
Sarà presentata questa mattina la nuova guida “Le Vie del Sacro” al Museo Diocesano di Genova presenti il governatore della regione Claudio Burlando e l’assessore regionale al turismo Margherita Bozzano. Una guida che ripercorre le orme dei pellegrini lungo il tratto ligure della via Francigena alla scoperta di santuari, abbazie, monumenti e chiese, immersi in uno stupendo paesaggio sospeso tra i monti e il mare.
La guida, già presentata a Roma durante il Festival Internazionale degli Itinerari dello Spirito, si compone di 11 itinerari da percorrere in auto, in bicicletta o a piedi, tra Sarzana a Ventimiglia, descritti anche attraverso carte stradali, itinerari, cartine monografiche, foto, notizie storiche e informazioni che allargano l’orizzonte turistico da quello di carattere prettamente religioso.
La Regione Liguria nei mesi scorsi è diventata socio dell’Associazione Europea delle Vie Francigene. Scopo dell’iniziativa promuovere i territori attraversati sotto il profilo storico, culturale e turistico , scambi e cooperazione fra i vari paesi europei e l’offerta turistica collegata all’antico itinerario storico e giubilare.
Foto | francesco sgroi.
Due segnalazioni che potrebbero tornare utili a chi trascorre le vacanze in Liguria o si trova a passare un fine settimana dalle parti di Ventimiglia.
La prima riguarda un’area protetta da visitare quando ci si è annoiati di stare in spiaggia oppure quando è il momento di fare due passi per digerire un buon pranzo: l’Oasi del Nervia si trova a Camporosso ed è una zona umida di 60 mila metri, formata dal torrente Nervia e tutelata dal 1998, dove trovano accoglienza, tra alberi e canneti, oltre 140 specie di animali e uccelli.
Lasciata Ventimiglia in direzione del confine con la Francia, ad appena 8 chilometri trovate la Baia Beniamin, una locanda - ristorante immersa nella natura che si affaccia sulla spiaggia tra Capo Mortola e il nuovo Porto di Menton Garavan. Al Baia Beniamin si può mangiare in terrazza a pochi metri dal mare o dormire in una delle 5 camere della locanda, svegliandosi con il rumore delle onde accarezzano la spiaggia.
Foto | Comune di Camporosso
La Liguria ha una duplice anima: una costiera e festaiola, che si anima ai primi caldi, invasa dalle migrazioni dalle regioni più settentrionali; e una discreta, silenziosa, dove il mare si vede da lontano. Quest’ultima zona, che si allunga tra Imperia e Ventimiglia, è ricca di piccoli borghi e splendidi giardini, luoghi ideali per vagare senza una meta precisa in un fine settimana lontano dalla confusione.
Lasciando l’autostrada dei Fiori dopo Bordighera, il primo paese dove fermarsi è Dolceacqua, borgo medievale sulla riva del Nervia: dopo aver percorso le ripide stradine, ci si può anche fermare a gustare il Rossese, il vino di locale.
Poco distante, arroccato su una ripida collina, sorge Apricale, con le case scure affacciate al sole e gli scenografici carugi; e davvero l’atmosfera qui è un po teatrale, la piazza principale è allestita come fosse un palcoscenico, con le sagome create dallo scenografo Luzzati.
Per gli appassionati di esoterismo, sempre nella zona si trova Triora, il borgo delle streghe, dagli antri scuri e le atmosfere misteriose. Qui si svolse un famoso processo alle streghe alla fine del 1500, quando il paese fu colpito da una carestia e la gente incolpò alcune donne di stregoneria; gli atti del processo e delle torture sono tuttora conservati nel museo etnografico; nella piazza verso il borgo antico una targa e una statua ricordano il luogo dove le streghe si riunivano, la Cabotina.
Lasciando questi luoghi arcani per proseguire verso Ventimiglia, l’ultima tappa del fine settimana, meritano una lunga sosta i giardini di Hanbury, tra gli orti botanici più belli e famosi d’Italia. Creati a metà del 1800 dall’inglese Hanbury, conservano curatissimi esemplari di una grande varietà di piante; i nomi sulle targhette non diranno molto ai profani come me, ma è splendido passeggiare per questi vialetti e godersi la vista sul mare da questo affascinante piccolo Eden, prima di tornare a casa.