
Sharm-el-Sheik, paradiso perduto, prima dagli israeliani, che scoprirono e svilupparono questo piccolo villaggio di pescatori durante l’occupazione del Sinai, ed ora, forse, dai turisti provenienti da tutte le parti del mondo, che qui sognano di venire a svernare e a godere delle splendide acque, magari per sfuggire al freddo invernale, alle giornate della merla.
Rivolte e sequestri, è questo il titolo del pezzo della Stampa, che ci racconta della difficile situazione che si sta vivendo in Egitto, che alla fine, inevitabilmente, ha raggiunto anche questo angolo del Sinai. E dopo tanti furti e rapine, alcune anche a mano armata, la morte di un turista francese, forse sfortunatamente coinvolto in una sparatoria tra beduini, ieri è arrivato anche il rapimento di 25 lavoratori cinesi; non consola molto che non si tratti di turisti, che il fatto non sia avvenuto nella parte turistica della penisola. La situazione si sta facendo sempre più pesante anche a Sharm.
Avviso del Mae; e per averne conferma basta leggere il lungo avviso del MAE sul sito ViaggiareSicuri, dove oltre a riportare della situazione complessivamente difficile nel paese, si cita Sharm, e tutta la zona turistica: “Anche in ragione del brusco deterioramento della situazione economica generale, Si registra nel Paese un aumento di casi di micro-criminalità, quali borseggi, furti, furti d’auto, ma si sono recentemente verificati anche episodi di maggiore violenza, quali rapine a mano armata (che hanno coinvolto anche turisti stranieri, nei pressi di un ufficio di cambia-valute nella località di Sharm El Sheikh). Si tratta di un fenomeno relativamente nuovo in Egitto e che consiglia di mantenere una elevata soglia di attenzione e di cautela. “
Foto | WomEOS.

Il Ministro per il Turismo Brambilla, anche a seguito del caso della turista italiana rapita mentre si trovava in Algeria per turismo, ha comunicato la creazione di un nuovo servizio, “vacanze sicure” di Easy Italy, multi-canale (raggiungibile via telefono e via internet), dedicato ai connazionali che si recano all’estero in zone potenzialmente a rischio. Ottimo verrebbe da dire, se non fosse, come fa notare l’ASTOI, che un servizio del genere già esiste, si chiama Viaggiare Sicuri, ed è gestito dal Ministero degli Esteri.
Il presidente dell’associazione, Roberto Corbella, ha dichiarato “Apprendiamo con estremo stupore la notizia dell’istituzione di un numero per informare gli italiani che intendono recarsi all’estero da parte del Dipartimento del Turismo. A tale proposito, evidenziamo come non esistesse alcuna esigenza al riguardo poiché, da tempo, il nostro ministero degli Esteri svolge egregiamente questo ruolo attraverso le informazioni contenute sul sito ‘Viaggiare Sicuri’ ed attraverso il numero h24, messo a disposizione dall’Unità di Crisi della Farnesina.”
Ora al di là delle dichiarazioni, leggendo l’intro sul sito Easy Italy, sembra di capire che si tratti di un servizio destinato a chi, italiano o straniero, viaggi per turismo in Italia, e non anche all’estero, anche se questa difformità informativa potrebbe dipendere dai tempi tecnici necessari per aggiornare il sito. Siccome non voglio pensare al peggio (un doppione utile solo per spendere soldi pubblici), allora si potrebbe trattare di un “semplice” collegamento tra due servizi, destinati ad utenze diverse, per cui collegandosi a Easy Italy, di fatto si viene dirottati su Viaggiare Sicuri. Staremo a vedere….

Il 20% del reddito tunisino dipende dal turismo ed i paesi che più scelgono questa meta sono, insieme all’Italia, Francia e Germania. La situazione di tensione che va avanti da metà dicembre segnalata più volte dalla Farnesina sta costando molto. All’inizio il nostro Ministero degli Esteri informava di posti di blocco nel paese e chiedeva collaborazione con le forze dell’ordine.
In queste ultime due settimane gli scontri si sono fatti intensi e la Farnesia, da oramai qualche giorno, sconsiglia caldamente di recarsi nel paese per motivi turistici. Richiede inoltre a chi è presente di rispettare rigorosamente il coprifuoco in corso e di non frequentare Tunisi, Hammamet, Sfax e altre località e di non attraversare l’area centrale e occidentale del paese.
Lo spazio aereo tunisino risulta formalmente riaperto e funzionante durante le ore non interessate dal coprifuoco ma pare che solo Tunis Air sia operativa, dato che le compagnie straniere non ritengono le condizioni di sicurezza accettabili per ripristinare l’operatività. La zona all’estremo sud del paese resta vietata in mancanza di espressa autorizzazione rilasciata dalle Autorità tunisine.
Spero che il mio admin mi perdonerà se oggi ho postato una foto con dimensioni fuori standard, ma in effetti ho qualche problema con gli insetti, e vederli riprodotti in dimensioni XL mi crea qualche problema.
Questa volta il MAE non ci avverte dei potenziali pericoli causati da vulcani, tornadi, sommosse o night club che ci vogliono sfilare il portafogli, ma da quelli causati da questi piccoli insetti, che a quanto pare sono molto presenti in Estonia (ma in effetti in tutti i paesi baltici) tra la primavera e l’inizio dell’autunno.
Viaggiare Sicuri, ma le stesse autorità estoni, dopo aver ricordato che il fenomeno interesserebbe addirittura più dell’80% dei casi, turisti e cittadini che, ignari del pericolo, si recano a visitare parchi e giardini e soprattutto coloro che si recano in escursione nelle vastissime zone boschive e rurali dell’Estonia; a questo punto per stare tranquilli il consiglio è quello di vaccinarsi.
Foto | chripell.
Continua a leggere: Avviso ai viaggiatori. State attenti alle zecche se viaggiate in Estonia

Il fattore sicurezza non è sempre al primo posto tra le preoccupazione dei turisti che vogliono davvero scoprire le bellezze del globo. Spesso non può neppure esserlo, dato che concentrarsi troppo sul Fattore S porterebbe all’impossibilità di ammirare alcuni dei luoghi più straordinari del mondo, come le piramidi, i templi nella giungla cambogiana, le piramidi precolombiane in Centro America, i parchi naturali del Sud Africa…
Se però volete concedervi una vacanza tranquilla, senza alcun timore sull’incolumità vostra, dei vostri bagagli e dei vostri averi, ecco una lista dei 10 paesi dove i turisti possono stare più sereni, girovagando senza patemi.
Al primo posto troviamo l’isola mediterranea di Cipro, seguita da tre destinazioni nordiche: Danimarca, Islanda e Irlanda. Il Giappone si piazza quinto, davanti a Lussemburgo e Nuova Zelanda. Norvegia, Singapore e Svizzera (solo ultima? Esistono dunque altri 9 paesi al mondo più tranquilli??) chiudono la classifica.
Foto | Flickr
Strip-Tease, attenti al Miss Fashion, che prima si chiamava Princess Night Club, un locale notturno che si trova in Hebrangova, n. 9 a Zagabria. A consigliarlo non sono io, che non so neppure dove si trova la via Hebrangova, ma addirittura il Ministero degli Affari Esteri nella sua sezione degli avvisi particolari.
Ed è certamente particolare che accanto ad avvisi per attività terroristiche, guerriglie, colpi di stato, terremoti, eruzioni vulcaniche, maremoti et similia, si trovi un avviso dedicato ai nigt club di Zagabria, dove si consiglia i nostri connazionali, di stare attenti quando entrano in un night club dove si offrono anche degli strip-tease.
Peccato che l’avviso non dica niente di più, la curiosità è femmina. Adescamento? Conti salatissimi per un San-Bitter? Borseggi? Scippi? Sonnifero nel bicchiere e via con il portafoglio?
Foto | RodrigoFavera.

L’isola di Zanzibar è al buio dal 10 dicembre scorso, non a causa di un eccesso di domanda di corrente elettrica come è capitato dalle nostre parti, ma più semplicemente perchè si è tranciato il cavo sottomarino che trasporta l’energia elettrica dal continente all’isola, cavo che a quanto pare non è stato ancora riparato.
Il danno è grosso per un’economia isola che per il 25% dipende dal turismo ( a Zanzibar in questo momento siamo in alta stagione), percentuale che sale al 75% se riferita al commercio estero. Per il turista il danno è minore, ma fastidioso, visto che la mancanza di corrente pregiudica la possibilità di avere acqua calda negli hotel e resort dell’isola.
I più attrezzati di questi hanno messo in funzione, h24 o solo in alcune ore della giornata, i generatori a diesel, accettando di accollarsi un notevole aggravio di costi, ma il nostro Ministero degli Esteri consiglia di verificare con il tour operator, o direttamente con la struttura, la situazione il loco.
Foto | Giorgio Montersino.

Sono aumentati del 5% rispetto all’anno precedente i casi segnalati di vacanze rovinate, è il dato riferito da Telefono Blu ( una organizzazione a tutela dei turisti, costituita in associazione senza scopo di lucro nel 1989) che, durante il periodo che va dal 1 giugno al 22 agosto, ha ricevuto (via web o telefono) 23.000 segnalazioni di disservizi che hanno interessato complessivamente 125.000 persone.
Secondo quanto riportato dall’associazione no profit, il primo grande gruppo di segnalazioni, che coinvolge oltre 33.000 persone (il 26 % delle segnalazioni), tratta di problemi e disagi causati da tour operator low cost che hanno lasciato letteralmente a casa migliaia e migliaia di italiani. A naso direi che dentro ci sono anche i viaggiatori incappati nei casi di MyAir e Todomondo. Seguono i recessi e le disdette presentate dai viaggiatori a causa di situazioni sanitarie particolari, in primo luogo l’influenza suina (potete verificare sul sito ViaggiareSicuri l’evolversi della situazione), e drammatiche in giro per il mondo (come è accaduto per l’Honduras a seguito del golpe di quest’estate), con il 20% dei casi.
Telefono Blu approfitta dell’occasione per informare su come tutelarsi ed ottenere il rimborso di quanto pagato: ”Se avete acquistato il pacchetto avete 10 giorni dal vostro rientro per la contestazione del viaggio. L’importante e’ inviare una raccomandata al più presto all’agenzia in cui e’ avvenuto l’acquisto, e per conoscenza al tour operator o altri soggetti interessati. Dovete poi conservare testimonianze, filmati, foto e quant’altro testimoni direttamente il disagio e il danno subito.”
Fonte | Tuttoconsumatori.
Foto | © Ahmed Amir.

Durante l’ultima settimana il sito ViaggiareSicuri del Ministero degli Affari Esteri ha emesso una serie di segnalazioni, che è bene conoscere prima di mettersi in viaggio.
Per quanto riguarda Spagna e Gran Bretagna l’avviso riguarda sia la segnalazione di numerosi casi di influenza “suina” (AH1N1) (nel Regno Unito in particolare sono stati registrati anche alcuni decessi) sia la ripresa dell’attività terroristica in Irlanda del Nord, nei Paesi Baschi ed in Navarra.
Per quanto riguarda la Thailandia, si tratta del prorogarsi dell’avviso già emesso ad aprile, a fronte degli scontri tra manifestanti e forse dell’ordine, sempre possibili secondo quanto riportato dal sito. Anche in Iran la situazione è tesa, per problemi legati alle manifestazioni, tanto che le Autorità iraniane non garantiscono sempre il rilascio di un visto di ingresso turistico in aeroporto all’arrivo; meglio quindi rivolgersi preventivamente in ambasciata.
Passando all’Africa, abbiamo 3 segnalazioni per il Congo, Guinea Bissau e Sudafrica. Per i primi due paesi la segnalazione (viaggi solo se assolutamente necessari) è dovuta all’instabilità politica che vi si registra, mentre per il Sudafrica si segnalano fenomeni legati alla criminalità comune, gestibili osservando scrupolosamente le norme di sicurezza consigliate.
Infine sempre valido l’avviso per l’Honduras, per il quale si sconsigliano, per il momento, viaggi non necessari, a causa della situazione politica che vi registra.

Il Ministero degli Affari Esteri, per il tramite del sito ViaggiareSicuri, ha esteso il consiglio di non viaggiare a tutto il territorio del Messico, Yucatan compreso, meta principale del turismo italiano in quel paese a causa della grave situazione sanitaria che si sta registrando in quel paese. In questo modo si sono accolte le osservazioni di molti turisti e del Codacons, che consideravano grave questa mancata inclusione, in quanto dava la possibilità ai Tour Operator di non rimborsare i viaggi verso la penisola messicana.
Secondo il presidente del Codacons Francesco Tanasi (ma dello stesso avviso è anche il TelefonoBlu)
è palese come vi siano cause di forza maggiore che obbligano i cittadini a recedere dai contratti di viaggio già stipulati e per tale motivo le agenzie di viaggio non devono applicare alcuna penale a carico dei consumatori, ma devono trovare assieme soluzioni alternative, come rinvio delle partenze o mete alternative, o restituire integralmente quanto versato dagli utenti per i viaggi in Messico già prenotati. (via travelnonstop)
Intanto i maggiori tour operator non accettano più prenotazioni per il Messico. In questa situazione, secondo Altroconsumo, è possibile chiedere il “recesso per la sopravvenuta impossibilità di utilizzazione della prestazione in quanto l’epidemia in corso in Messico rende irrealizzabile la finalità della vacanza quale occasione di svago e di riposo (così come già riconosciuto in passato anche dalla Corte di cassazione, con sentenza n.16315/07)”. Se poi non si vuole rinunciare al viaggio ci si può accordare con il tour operator per cambiare la data di partenza o la destinazione, come sta già accadendo per alcuni viaggiatori, che hanno accettato destinazioni alternative nei caraibi.
Foto | mdanys.

Si aggrava la tensione in Guadalupa dove, dopo oltre un mese di scioperi, tra il lunedì 16 febbraio e martedì 17 febbraio, si è registrata una escalation degli scontri, con una decina di barricate ed un negozio incendiati a Pointe-à-Pitre e con la città balneare di Gosier, a 5 km dalla capitale, che è stata quasi accerchiata da gruppi di giovani. Stante questa situazione, il M.A.E. (Ministero per gli Affari Esteri), per il tramite del sito Viaggiare Sicuri, sconsiglia di recarsi sull’isola in questo momento.
La protesta, estesa anche all’altro dipartimento d’oltre mare francese di Martinica, a causato fin’orala cancellazione di oltre 10.000 prenotazioni, in gran parte di turisti francesi, secondo quanto riportato sul sito della Msnbc. Le proteste, che hanno causato la morte di una persona tra i dimostranti, sono provocate dalle difficoltà economiche che investo gli abitanti delle isole.
Il presidente francese Sarkozy ha in programma un incontro con i rappresentati eletti dei dipartimenti per martedì prossimo, per analizzare la situazione, e trovare le possibili contromisure. Foto | rachel_thecat.
Sta facendo discutere la proposta di legge di Rutelli, che propone di far pagare ai viaggiatori incauti gli eventuali soccorsi nei paesi cosiddetti “a rischio”.
In altre parole, chi sarà abbastanza avventuroso (o incauto, punti di vista) da andare in paesi considerati a rischio attentati, rapimenti, pirati eccetera, in caso qualcosa vada storto, avrà il dovere di rimborsare allo Stato,successivamente, tutte le eventuali spese affrontate per “tirarvi fuori dai guai”. L’elenco dei paesi a rischio verrebbe, presumibilmente, pubblicato sul sito Viaggiare Sicuri, già operativo da anni e curato dal Ministero degli Affari Esteri. Il tutto potrebbe, evidentemente, rendere obbligatorie le assicurazioni di viaggio, quantomeno per viaggi nei paesi a rischio.
E voi che ne pensate? Riterreste giusta una scelta del genere?
Via | La Repubblica