
Il turista che sceglie l’estero per i suoi viaggi, sicuramente ha tante motivazioni per affrontare un’esperienza che inevitabilmente lo porterà affrontare dei fastidi, piccoli o grandi, che per molti sono ancora motivo di preoccupazione e, alla fine, di rinuncia al viaggio.
TransPerfect ha realizzato una serie di interviste, per individuare queste paure, tra le quali le maggiori sono risultate essere come muoversi con i mezzi pubblici (e condizioni dei mezzi di trasporto pubblici variano enormemente da paese a paese), mangiare fuori, i cartelli e segnali pubblici, prenotare gli hotel sul web.
Sicuramente frustante può risultare decifrare il menù, magari provando ad ottenere ulteriori spiegazioni dal personale, che non sempre conosce l’inglese. Anche solo capire le differenti abitudini alimentari, può essere il motivo che porta i turisti all’estero a cercare locali che offrano i piatti della propria cucina, o in alternativa il poco fantasioso, ma”sicuro”, panino made in Mc.
Foto | cloudsoup.

Sono stati due giorni difficili per la Tirrenia, ma ancora di più per i turisti diretti in Sardegna che hanno dato fiducia alla compagnia di navigazione. Tra venerdì e sabato, per due giorni consecutivi, i vacanzieri che speravano di godersi una viaggetto facile facile tra Civitavecchia e Cagliari si sono beccati una serie di ritardi, guasti e disagi al limite del’incredibile.
La traversata partita venerdì si è conclusa solo sabato pomeriggio, quando 2 mila naviganti sono stato sbarcati in Sardegna, ma a Olbia, cioè 300 chilometri più a nord del previsto. Non è andata molto meglio a coloro che sono salpati sabato: la partenza era prevista per le 18 e 30 mentre è avvenuta alle 1 e 30 del mattino seguente, portando l’infuriato carico umano ad Arbatax invece che a Cagliari.
Avendo assistito a scene di rabbia feroce e a liti furibonde su traghetti che hanno ritardato di 2 ore l’attracco in porto, mi chiedo cosa possa essere successo a bordo di quella nave con 3 mila persone bloccate al suo interno per tante ore e con il miraggio di una meravigliosa spiaggia sarda ad aggravare il tutto….
Via | La Stampa

Probabilmente a Todd comprare la canna da zucchero da dare all’elefante sarà costato qualcosa come 20 bath, meno di 50 centesimi al cambio attuale; da ieri è ancora possibile dare da mangiare agli elefanti, canna da zucchero o banane, solo che vi potrebbe costare un po’ di più, visto che vi potreste trovare a pagare circa 10.000 bath di multa, circa 245 euro, che per un sacchetto di zucchero, mi pare decisamente troppo.
La misura non è tanto diretta a salvaguardare la salute degli elefanti, quanto per prevenire gli occasionali disordini e danni alle proprietà che di quando in quando si registrano nella capitale asiatica per questa “pratica” turistica. Chi si preoccupa degli animali e della loro salute, si dice contento (non è il massimo ma è un inizio…), ma avverte che i mahout, i “conducenti dell’elefante”, si stanno già organizzando, battendo con i loro animali le vie meno turistiche di Bangkok.
Foto | Todd Huffman.

Dal 2006 al primo posto era salita Mosca, dopo aver scalzato proprio la capitale giapponese dal vertice della classifica delle città più care per i turisti. Ora Tokyo ha riconquistato il suo primato, seguita da un’altra metropoli giapponese, Osaka, e dalla capitale russa, che è scesa al terzo posto.
Per quanto riguarda la posizione delle città italiane al top troviamo Milano, che pur piazzandosi all’undicesimo posto nella classifica generale, risulta essere al primo fra le italiane.
Londra, considerata da tutti (me compresa) fra le più care, si piazza solamente al sedicesimo posto (era al decimo), mentre la città più a buon mercato è sudafricana: Johannesburg.
Il sondaggio, effettuato ogni anno dalla società americana di ricerche Mercer, si basa sul costo della vita registrato a New York e sull’analisi dei prezzi di 200 voci tra merci e servizi, come affitti, cibo, abbigliamento, tempo libero e trasporti.
Foto - Flickr
Via - Ansa
Assolutamente da sconsigliare anche l’India in questo periodo. Dalle agenzie la Farnesina parla dei turisti presi in ostaggio Dice all’Ansa Fabrizio Romano, capo dell’unità di crisi, che ci sono azioni ancora in corso nella città di Mumbai. L’AGI riporta:
Notte di terrore a Mumbai. La capitale finanziaria indiana e’ stato colpita al cuore da una catena di attentati che hanno provocato oltre 100 morti e 287 feriti. I terroristi, armati di Kalashnikov e granate, hanno preso di mira nove obiettivi, tra cui la stazione ferroviaria, due alberghi di lusso frequentati da stranieri, ristoranti alla moda e un ospedale. L’assedio agli hotel, il Taj Mahal e l’Oberoi, non si e’ ancora concluso e la polizia sarebbe pronta a un blitz per liberare gli ostaggi. Un incendio e’ scoppiato all’interno del Taj dove sono in corso gli scontri tra l’esercito e i terroristi che hanno preso in ostaggio alcuni turisti occidentali. All’Oberoi si trovano anche una donna italiana e la figlioletta di sei mesi, rinchiuse, insieme ad altre persone, nelle stanze ai piani superiori, mentre le fiamme hanno invaso la hall. Anche il Cafe’ Leopold, forse il piu’ famoso ristorante della citta’, molto amato dai turisti, e’ stato colpito, cosi’ come l’ospedale Cama, nella parte meridionale di Mumbai
L’avviso su Viaggiare sicuri informa:
Si sconsigliano viaggi nello Stato dell’Assam, dove le tensioni fra gruppi etnici e religiosi locali sono esplose in scontri armati con vittime e feriti, in particolare nei distretti di Udalguri, Darang, Baksa, Chirang, Mushalpur e Sonitpur, dove vige il coprifuoco.
Foto | Ansa