
All’estero, spesso, non scappano solo i cervelli. Durante la prima edizione di Complotti, la trasmissione condotta da Giuseppe Cruciani per la7, si ragionò anche sui libri (scomodi) pubblicati fuori dall’Italia.
Fuori dall’Italia sono volate, spesso, anche informazioni riguardanti i siti archeologi più belli del nostro paese. Per capirlo è sufficiente ragionare su Narni di cui sappiamo qualcosa grazie alle ricerche fatte da Roberto Nini, che più di trent’anni scoprì l’apertura dei sotterranei della cittadina umbra, documentandosi al Trinity College di Dublino.
Prima di redigere la guida alla Narni nascosta il ricercatore si è anche documentato anche presso l’archivio segreto del Vaticano. Nei sotterranei della località turistica sembra infatti che esercitasse la sua attività l’Inquisizione. Forse è per questo motivo che la scrittrice Barbara Alberti, di origini umbre, parlando della sua terra è solita sostenere che la terra a cui deve i natali è il punto di incontro tra angeli e demoni.
Di seguito una gallery dei sotterranei di Narni.

Un grande spot per Roma, anche questo sarà Angeli e Demoni, il film ispirato al best seller di Dan Brown, la cui trama si dipana quasi interamente a Roma. Già discuto con i miei amici se Roma ne abbia bisogno o meno, se il suo “brand”, di per se stesso, non sia già sufficiente, e di solito li spiazzo chiedendogli se conoscono la Basilica di Santa Maria ad Martyres.
Il film è anche questo, un modo per riscoprire l’anima cristiana di Roma, fatta di chiese, monumenti, fontane, piazze, strade e luoghi, dove è passata la storia della Cristianità, storia che oggi si conosce poco. E se Angeli e Demoni (per il film vi segnalo i post sul nostro blog dedicato al cinema) porterà alla riscoperta di questi luoghi, allora non si potrà negare che avrà avuto, anche, la funzione di un enorme spot dedicato a Roma Cristiana.
Senza svelare la trama per quanti non conoscono il libro, qui ne elenco i luoghi: l’Archivio segreto del Vaticano, la Chiesa a Santa Maria ad Martyres, la basilica di Santa Maria del Popolo (dove “alloggiano” Caravaggio, Pinturicchio, Raffaello e Bernini), piazza San Pietro, la Chiesa di Santa Maria della Vittoria, la fontana dei Quattro fiumi (dove si trova?), Castel Sant’Angelo, il Passetto di Borgo, il Palazzo Apostolico, le Grotte Vaticane, la Tomba di Pietro, il Tevere. Se poi cercate un tour già bell’e fatto leggete il post di Francesco di qualche tempo fa.
La foto della cupola della basilica a Santa Maria ad Martyres è di antmoose, ma l’invidia tocca tutta alla sua amica, che ogni santa mattina si sveglia, e dalla sua terrazza si gode la colazione sorseggiando questo splendido panorama di Roma.

Il nome, il numero di stelle e la sua collocazione spiegano senza possibilità di errore che si tratta di un albergo di lusso.
Il Donna Savelli fa parte della catena Alpitur World ed è stato ricavato, dopo un lungo e meticoloso restauro, da quello che fu un antico convento, progettato dall’architetto Francesco Borromini e commissionato da Donna Camilla Savelli Farnese, duchessa di Latera, nel 1642.
Le 78 camere dell’hotel, che si trova nel quartiere di Trastevere, sono suddivise in doppie classic ed executive, suite ed imperial suite, con prezzi (per notte e per camera) che vanno da 250 a 650 euro. Ricavate dalle celle che in passato hanno ospitato le suore dell’Ordine delle Oblate Agostiniane, le stanze hanno travi di legno sui soffitti e sono arredate mobili antichi.
A chi decide di concedersi questa esperienza, il Donna Camilla offre una vista eccezionale sul centro storico, grazie al roof garden panoramico, arricchito da un antico chiostro e da magnolie, gelsomini e camelie; da qui, con una breve camminata, si può arrivare sul Lungo Tevere, ai Musei Capitolini, a Campo dei Fiori, a Piazza Navona e alla Città del Vaticano.
Mentre preparate la vostra prossima visita nella Capitale, potete godervi questa galleria.

Sono ormai due settimane che, terminati i lavori di restauro condotti Fabbrica di San Pietro, ha riaperto il mausoleo dei Valeri, che si trova nei sotterranei della Basilica di San Pietro, lungo il percorso che si percorre per arrivare al sepolcro di San Pietro.
Il mausoleo dei Valeri, secondo gli studiosi un gioiello dell’arte romana soprattutto per la qualità dei suoi stucchi, fu fatto costruire da un liberto della famiglia dei Valeri, una delle più antiche e importanti gens romane, lungo l’antico tracciato della via aurelia, vicino al Circo di Nerone, tristemente noto per essere stato il luogo dove moltissimi cristiani furono massacrati.
Il mausoleo, opera di impronta pagana votata alle più antiche credenze romane ( i penati e gli dei della triade capitolina), assume rilevanza storica anche per i cristiani per alcune scritte (oggi forse li chiameremo graffiti) inneggianti a Cristo ed al trono di Pietro, fatto questo che avvalora la tesi che la Basilica, e più precisamente l’altare, siano stati costruiti proprio sopra il sepolcro del primo apostolo.
E’ possibile visitare il mausoleo solo su appuntamento ed è permessa a non più di 200 visitatori al giorno.
News via Giornale.it e Italiani.
La fotografia del sepolcro di San Pietro è di Gaspa.