altri che si possono trovare facilmente in rete, si tratta di fenomeni molto spettacolari che come prevedibile, stanno attraendo molti visitatori, che dopo i primi giorni quando le emissioni solforose non permettevano di avvicinarsi troppo alle colate laviche, ora si stanno sbizzarrendo in riprese davvero ravvicinate.

Il sito geologico statunitense che registra le attività del vulcano.
Il vulcano su Google Maps.

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