
Mancora, all’estremo nord del Perù non distante dal confine con l’Ecuador, è nato come villaggio di pescatori, ma si sta trasformando in località turistica, dopo essere stata scoperta dai surfisti che qui hanno trovato ottime condizioni per praticare il loro sport (e speriamo la trasformazione non intacchi troppo la bellezza di questi posti), per come si frangono le onde del Pacifico, ma anche per la temperatura dell’acqua, che nella stagione estiva (corrisponde al nostro inverno) si aggirano intorno ai 24 gradi.
Siamo nei pressi dell’equatore, per cui anche d’inverno le temperature non scendono mai sotto i 20 gradi, per cui queste lunghe spiagge sabbiose ospitano sempre turisti provenienti non solo dal Perù ma anche dagli stati confinanti. Da Lima ci si arriva con 18 ore di Autobus o 2 di aereo più trasferimenti.
Mancora si trova lungo la Panamericana, il sistema integrato di strade che si estende per oltre 25.000 chilometri dall’Alaska al Cile, correndo quasi ininterrottamente lungo la costa pacifica dei due continenti americani. Quasi ininterrottamente, perchè ancor oggi c’è un buco di circa 90 chilometri tra 87 km tra il Panama e la Colombia in una zona di selva tropicale montana chiamata Tapón de Darién.
Mancora beach sul sito Vivamancora.
La Panamericana su wikipedia.
La fotografia è di Theodore Scott.

Bella verò? Questa è la spiaggia di Itacarezinho, solo una delle bellissime spiagge che si possono frequentare se si ha la fortuna di arrivare ad Itacarè, nello stato brasiliano di Bahia. Esagero? Non credo, e poi basta andare sul sito ufficiale di Itacarè, sfogliare le foto delle sue spiagge (Concha, Resende, Tiririca, Costa, Ribeira, Pontal,Coroinha,São José,Prainha,Siriaco, Jeribucaçu, Engenhoca, Havaizinho, Itacarezinho, Serra Grande) per rendersi conto che questa parte del mondo è stata baciata dalla fortuna.
La fortuna può prendere diverse forme, come quella di trovarsi nel punto dove la foresta pluviale incontra l’oceano, quella di essere stata per secoli il covo di pirati inglesi ed olandesi e poi zona agricola per la coltivazione del cacao, o quella di aver visto la prima strada che la collegasse con il resto del paese solo una decina di anni fa, permettendo di preservare fino ai nostri giorni questo angolo di paradiso.
La zona, nonostante incominci ad essere conosciuta a livello turistico, mantiene ancora le dimensioni di una piccola cittadina di circa 20.000 abitanti, dediti alla pesca o al turismo. Qui si viene per godere delle bellezze della natura, anche grazie ad una serie di attività sportive che si possono praticare all’interno della grande area protetta vicino alla città di Itacarè. Se i turisti “normali” forse non conoscono ancora Itacarè e le sue spiagge, i surfisti di tutto il mondo, conoscono bene la spiaggia di Tiririca, dove si tiene una tappa del campionato di surf brasiliano. Occhio però, che è adatta solo ai più esperti.
Il sito Itacarè.com.
Hawaii Aquii da alcune info per gli amanti del surf.
La fotorgafia è di down the waterfall.
Si può praticare il surf, stando ad oltre 845 chilometri dall’oceano, senza entrare in una piscina con le onde artificiali?
Si! Basta prendere la tavola, entrare nell’Englischer Garten, all’altezza di Prinzregentestrasse, ed entrare nel Eisbach, un piccolo fiume di Monaco di Baviera.
Alcune fotografie dei surfisti sull’Eisbach.
Un forum con bellissime fotografie di Monaco e dei suoi surfisti.

Noosa beach, considerata una delle più belle spiagge d’Australia, si trova nello stato federale del Queensland, nel nord-est dell’isola continente. Qui ci si viene, per fare il bagno ma anche per surfare, in tutti i periodi dell’anno, grazie al suo clima.
Leggo dal sito E.S.L.:
La città - piccola stazione balneare dalla vita notturna animata e dallo stile di vita rilassato - è un vero paradiso per i surfisti. Ma il vero asso nella manica di Noosa è senza dubbio il paesaggio naturale intatto ed il suo celebre National Park, il più visitato del Queensland, dove si può passeggiare, fare il bagno e praticare il surf tutto l’anno! Noosa è una vera e propria riserva che protegge la sua flora e la sua fauna. Non è difficile incontrare uccelli piuttosto rari, koala, balene o delfini nel loro ambiente naturale.
La zona alterna tratti di costa rocciosa a piccole insenature e baie sabbiose; qui non è difficile per i surfisti trovare degli spot dove praticare il loro sport in relativa sicurezza. Il pericolo maggiore per questi deriva però dalle condizioni del mare, che possono rendere alcuni spot pericolosi per chi non sia veramente esperto. Meglio informarsi prima quindi.
Alcune info per i surfisti sul sito e una manciata di fotografie dal sito noosa-heads.net.
Il Noosa national park su en.wikipedia.
Il sito E.S.L. che propone soggiorni a Noosa anche per imparare la lingua.
La fotografia è di msdeegan.

Mission beach a San Diego, California, USA. Quasi 3 chilometri di spiaggia compresa tra Mission Bay e Pacific Beach, punteggiata di case e condos (condomini) color pastello è una delle mete preferite dei locali ma anche dei turisti che si trovano a passare per l’ultima città californiana prima del confine con il Messico.
Questa è una delle spiagge preferite dai sportivi del mare (dopo La Jolla ovviamente), dai surfisti, body boardes, kayakers, o semplici nuotatori, a cui sono dedicati diversi tratti di mare, il tutto in nome del divertimento e della sicurezza. Ma se l’attività ferve in acqua, non si può dire che sulla terra-ferma non ci sia niente da fare; podisti, ciclisti, roller bladers si intrecciano con semplici vascheggiatori (quelli che si fanno le vasche, lo struscio insomma) intenti ad ammirare tatuaggi, piercings e animali esotici condotti al guinzaglio da improbabili proprietari.
Molto popolare tra i ciclisti con una buona gamba è il giro in bicicletta che da Mission Beach porta a La Jolla; se avete intenzione di cimentarvi su questo tragitto il punto di partenza per avere informazioni è il San Diego Bicycle Education and Advocacy Group. Per il noleggio delle attrezzature, per tutti gli sportivi, molto popolare per il buon rapporto qualità prezzo è il Cheap Rentals al 3685 Mission Boulevard, dove si può andare anche per fare colazione o pranzare in uno dei tanti coffee shops o ristoranti etnici (soprattutto taco shops) che si trovano lungo la strada.
Parcheggiare non è un’impresa da queste parti, vista la grande disponibilità di posti auto gratuiti tra Belmont Park e Mission Boulevard, anche se poi d’estate è sempre meglio arrivare prima delle 10 del mattino.
yeeppyhhh ci è stato e gli è piaciuta.
La foto è di donaldmctim.
Il sito dei San Diego Bicycle Rides.
Corsi ed attrezzature per i surfisti a Mission Beach.

I veri surfisti già li chiamano surfer al cloro, ma gli entusiasti del progetto di Steve Jones che per il 2011 aprirà una piscina con onde oceaniche per surfisti a Londra (a Silvertown Quays per la precisione), sostengono che sarà il modo migliore per evitare la folla di praticanti che si registra ormai in tutti i migliori spot del mondo, come dimostra la foto di bondiben che riprende la spiaggia di Bondi in Australia.
Si tratta di un progetto di Venture Capital (quello di cui i nostri politici iniziano a parlare solo oggi e da altre parti fanno da almeno 10 anni) che costruirà una piscina per surfers, con tanto di spiaggia, palme e barbecues, dove prima c’erano magazzini per lo stoccaggio di grano (lesson 1 per i nostri politici: questa si chiama innovazione).
Si prevede un’affluenza di 100.000 surfers (ma anche di body-surfers) all’anno, che potranno anche prendere lezioni per imparare a cavalcare le onde (100 metri), al costo di 30 sterline l’ora. Costo del progetto: 20 milioni di sterline. Via The Guardian.

Nel 1997 facevo l’Erasmus a Bordeaux e dormivo in dei college tanto squallidi quanto animati e divertenti abitati principalmente da Erasmus poveri, africani ricchi, maghrebini e baschi. Gli africani erano distinti e diligenti, sempre elegantemente vestiti, i maghrebini erano hip hop mentre i baschi erano i più kool, bermuda da surf anche d’inverno, tutto il tempo a fumare spinelli e a giocare alla pelota, insomma veri e propri beach boyz.
Molti venivano da Biarritz che è una città basca in territorio francese qualche centinaio di chilometri a sud di Bordeaux. Se la passano un po’ meglio dei baschi spagnoli e Biarritz è una specie di capitale europea del surf.
Biarritz festeggia quest’anno il 50° anniversario della comparsa della prima tavola sulle sue spiagge meravigliose e tutto il 2007 è naturalmente costellato di eventi, gare, manifestazioni e… Naturalmente feste.
Ad esempio dal 26 ottobre al 4 novembre ci saranno i Campionati francesi di surf e potrebbe essere un’ottima occasione per scoprire la eccitante atmosfera di questa città e la sua cultura molto particolare. Vi assicuro che c’è tanto da divertirsi. Astemi, astenersi.
Con Iberia volate a Bilbao da Milano con circa 260 euro a/r tasse incluse.

L’Australia, mi ripeto, ha un fascino unico al mondo. Spesso lo associamo ai suoi spazi immensi, al suo mare cristallino, ai canguri, ma le sue regioni del vino non sono da meno. Oggi continuamo con la scoperta di questo mondo e ci immergiamo direttamente nella cosiddetta Margaret River.
La regione è situata a sud ovest dell’Australia e comprende non solo la città di Margaret River, ma anche l’area compresa tra Cape Naturaliste a nord, Busselton a nord-est e Cape Leeuwin a sud. Possiamo dire che è una ‘novella’ per quel che riguarda il vino: le prime piantagioni significative risalgono agli anni ‘60. Attualmente produce il 3% del vino del paese, ma ben il 20% dei premium wine.
Non solo vino, è questo il bello dell’Australia: Margaret River è la mecca dei surfisti, con circa quaranta località perfette per praticare questo sport. La regione ospita, infatti, la competizione surfistica mondiale Salomon Masters che si svolge di solito a fine marzo di ogni anno.

Dedicato a chi non è ancora partito per le vacanze e a chi quest’estate ha deciso di rimanere in città: un tramonto dall’isola di Nusa Lembongan, vicino a Bali.
Nusa Lembongan è grande circa 4 chilometri per 3 e vanta spiagge bianche e distese di mangrovie, oltre a una bellissima barriera corallina che ne fa un posto ideale per lo snorkeling. La piccola isola è famosa soprattutto per le sue onde apprezzate dai surfisti, ma in questa foto il tramonto sul mare dà un’impressione molto più calma e rilassata.
Foto di yeowatzup.

Questo tramonto da Bali fa parte dell’album fotografico di marset 27 ed è stato scattato a Lovina Beach, la lunga striscia di spiaggia nella costa nord di Bali che si estende per circa 12 chilometri toccando numerosi villaggi di pescatori.
Nella zona è possibile soggiornare in numerosi alberghi e resort e non è raro assistere al passaggio dei delfini nelle acque del mare che sono generalmente piuttosto calme e quindi non particolarmente adatte alla pratica del surf.
Ringraziamo il nostro lettore Dario della dritta e ve la diamo in pasto.
Insomma, il succo è questo: un modo per risparmiare sulle spese di viaggio è iscriversi a una delle comunità di scambio di ospitalità, come ad esempio Hospitalityclub, una vastissima rete nel mondo, in cui i membri si danno appunto ospitalità a vicenda (o sono disponibili a far da guida nella visita delle rispettive città) nel loro paese. Sul sito si possono leggere le esperienze dei vari soci.
Anche il progetto di Couchsurfing, di cui vi aveva parlato Francesco parecchio tempo fa e che l’anno scorso di questi tempi non viveva momenti facili, è piuttosto simile: trovare e offrire ospitalità in tutto il mondo tra i vari surfers. Qui trovate le spiegazioni in italiano.
Insomma se siete alla ricerca di un divano in Scandinavia, di un posto per il sacco a pelo in Guatemala o di una poltrona letto nel Queensland questi sono i siti per voi.
Certo che questi ragazzi yemeniti appassionati di surf hanno trovato un modo originale per ovviare al problema della lontananza con le onde dell’oceano!
Il video di youtube, registrato a Jibla, è stato pubblicato da CandyTrail, il super-viaggiatore di cui vi abbiamo parlato un paio di giorni fa.