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Paese che vai, Natale che trovi: in Ungheria è Boldog Karácsonyt

pubblicato da roberta

Il Natale in Ungheria inizia il primo giorno d’Avvento, con la festa di San Nicola, in magiaro Miklós (da cui viene il nome ungherese di Babbo Natale, Mikulás) che porta dolcetti, noci o cioccolata, rigorosamente impacchettati con carta rossa, a tutti i bambini che sono stati buoni.

Quelli che, invece, sono stati un po’ troppo dispettosi, si ritroveranno nella scarpe paglia e fraschette dipinte d’oro, ricordino lasciato dal diavoletto Krampusa. I grandi, intanto, preparano la ghirlanda con le quattro candele dell’Avvento, che in Ungheria sono tre viola e una, l’ultima, rossa a indicare la festa.

Il giorno della vigilia si addobba l’albero di Natale mentre il presepe non si allestisce in casa, ma è prerogativa delle chiese. Sull’albero si sistemano lucine, nastri, candele, dolcetti, cioccolatini e caramelle avvolte in carta lucente, le szalonckur, ma anche noci dipinte d’oro.

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Budapest con Terzani: un viaggio nella memoria... di tutti quanti!

pubblicato da roberta


Budapest è una città che invita a lasciarsi andare ai ricordi. Sarà per la sua aura regale e romantica, soprattutto quando il sole va giù e il Danubio si tinge di fuoco… ma non è delle mie memorie di viaggio che voglio parlarvi, né tantomeno dei miei ricordi personali: i ricordi di cui vi racconto sono condivisi da molti, da un intero popolo, perché sono la vita e la storia di una nazione.

Il viaggio comincia dal VII distretto di Pest: il quartiere ebraico dove si trova la grande Zsinagóga: il tempio più grande d’Europa e il secondo al mondo dopo quello di New York. È un edificio dallo stile molto particolare, tra il bizantino e il moresco, che comprende la Galleria degli eroi e il Museo d’arte ebraica, che conserva esemplari di menorah davvero notevoli.

Il cortile è interamente occupato dall’impressionante scultura in metallo, opera di Imre Varga, intitolata Il salice piangente che commemora le vittime dell’Olocausto. Come si vede nella foto del particolare di una foglia, su ognuna è inciso il nome di una vittima o di una famiglia ebrea deportata da Budapest e morta nei campi di concentramento nazisti.

Foto | Roberta Barbi

Budapest curiosa
La ZsinagógaIl salice piangenteL'ingresso del Memento Park

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Budapest con Becky: alla scoperta di torte, caffé... e paprika

pubblicato da roberta


“Az én kávéházám, az én váram – Il mio caffé, il mio castello” scriveva il grande Dezső Kosztolányi nel celebre ‘Budapest, città dei Caffé’, a dimostrazione, anche se un po’ di parte, del fatto che la storia dei locali della capitale magiara in cui sedersi e bere un ottimo caffé, meglio se accompagnato da una generosa porzione di torta, è assai più antica di quella che vorrebbe Vienna o Parigi capitali di questo modello di relax.

A Budapest il caffé fu portato dagli arabi all’inizio del XVI secolo e presto gli ungheresi ne fecero il proprio tesoro, gustato “nero come il diavolo, bollente come l’inferno e dolce come un bacio”. Ancora oggi l’uso di incontrarsi in un Caffé a fare due chiacchiere e scambiarsi le novità è molto comune; vale quindi la pena fare una sosta in uno dei locali della tradizione e lasciarsi andare a quell’atmosfera da fin-de-siecle che vi aleggia immutata, oggi come allora.

Un tour di questo tipo non può che prendere le mosse da Vörösmarty ter, piazza del centro storico dove si affacciano le vetrine di Gerbeaud, Caffè storico fondato dal maestro cioccolataio Emil, originario di Ginevra, che ebbe il merito di portare a Budapest il gusto dei francesi e inventò prelibatezze quali i confetti al cioccolato e i ‘boeri’: cioccolatini dal cuore morbido di visciole e cognac.

Foto | Roberta Barbi

Budapest trendy
Il lusso del Mirror Cafè dell'Hotel Astoria......un'atmosfera da fin-de-siécleIl mitico Caffè Gerbeaud

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Budapest con Chatwin: una capitale che vale due, anzi… tre!

pubblicato da roberta


Per chi c’è stato molto tempo addietro e mai più tornato, Budapest sarà una bella scoperta. Una città che si fa in tre: Buda, elevata e imponente, elegante dall’alto della sua collina, che ha inglobato anche il distretto di Óbuda, e Pest, pianeggiante e vivace, il cuore pulsante e giovane della capitale dell’Ungheria.

A separarle, il bel Danubio che di blu e di valzer ha più poco; a riunirle ben otto ponti. Il più suggestivo è il Ponte delle catene (Széchenyi-lànchíd) che è stato anche il primo a struttura fissa costruito in città per volere di Istvàn Széchenyi tra il 1839 e il 1849. È lungo 380 metri, la sua sagoma caratteristica con i due grossi piloni ornati da teste di leone e uniti da catene, è riconoscibile da qualunque punto di Budapest.

Un bel colpo d’occhio per iniziare la mia visita della città, l’ho avuto dalla Fortezza di Buda (Vàrhegy), dove si trova il bellissimo Bastione dei pescatori (Halàszbàstya). In realtà si tratta di una fantasiosa ricostruzione dei primissimi anni del Novecento, eretta con l’unico scopo, peraltro mirabilmente raggiunto, di offrire una vista mozzafiato sulla città.

Foto | Roberta Barbi

Avventure a Budapest
Dalla Fortezza di Buda il colpo d'occhio è davvero specialeIl Bastione dei PescatoriUn particolare del Halàszbàstya

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Parte da Budapest il treno dei bambini

pubblicato da giovanni molaschi

Il personale fa la differenza. Chi di noi, una volta almeno, non ha viaggiato accompagnato da un’hostess o un controllore che ci ha fatto odiare un viaggio? Pochi. Davvero pochi. Tale sensazione è più comune tra i più piccoli, che non avendo esperienza in fatto di maleducazione reagiscono peggio se incontrano una persona poco gentile.

Ebbene, per garantire ai più piccoli un viaggio sereno a Budapest è stato deciso di far gestire un treno a bambini di età compresa tra i 10 e i 14 anni. I piccoli lavoratori saranno supervisionati da un gruppo di adulti.

Il viaggio del treno dei bambini dura 50 minuti e offre ai turisti la vista panoramica della città ungherese e delle colline circostanti.

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