
I giardini di Santa Clotilde, disegnati su di uno spettacolare strapiombo sul mare, rendono bene lo spirito che animava la grande borghesia catalana dei primi del ‘900, l’anima produttiva ed industriale della Spagna, contrapposta alla capitale burocratica ed amministrativa Madrid (insomma come da noi Milano e Roma), che metteva in mostra il proprio status sociale, commissionando grandi palazzi e giardini ai migliori architetti dell’epoca, nel segno della modernità.
Modernità che nel caso dei giardini di Santa Clotilde a Lloret de Mar, località turistica della Costa Brava circa a metà strada tra Barcellona e Girona, ha significato rompere con la tradizione dei giardini arabeggianti o alla francese, per recuperare invece gli stili propri del rinascimento italiano (qualcuno ne accosta lo stile ai giardini di Boboli a Firenze), percorsi da un senso di razionalità ed austerità che ben si confaceva a che faceva del lavoro e dell’intrapresa il proprio credo. D’estate i giardini sono aperti dalle 8 di mattina alle 8 di sera, e l’entrata costa 4 euro.
Foto | Jaume Meneses.
Se vi trovate a guardare l’uomo che martella di Jonathan Borofsky, potreste trovarvi a Seattle, New York, Seoul, Dallas, Basilea o Francoforte, dove dalla prossima primavera, precisamente dal 28 marzo, per tre volte la settimana, atterrerà il volo della Air Malta proveniente dall’aeroporto di Fontanarossa di Catania.
E’ la dimostrazione pratica della strategia della compagnia aerea maltese di destagionalizzare i propri voli. Gli orari:
Partenza da Catania alle 15:55 ed arrivo a Francoforte alle 18:40
Partenza da Catania alle 19:30 ed arrivo a Francoforte alle 22:15
Partenza da Francoforte alle 19:30 ed arrivo a Catania alle 21:45
Partenza da Francoforte alle 23:05 ed arrivo a Catania alle 01:20
Foto | cocoate.com

Tappa ad Oslo, per riposare dopo una camminata tra i fiordi ed i boschi norvegesi, e allora si può fare tappa al Parco di Vigeland (ma potete chiedere anche del parco delle sculture), un parco all’interno di un altro parco, il Frognerparken, dove si trova un’esposizione permanente di sculture, bassorilievi e opere in ferro battuto dell’artista norvegese Gustav Vigeland. Oltre 200 statue di bronzo e di granito, divise in 5 aree espositive, legate dal tema della Vita, in tutti i suoi aspetti.
Niente è meglio dei parchi pieni di grandi opere d’arte, per una facile e divertente educazione dei bambini durante i viaggi in famiglia! Il nostro bimbo di otto anni amava questo parco e le su statue. È difficile non essere coinvolti da queste sculture. Per la maggior parte si tratta di nudi colti nel momento in cui eseguono le più tipiche attività umane, come abbracciare, correre o giocare. Nostro figlio correva da una statua all’altra, quasi giocando con loro; a volte avremmo voluto fare la stessa cosa. Accanto c’è poi un grande parco giochi. Insomma un posto che dona tanto amore alle famiglie. Soultravelers.
Fotografie di Quistnix! | .Page. | specialkrb | gerry.scappaticci | cebete | beamillion | jcb2u.

Jet Blue, un vettore low cost statunitense partner di Aer Lingus e Lufthansa, lancerà dal prossimo 30 ottobre un nuovo volo low cost tra l’aeroporto JFK di New York e quello di Kingston in Giamaica. Come già vi avevo segnalato qualche tempo fa, Jet Blue è una buona alternativa per quanti, diretti ai caraibi, sono disposti a fare scalo negli States.
Segnalo poi altre nuove tratte programmate da questa compagnia: da Boston a Santo Domingo, operativa dal 19 giugno 2009, da New York alle Barbados disponibile dal primo ottobre 2009, da New York a Santa Lucia dal 26 ottobre.
Nella fotografia la statua che troneggia al centro di Emancipation Park, il parco dell’emancipazione, di New Kingston, il nuovo distretto affaristico della capitale giamaicana.
Foto | Sidless.

La scritta in rosso sopra le fauci dell’Orco del parco dei Mostri di Bomarzo recita “Ogni pensiero vola”, anche se secondo me era più appropriata quella che originaria, che avvertiva “Lasciate ogni pensiero voi ch’intrate”, con l’evidente riferimento all’inferno dantesco. Entrando non si arriva all’interno, ma in una semplice stanza arredata con un tavolo e due sedie, il tutto scolpito nella pietra.
Bomarzo si trova nel viterbese, al confine con l’Umbria, ed è facilmente raggiungibile da Roma (uscita Attigliano sulla A1) da cui dista un centinaio di chilometri. La passeggiata in quest’angolo di Tuscia vale un’intera giornata, visto che oltre al Parco, si possono visitare la necropoli di Montecasoli, l’insediamento etrusco-romano del Pianmiano, ed il Palazzo Orsini nella frazione di Mugnano in Teverina.
Il Parco fu voluto nel XVI secolo dagli Orsini, per avere un luogo dove, tra statue gigantesche e mostri, ci si potesse smarrire. Dopo la morte del suo ideatore il parco cadde nell’oblio fino a quando fu restauro nel novecento. E’ aperto tutti i giorni dalle 8 fino al tramonto. Gli adulti pagano 9 euro, mentre i bambini dai 4 agli 8 anni ne pagano 7 (mi pare troppo soprattutto per i bambini e il limite d’età per i bambini è troppo basso; una famiglia di 4 persone paga 36 euro).
Foto | zak mc | miltedflower.
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E’ tornata (speriamo) la bella stagione e i tanti parchi e giardini d’Italia, stanno riaprendo, come ha riaperto il Giardino dei Tarocchi in Località Garavicchio, Capalbio, nella Maremma toscana. Il Giardino è opera di Niki de Saint Phalle, un’artista di fama mondiale, scomparsa ormai da 7 anni, innamoratasi di questo angolo di Toscana.
L’idea di realizzare un parco dove installare delle opere permanenti le fu ispirata dal famoso Parc Güell a Barcellona di Gaudì, e dal meno famoso Parco dei Mostri a Bomarzo (andatalo a vedere) nella Tuscia laziale. La visita non è impegnativa, direi un’oretta, e anche se il costo del biglietto non è proprio economico (10 euro gli adulti, 6 euro i ragazzi dai 7 ai 16 anni) mi sento di consigliarlo a tutti.
Le opere, come è facile intuire, rappresentano le carte dei Tarocchi, e quella nella fotografia è la carta della Morte. “Il grande mistero della vita”, con le parole di Niki.

L’U.S.M.C. War Memorial, meglio noto come Iwo Jima Memorial, è un monumento dedicato alla memoria di tutti i caduti del corpo dei Marines statunitensi, che si trova nel cimitero nazionale di Arlington in Virginia. In questo caso l’opera scultorea non riproduce direttamente la realtà, ma la familiarissimo fotografia ripresa ad Iwo Jima da Joe Rosenthal, fotografo dell’Associated Press, fotografia che gli valse il prestigioso premio Pulitzer.
Arlington si trova di fronte a Washington, la capitale degli States, da cui è separata dal fiume Potomac, e il cimitero si trova proprio davanti, sempre dall’altra parte del fiume, al centro della capitale, dove si trovano il monumento a Lincoln, Casa Bianca e National Mall. Foto | Jersey JJ.

Arrivare in cima al Campidoglio, senza retorica, è arrivare sul colle dove è passata tanta Storia, di quella con la eSSe maiuscola; lo stesso colle, con la sua la piazza, prima rivolta verso il foro romano, poi rigirata a guardare il potere che officiava a San Pietro, fa parte di quella storia. Qui sopra, a piazza del Campidoglio, si trovano i Musei Capitolini; entrarci è come provare un “flash back collettivo”, come annusare tutte le storie che qui sono state raccontate.
Come quella del Galata Morente (come diremmo oggi di un celta dell’Anatolia), impressionante nella sua muscolatura di guerriero, scolpito a cospetto della sua morte, nell’attimo della sua debolezza più grande. Una scultura tanto bella che un futuro imperatore decise di portarla con se a Parigi, insieme a tante altre opere che erano conservate, in uno dei più antichi Musei del mondo, un museo, voluto da Pio VI già nel XV secolo, a cui il Papa donò diverse opere, tra le quali la celebre Lupa.
I Musei sono aperti tutti i giorni, lunedì escluso, dalle 9.00 alle 20.00, considerate però che la biglietteria chiude un’ora prima dell’orario di uscita; natale, capodanno e 1° maggio rimane chiuso. L’ingresso ai musei costa 6,5o euro, il ridotto 4,50 euro (tra chi ne può usufruire i giovani tra i 18 e 25 anni), ed è gratuito per i minorenni e gli over 65. Ricordatevi poi, prima di continuare il vostro giro per Roma, di prendere un caffè al Caffè Capitolino all’interno del Palazzo Caffarelli; il caffè sicuramente ottimo, non sarà il più buono del mondo, ma la terrazza con vista su Roma…

Foto di kingpenguin1029 | Cebete | nikonphotoslave.
Immaginate di trovarvi a Copenhagen nell’anno del signore 1909, e di recarvi all’opera in compagnia di Carl Jacobsen, proprietario della Carlsberg, e grande amante e patrono delle arti. Immaginate di assistere ad una splendida esibizione del balletto “La Sirenetta” di Hans Beck, musicato da Fini Henriques, tanto bella da far commuovere il vostro anfitrione, che seduta stante decide di commissionare una statua, Lille Havfrue in danese, da dedicare a quest’eroina e alla città dove vive e lavora. Ecco, se riuscite ad immaginare tutto questo, sapete di trovarvi di fronte alla statua della Sirenetta, opera dello scultore Edward Eriksen, che prese a modella la propria moglie.
Negli anni questa piccola statua ( …com’è piccola è il sottotitolo che gli è applicato dei turisti che arrivano fino a qui per fotografarla) è destinata a viaggiare fino a Shangai, dove nel 2010 si terrà l’Expò, come arriverà come ambasciatrice della Danimarca. La cosa non è andata così liscia come la sto raccontando io, ed in effetti la decisione definitiva verrà presa questa settimana. Ma dopo settimane di accese discussioni, sembra proprio deciso che per 6 mesi la Sirenetta abbandonerà il porto di Copenhagen per far mostra di se nel lontano oriente.
Forse lì sarà lasciata in pace, dopo i vandalismi che ha dovuto subire in questi ultimi anni (7 a partire dal 1998), come l’ultimo nel maggio 2007, quando fu vestita in abiti musulmani. Foto | Fruscio di luce.
Quanti di voi ricordano la scena finale de Il Pianeta delle Scimmie? Quella mano protesa verso l’alto per sorreggere la Torca della libertà? Su di me questa mano ha avuto lo stesso effetto disorientante, di stranimento.
In questo caso non si tratta però di un set cinematografico, ma di un’opera (non sono in grado di valutarne il grado artistico) installata in quel di Homigot Beach, nella Corea del Sud. La spiaggia è una delle più orientali del paese, una di quelle dove il sole sorge prima, dove un bel po di gente si raduna a contemplare il sole che nasce. Qui è stata installata questa gigantesca mano per salutare il sole del nuovo millennio (era il 2000). Mappa e foto | paka808.
Amsterdam, almeno in parte, deve la sua notorietà al suo quartiere a luci rosse, dove la prostituzione è tollerata, per cui, forse, non è strano che in città sia stata installata un’opera dedicata alle prostitute, non solo “amsterdandine” ma a quelle di tutto il mondo.
La statua, Belle, raffigura una prostituta ripresa nell’atto di sostare fuori da una piccola porta in cima a poche scale, riproducendo una realtà comune a tanti altri luoghi intorno al mondo. Opera dell’artista olandese Els Rijerse, ha un’anima in acciaio, per prevenire possibili atti di vandalismo.
Belle si trova in Oudekerksplein, proprio davanti alla chiesa più antica della città, la Oude Kerk, nelle vicinanze della mano “biricchina” nascosta tra i san pietrini, e deve la sua creazione all’iniziativa Mariska Majoor, una ex prostituta ora membro del Prostitution Information Center.
Foto | dangitstim
Dall’11 settembre del 2001 le uniche foto che potete fare, una volta sbarcati su Liberty Island, sono fotografie di questo genere o quelle rivolte verso la metropoli, visto che da quel giorno non è più possibile salire all’interno della colossale statua e scattare fotografie affacciati dalla sua corona.
Dopo quasi 7 anni da quell’attentato le autorità stanno verificando se la struttura sia in grado di rispettare le nuove e più rigide norme di sicurezza, e in caso affermativo, quali siano le opere necessarie per raggiungere l’obiettivo della riapertura. I tempi non saranno comunque brevi; solo per prendere una decisione (un si od un no alla riapertura) si parla di un anno di tempo.
Dietro questa decisione c’è l’orgoglio dei cittadini della grande mela per riappropriarsi di un loro simbolo, la ragione di chi vede queste restrizioni come una vittoria dei terroristi, e inconfessabili interessi economici , visto che dal momento in cui non è stato più possibile accedere all’interno della statua i visitatori sono diminuiti del 40%, e nella terra del business is business, forse questo è la questione più grave.
News via Daily News.
La statua della libertà su Travelblog.
La fotografia è di Oquendo.