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Il Bhutan, l'ultimo possibile Shangri-La

pubblicato da debora

Non è facile ne economico viaggiare in Bhutan; infatti oltre a richiedere il visto (20 dollari), occorre rivolgersi ad un Tour Operator riconosciuto. Il visto costa 200 dollari statunitensi al giorno, comprensivo di alloggio, pasti, trasporti interni, guide locali ed eventuali manifestazioni artistiche, culturali e folkloristiche. In bassa stagione (dicembre-febbraio / giugno-agosto) il versamento è ridotto a 165 dollari al giorno. Infine all’arrivo nel Paese viene inoltre richiesto il pagamento di 20 dollari USA ed è necessaria 1 fotografia. Tutto questo non è contrattabile o modificabile, in quanto stabilito dall’autorità centrale.

L’unica alternativa è riceve un invito da un cittadino o da una organizzazione per il volontariato, il che presuppone che anche voi siate dei volontari. Occhio al fumo, perchè il commercio è vietato in tutto il paese e ne potete portare solo per il vostro consumo. Ne vale la pena? Guardate il video e decidete da soli.

Video | popcatepetl2.

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Passaporti e visti

pubblicato da valentina m.

passaporti visti

Per noi europei il problema di richiedere il visto per viaggiare non è così sentito, l’Unione infatti ha molti accordi con i paesi extra-europei che permettono di viaggiare senza entrare nella burocrazia del visto. E’ ciò che emerge da una ricerca di Henley and Partners pubblicata dall’Economist, con la lista dei passaporti che permettono di accedere al maggior numero di paesi senza visto.

In prima posizione è la Danimarca, il cui documento di viaggio permette di muoversi in ben 157 paesi; a seguire ci sono Portogallo, Irlanda e Finlandia con 156 paesi. Non meno fortunati sono i cittadini di Germania, Svezia, Belgio e Stati Uniti che accedono a 155 paesi. Per gli Stati Uniti però, in molti paesi, si sta pensando a reintrodurre la necessità di visto, come misura di reciprocità alle regole che hanno un po’ complicato l’accesso al paese.

I passaporti peggiori? Nell’ordine: Afghanistan, con il quale si accede a solo 22 paesi, Iraq (23), Somalia, Pakistan e Iran (25 paesi). Noi italiani siamo decisamente fortunati dunque, potendo visitare ben 154 paesi senza alcuna restrizione di visto. Per informazioni dettagliate, il sito Viaggiare Sicuri del Ministero degli Esteri indica per ciascun paese del mondo la documentazione necessaria all’ingresso.

Foto | Ken

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Il Visa Waiver Program per entrare negli USA senza passaporto elettronico

pubblicato da debora


Non avete un passaporto elettronico, oppure un passaporto a lettura ottica e neppure un passaporto con foto digitale e rischiate di non poter più andare in viaggio di nozze negli States? Beh allora potete provare con il “Visa Waiver Program”, un programma delle autorità statunitensi (U. S. Department of Homeland Security) che vi permette di fare domanda per entrare in USA via internet (sempre un passo avanti).

Il processo di gestione della domanda di ingresso è semplice, e l’ho catturato sul sito del Visa Waiver Program che una volta tanto (udite , udite) è stato tradotto anche in italiano. La procedura richiede che vengano fornite tutta una serie di domande (c’è un apposito link che consiglio di leggere prima per preparare prima tutti i dati richiesti) che vanno dalle info personali del richiedente, a quelle sul passaporto, a quelle sul volo, a quelle sul luogo di destinazione. Occhio che le info siano veritiere, perchè se l’approccio americano è del tipo “ci fidiamo di quello che ci dite”, quando scoprono che non si è detta la verità, gli americani si incaz… di brutto.

Occhio a bimbi poi, che per usufruire di questo programma, devono essere in possesso di passaporto individuale, non essendo sufficiente né la loro iscrizione sul passaporto dei genitori, né il lasciapassare. Ultimi note: potete partecipare a questo programma se viaggiate esclusivamente per affari e/o per turismo, se rimanete negli Stati Uniti non più di 90 giorni e se siete già in possesso di un biglietto di ritorno.

Il VisaWaiverProgram sul Web.
La scheda sugli USA sul sito Viaggiare Sicuri del Ministero degli Esteri.

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Attenzione a quando si viaggia negli USA: la polizia non dimentica

pubblicato da debora

Cella di AlcatrazSpero che Erla sia stata trattenuta in una cella più confortevole di questa della prigione di Alcatraz fotografata da b r e n t. Certo che la sua due giorni nelle carceri statunitensi è l’esperienza quanto più lontana che poteva accaderle, da quella che aveva in mente (fare shopping natalizi e visitare gli amici) quando è atterrata all’aeroporto JFK di New York.

Infatti ad Erla, una ragazza islandese trentenne, è accaduto di essere arrestata al suo arrivo e trattenuta in una prigione del New Jersey, senza avere la possibilità di avvertire i genitori di quanto le stesse accadendo. Qui è poi stata scheda ed interrogata, e trattenuta per due giorni, prima di essere rilasciata.

La sua colpa? Aver prolungato il suo soggiorno negli States oltre il limite concessole dal visto durante un suo precedente viaggio, quasi dieci anni prima. Via Msnbc.

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