Parecchi mesi fa vi ho parlato di come a volte sbirciare offerte di viaggio di tour operator non italiani possa essere interessante: nello specifico vi parlai di crociere con partenza negli USA a prezzi molto competitivi.
Applicando lo stesso concetto anche ad altre tipologie di offerte, rimango dell’idea che all’estero, spesso e volentieri, le vacanze costano meno. Prendo a titolo di esempio questa offerta della Lumle Holidays, azienda inglese: al costo di 715 euro circa viene offerto un pacchetto di viaggio della durata di ben 17 giorni in Nepal, per un trekking sull’Everest.
Nel prezzo sono incluse tutte le sistemazioni notturne e le escursioni guidate, insomma va aggiunto solo il costo del volo. Che non è poco, sicuramente, ma così su due piedi direi che il totale è in ogni caso minore di quello di un’offerta tipo di molti tour operator italiani sullo stesso itinerario.
Foto | Joe Hastings

Mach è atterrato ieri all’aeroporto nepalese di Lukla, conosciuto come uno degli aeroporti più pericolosi del mondo, e da lì, dopo aver sostato nel piccolo villaggio di Phakding, ha “scarpinato” fino a Namche Bazar, dove ha deciso di sostare per uno o due giorni per acclimatarsi, prima di riprendere il viaggio che lo porterà sotto l’Everest. Ora sta postando, riscaldandosi con una tazza di tè.
Namche è un posto incredibile. Seduto con la tazza di tè nell’attico dell’hotel, a guardare fuori dalla finestra una cascata zampillare lungo il fianco dell’impressionante montagna dall’altro lato della valle. Un minuto, ed ecco che la neve, una valanga di neve, che viene giù. Un bel benvenuto. Travelblog.com.
1.600 abitanti, 3.440 metri sul livello del mare, porta d’ingresso per il Parco Naturale di Sagarmatha protetto dall’Unesco, che molti visitano per avere il primo contatto visivo con Sua Maestà l’Everest, Namche è anche l’ultimo posto dove potersi fare una bella doccia calda(lato Nepal), ed acclimatarsi prima di camminare per arrivare sotto l’Everest.
Foto Kogo | stevehicks | mckaysavage | kkcondon.

Il Galles è una regione sottovalutata negli abituali percorsi turistici Londra / Edimburgo. Invece riserva sorprese. Parchi naturali, castelli, vivaci città di mare e soprattutto una popolazione ancora molto legata alla traduzione marittima e rurale. Una destinazione che vale la segnalazione è il Galles del sud-ovest. Il Pembrokeshire Coast National Park è, dei 13 parchi nazionali inglesi e gallesi, l’unico in riva al mare.
Il parco ospita borghi di pescatori come Tenby dove ricordo ancora il cielo fiammeggiante al tramonto, rosso arancio come i capelli di molti gallesi, infuocati di sole e arsi dalla salsedine. E ancora St Davids, la più piccola città della Gran Bretagna. Ma soprattutto il parco è percorso da un sentiero che si snoda affacciato sul mare di 299 chilometri, una meta molto ambita agli appassionati di trekking. Controllare le previsioni del tempo prima di recarvi e, per l’alloggio, potete contare su Trip Advisor.
Foto | Flickr

Contrariamente a quanto comunemente si crede, tra i canyon che si contendono la palma di canyon più profondo al mondo non ci sono il Grand Canyon in Arizona, o il Copper Canyon nel nord del Messico, ma canyon meno noti ai più, come il Colca Canyon, nel sud del Perù, che per circa cento chilometri sprofonda per oltre 4.000 metri, molto al di sotto del Grand Canyon (che però impressiona di più a causa delle pareti quasi verticali).
Parte del Canyon non è così ripido o inaccessibile da impedire la presenza dell’uomo, come dimostrano diversi villaggi di origine Inca (se non addirittura pre-incaici), ed i terrazzamenti opera dell’uomo. Il Canyon raggiunge la parte più profonda, e forse la parte più bella, in prossimità del 6.288 metri del vulcano estinto Ampato, a circa 100 chilometri a nord-ovest da Arequipa, dove in questi giorni si trovano Thomas e Sissels, appassionati trekkers.
Arequipa è una città molto bella, in stile coloniale. Per fortuna il tempo fuori è buono! La nostra prima notte abbiamo dormito al “Il Punto”, che non raccomandiamo se volete vedere qualcosa della città. Per cui il giorno dopo, di prima mattina, abbiamo fatto i bagagli e siamo andati all’ “Hostal Santa Catalina”, dove per soli 40 sol abbiamo preso una matrimoniale con bagno e tv! Viste le precedenti brutte esperienze con alcune delle nostre agenzie, questa volta abbiamo deciso di fare da soli. Per la nostra tre giorni di trekking lungo il Colca Canyon abbiamo trovato la “tour Andina” che consigliamo a tutti. Per 130 sol, ci hanno offerto una guida bilingue, vitto, alloggio e trasporto…. continua su Travelblog.
Foto | Chimie chonga.
E io che pensavo che scalare il Monte Fuji fosse stata una discreta faticaccia… leggo ora che dal 2011 sarà ufficialmente aperto al pubblico il Great Himalayan Trail, un percorso lungo circa 4.500 chilometri (!) che attraverserà gli stati del Bhutan, Tibet, India, Nepal e Pakistan (!!).
Le stime effettuate prevedono una durata del viaggio pari a circa 150 giorni, eventualmente dividibili in tappe da “soli” 18/35 giorni. Il tutto prenderà il via, come detto, il prossimo anno, in occasione dell’Anno del Turismo in Nepal.
Si tratta ovviamente di un’avventura estrema, ma sicuramente l’apertura di questo incredibile percorso darà il via a tanti eventi collaterali, nonchè ad escursioni guidate alla portata di tutti organizzate da innumerevoli tour operator locali e non. Per tutte le informazioni del caso questo è il sito ufficiale del percorso.
Via | Gadling
Foto | pragmatopian

Io ho zoomato sull’Italia, ma la pagina del sito WPDA, World Database on Protected Area (database mondiale delle aree protette), parte caricando la mappa della Terra, puntina di macchie rosse, quasi avesse preso la rosolia o il morbillo. Io, colpita dal disastro ecologico ungherese, forse anche portata fuori strada dal colore rosso, ho subito pensato che la mappa tracciasse le aree inquinate, quando in realtà rileva l’11,6% della superficie terrestre sottoposta ad un qualche vincolo di protezione.
Si tratta di una mappa interattiva, collegata ad un database che racchiude un set minimo di informazioni su tutte le aree protette del mondo. Non aspettiamoci quindi di trovare chissà quale quantità di informazioni, ma zoomando qua e la lungo lo stivale, ho trovato tracciate diverse aree naturali, che non conoscevo. Insomma, per noi non addetti ai lavori, una mappa utile per trovare delle idee per la prossima passeggiata fuori città.
Se scalare il Fuji vi sembra troppo arduo, beh, posso capirvi, ma per questo affascinante sentiero che collega i due antichi villaggi di Magome e Tsumago non avete scusanti. Si tratta di un percorso lungo circa 8 chilometri che si fa strada tra boschi, piccole cascate e fiumi e che fa parte dell’antica Nakasendo, l’antica strada di collegamento tra Kyoto e Edo (l’odierna Tokyo).
L’approccio più “rilassato” a questa sessione di trekking è quello che ci porta al villaggio di Magome, dove si arriva partendo da Tokyo o Nagoya prendendo prima il treno fino a Nakatsugawa e da lì il bus che in trenta minuti ci porta a destinazione. Da qui inizia quello che è il tratto della Nakasendo meglio conservato: negli otto chilometri che separano Magome dall’imperdibile villaggio di Tsumago vi troverete immersi nella natura - a parte piccoli tratti dove incrocerete l’odierna strada asfaltata - per una passeggiata rilassante e non troppo faticosa (mettete in preventivo tre ore di cammino) che si concluderà nella cittadina di Tsumago, dove potrete prendere il bus o il taxi per la stazione di Nakatsugawa per il viaggio di ritorno.
Visto che le parole non possono rendere giustizia al panorama offerto, vi consiglio la lettura di questo bel blog, e per maggiori dettagli su come arrivare e altre informazioni pratiche vi rimando all’imperdibile Japan-Guide.com. La mia unica raccomandazione è quella di intraprendere il cammino di buon’ora: i villaggi di Tsumago e Magome sono praticamente deserti dopo il tramonto, fatta eccezione le poche ryokan e minshuku (pensioni) che offrono ospitalità (da prenotare con largo anticipo) a chi desidera trascorrere la notte in questi suggestivi posti dimenticati dal tempo.
Foto | Gryffindor

Chi scala il monte Fuji una volta nella vita è un uomo saggio, chi lo scala due volte è un pazzo. Chiunque abbia cercato informazioni sul Giappone e sul suo luogo più rappresentativo, il Monte Fuji, avrà letto questo antico proverbio o una sua variante da qualche parte. E’ capitato anche a me, prima di partire alla volta di questo che posso senza dubbio definire un viaggio a sé stante all’interno di quello, più vasto, che mi ha portato in Giappone.
Quando parlo di questa mia esperienza, una delle prime domande che tutti mi fanno è “c’è molta gente?”: la risposta è sì, assolutamente sì. L’ascesa del Sacro Fuji, il simbolo per eccellenza della bellezza e della forza della natura, tanto cara ai giapponesi, è un’esperienza indimenticabile, a patto di togliersi dalla testa ogni aspettativa sul silenzio e la solitudine che solitamente accompagnano le escursioni in alta montagna: la stagione delle scalate è molto breve (solitamente primo luglio - 31 agosto) a causa delle condizioni meteorologiche quasi sempre avverse e questo, in abbinamento al gran numero di giapponesi desiderosi di affrontare il Monte, fa sì che in alcuni tratti, quelli più impervi, sia necessario letteralmente mettersi in fila lungo il sentiero. Non lasciatevi però scoraggiare: l’ascesa “in compagnia” è piacevole, e lo spirito d’avventura che pervade tutti, dai ragazzini fino ai temerari - e belli tosti - anziani accomuna e lega tutti, stranieri (pochi) e nipponici.
Dal punto di vista pratico, per scalare il Fuji non è richiesta nessuna particolare attrezzatura: tuttavia sono più che raccomandabili scarpe da trekking robuste e sopratutto antiscivolo, un bastone per aiutarvi nella discesa, che come vi racconterò è più impegnativa della salita, una torcia frontale qualora prevediate di muovervi dopo il tramonto e il vestirsi a strati (indispensabile una giacca impermeabile e antivento), visto che lungo il percorso la temperatura dell’aria cambierà notevolmente, dai circa 25 gradi della stazione di Kawaguchiko si passerà infatti a 2-3 gradi una volta arrivati in cima.
Dopo il salto, il racconto della mia esperienza con alcune foto che ho scattato lassù!
La Great Ocean Road è considerata una delle attrazioni turistiche maggiori dell’Australia, con i suoi magnifici panorami su luoghi famosissimi come quello dove risiedono i 12 apostoli, protagonisti della foto qui in alto.
L’itinerario è però discretamente lungo (circa 400 km) e il nome può ingannare: per lunghi tratti infatti la strada non scorre lungo la costa, in altri il paesaggio diventa monotono dopo pochi metri. Per godersi appieno il panorama bisogna fermarsi, fare deviazioni, esplorare a piedi…
A quanto pare gli australiani si sono resi conto di tutto ciò, e hanno coniato la “Great Ocean Walk“: una serie di sentieri ed itinerari guidati, da percorrere rigorosamente a piedi, per avventurarsi e godere di panorami mozzafiato. Sul sito linkato qui in alto ci sono linee guida e suggerimenti per tutte le esigenze: dalle passeggiate di un paio d’ore a percorsi lunghi giorni troverete sicuramente quello che fa per voi.
Foto | Sami Keinänen

Ripartirà domani, con nuovi itinerari, Vicoli sotto le stelle, il trekking urbano serale, giunto alla seconda edizione, alla scoperta di luoghi e monumenti di Roma e dei Castelli Romani accompagnati da archeologi professionisti.
Le visite, della durata di due ore circa, si terranno ogni sabato, fino alla seconda settimana di settembre, con percorsi diversi: ad esempio domani si partirà alle 21 davanti alla Chiesa di San Rocco (vicino al museo dell’Ara Pacis) e, dal mausoleo di Augusto, si arriverà fino alla Basilica di San Pietro, passando per Castel Sant’Angelo. Il 10 luglio si potranno visitare i cisternoni romani e il 31 luglio le catacombe di S. Senatore, entrambi aperti eccezionalmente per l’occasione.
Per partecipare occorre prenotarsi entro le ore 20 del venerdì che precede la “passeggiata”, inviando il proprio nominativo e il numero dei partecipanti, o via sms al numero 340.5358402, o via e-mail a archeo@latiumvolcano.it. Qui trovate il programma completo, con date, itinerari e costi (l’intero viene 10 euro).
Foto | Flickr

Non so se sia capitato a molti, ma nei miei viaggi per l’Italia più di una volta ho incontrato turisti stranieri che conoscevano l’Italia, e i suoi luoghi, meglio di me, e ne sono sicura, meglio di tanti italiani. Uno di questi, che usa il nick di pizzodisevo, conosce le Marche come pochi altri, per averle girate in lungo e in largo, per essercisi stabilito, per amarle (vi consiglio un giro tra i suoi set fotografici su Flickr).
Pizzo ha così commentato questa fotografia: “Traffico del 3 luglio 2006, in ca. 2 ore ho visto 3 macchine. Da Sarnano fino a Fiastra. Da qui ho scattato le foto per il panorama”. Siamo nelle Marche, a Fiastra, piccolissimo comune sparso, all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, comune che tutto insieme conta poco più di 600 abitanti. Insomma se decidete di venire da queste parti, non è per fare lo struscio, ma più probabilmente perchè siete amanti del trekking, della mountain bike, o più semplicemente volete ricaricare le pile in una zona tranquilla.
Qui a Fiastra si trova l’agritur Degli Alti Pascoli (siamo sugli 800 metri) ricavato da un vecchio casale colonico tutto ristrutturato, mantenendo i muri in pietra calcarea e mattoni, infissi e travature in legno, ottimo punto di partenza per godere della natura di questo angolo di Marche. Quattro camere e due appartamenti da 4 e 6 posti, e la cucina che sfrutta i prodotti degli 80 ettari della tenuta agricola, la possibilità di fare passeggiate a cavallo, o rilassarsi pescando nel vicino lago di Fiastra. Prezzi che per una mezza pensione in camera partono da 40 euro.
Foto | pizzodisevo.

Se corde, ramponi, funi e racchette fanno parte del vostro bagaglio quando partite per le vacanze, la classifica stilata da Gadling sui 18 luoghi migliori dove fare trekking ed escursioni sarà per voi una lettura piacevole.
Esperienze indimenticabili e piacevoli scoperte attendono coloro che sceglieranno di partire verso la costa del Pembrokeshire, in Galles, dove ammirare numerosi arcobaleni ed anche una antica cattedrale (che però non si può scalare!); lo Zion National Park nello Stato americano dello Utah, dove i laghetti dall’acqua verdissima possono essere raggiunti con percorsi relativamente semplici mentre ben altra difficoltà è necessaria per inerpicarsi verso la vetta di Angel’s Landing; il faro di Anvil Point, nel Dorset inglese, promette passeggiate ed escursioni stupende, da condire con una sosta al Castello di Durlston.
Restando in Europa troviamo la Foresta Nera, in Germania, la costa di Antrim, in Irlanda del Nord, glioltre 200 chilometri della Kerry Way in Irlanda (e nella foto): molti altri itinerari, altrettanto avvincenti, si trovano negli States, mentre voi potete trovarli qui.