
Un’isola, Santo Domingo, tra le più popolose dei Caraibi, divisa in due non solo dalla storia e dalla politica, ma ora anche dalla sorte, quella che con il terribile terremoto di gennaio ha portato morte e distruzione su un lato dell’isola, ed ora anche il colera, e quella dove si consumano i sogni ed i desideri della parte più ricca del mondo, sull’altro lato.
Da una parte Haiti, uno degli stati più poveri al mondo, dove il MAE ci sconsiglia di andare, per le condizioni “precarie” post terremoto e per la recrudescenza della criminalità, ed ora anche perchè colpita dal colera, che nelle ultime settimane ha ucciso oltre 250 persone.
E dall’altra parte la Repubblica Dominicana, che dalla miseria cerca di tirarsi fuori anche grazie al turismo (centinai di hotel che offrono oltre 67.300 stanze, con il turismo che genera il 12% del PIL del paese), che decide di chiudere le frontiere con Haiti, facendole pattugliare dai militari, nella speranza che la terribile malattia non si diffonda anche da questa parte dell’isola.
Foto | Edyta.Materka.
Dopo tanto clamore, i body scanners sembrano aver perso l’appeal - per chi li considera un miglioramento alla sicurezza - e l’attenzione - da parte dei media e degli stessi enti aeroportuali - di un tempo.
Mentre in Italia l’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) li boccia tramite le dichiarazioni del presidente Vito Riggio, che ha osservato come l’utilizzo degli scanners rallenti, anzichè velocizzare, le operazioni di imbarco, negli Stati Uniti, e più precisamente all’aeroporto JFK di New York (probabilmente il più controllato del mondo) gli scanners sono diventati strumento di riserva da utilizzare per passeggeri considerati sospetti.
In altre parole al JFK sarà la TSA (Transportation Security Administration) a selezionare, a suo insidacabile giudizio, i passeggeri che dovranno passare al controllo con lo scanner, o, in alternativa, ad un più approfondito controllo manuale. Sono quindi gli scanner, nei primi tempi elogiati come panacea per la sicurezza, diventati un flop? Probabilmente avremo la risposta tra qualche mese, quando queste apparecchiature verranno rese obbligatorie per tutti i passeggeri oppure accantonate.
Foto | silas216
Altro che smettere di prenderlo sul serio, ricordate il mio post sull’ultima provocazione di quella sagoma di Michael O’ Leary, CEO della Ryanair?
Beh a quanto pare le sue dichiarazioni, seppur (spero!) ironiche, hanno “pesato” parecchio, tanto da far scattare un’interrogazione parlamentare della Commissione Europea, che in data odierna si è pronunciata specificando che “gli aerei in questione sono progettati per accogliere due piloti” e che “il personale di cabina non è adatto ad espletare compiti riservati ai piloti”.
E vorrei ben vedere, dico io. O’ Leary avrà sentito di quanto è capitato al povero capitano del volo Qatar Airways, morto in volo e “sostituito” dal copilota? Chissà cosa avrà pensato al riguardo…
Non so voi, ma io sono rimasto senza parole leggendo della disavventura di questo cittadino egiziano, che, partito da Fiumicino con Alitalia con destinazione Il Cairo, si è ritrovato a Mosca.
Ricostruendo l’accaduto, sembra che il passeggero abbia semplicemente sbagliato navetta all’uscita dal gate, salendo così sull’aereo sbagliato. Ora, probabimente quest’uomo sarà stato, come dire, un pò distratto, e capisco anche che a volte le navette che dal gate portano agli aerei sono molto vicine tra loro, quindi ci si può confondere: ma che dire dei controlli a terra (quelli, appunto, preposti ad evitare che usciti dal gate si vada liberamente a zonzo per lo scalo) e di quelli all’ingresso sull’aereo, per intenderci quando si mostra il biglietto all’assistente di volo?
Postomi queste domande, ho appreso leggendo qua e là che il controllo del biglietto da parte degli assistenti di volo è facoltativo (decide la compagnia aerea), la conta dei passeggeri a bordo idem. In barba alla sicurezza…
Foto | Igor Gusarov
Via | Il Messaggero

Emilio, un cronista di La Repubblica ci è andato in motocicletta, passando al frontiera con la Turchia, e non ha avuto alcun problema, anzi
“Tabriz è la tappa per orientarsi fra usi, prezzi, modi di vestire. E per eliminare alcune cose, tra cui i pregiudizi. (le donne guidano, si truccano ed escono la sera, seppur col velo) e i vestiti inutili (via il chadorino, basta un foulard). …E se qualcuno si sbraccia dal finestrino di un´auto gridate «Italia, Italia». È quello che vogliono sapere. Esfahan…senza parole….Bilancio finale dopo quindici giorni di viaggio: 600 euro in due, più il costo di tre tappeti. Fateveli spedire, arrivano.”
Che poi corrisponde a quello ci raccontavano due nostre amiche, commentando un post sulla Moschea di Isfahan. Leida, “Io ci sono stata ben 7 volte, di cui due completamente da sola, sono una donna e sono ancora viva e vegeta.”, Nazanin, “da iraniana che vive a Teheran e che conosce molti italiani che vengono in Iran posso dirti che se verrai in Iran non ti succederà’ niente”. Le accortezza sono le solite quando si viaggia: tenersi aggiornati sugli eventi nazionali del paese che si visita (elezioni, manifestazioni, feste, usanze), e occhio al portafogli o la borsetta quando si gira per i mercati più affollati.
Foto | nomenklatura.

Secondo quanto riportato da un’inchiesta pubblicata su Il Fatto Quoditiano gli aeroporti di Genova e Palermo (e forse anche quello di Reggio Calabria) non hanno i dispositivi per rilevare il wind shear, il fenomeno atmosferico che, con ogni probabilità, sta alla base dell’incidente occorso all’areo della Wind Jet durante la fase di atterraggio all’aeroporto di Palermo.
Insomma un altro caso in cui esistono degli strumenti capaci di aiutare l’uomo a mitigare gli effetti di imponenti fenomeni naturali, in qualche modo obsoleti o standard (esistono dagli anni ‘80, e come riporta il pezzo del Fatto, ad Hong Kong ne hanno installati 5), che in Italia, per qualche motivo, non si riesce ad utilizzare. Non solo a Palermo però, ma anche a Genova….
Se per Genova si tratta di un problema di manutenzione (leggete il pezzo del Fatto) , per Palermo si tratta di un problema legato all’opposizione di alcuni sindaci ed organizzazioni, preoccupati degli effetti di questi macchinari sulla salute dell’uomo, come riporta Il Giornale di Sicilia.
Foto | Wikipedia.

Fuori programma di Lady Gaga al LAX, l’aeroporto internazionale di Los Angeles, dove si è presentata per l’imbarco vestita di poco o niente (imho meglio così che “vestita” di sola cruda carne), e di un accessorio in vita, che normalmente non ci aspetta possa superare i normali controlli di sicurezza: un paio di manette.
Come sappiamo, da quelle parti, la sicurezza è trattata con la massima serietà, per cui nessuna meraviglia se subito è montata la polemica intorno a Lady Gaga, visto che le è stato permesso di saliere a bordo con l’inusuale accessorio. La “local security” si è difesa, dichiarando che le manette non rientrano nella lista degli oggetti pericolosi, per cui nessun favoritismo per la pop-star.
Via | USA Today.
Foto | Michael_Spencer.

L’Europa ha aggiornato la black list relativa agli aerei e compagnie che non possono solcare i propri cieli, inserendovi un po’ a sorpresa, gli Airbus A-320 e i Boeing B-727 e B-747 della Iran Air, che operano circa il 75% del traffico europeo della compagnia. La decisione è giunta in seguito ad una missione in Persia di un team di esperti dell’Easa (European Aviation Safety Agency), concordata per verificare il rispetto degli standard di sicurezza da parte della compagnia aerea iraniana.
I risultati non sono quelli che ci si aspettava, ma comunque il bando pronunciato dall’Easa non è mai definitivo; basta mettersi in regola con le norme europee. L’aggiornamento ha colpito anche la Blue Wing Airlines, una compagnia aerea del Suriname, in seguito ad una serie di incidenti che hanno coinvolto gli aerei della compagnia e delle gravi carenze riscontrate nel corso delle ispezioni a terra effettuate sui suoi aerei.
Foto | Deanster1983.
Spero che il mio admin mi perdonerà se oggi ho postato una foto con dimensioni fuori standard, ma in effetti ho qualche problema con gli insetti, e vederli riprodotti in dimensioni XL mi crea qualche problema.
Questa volta il MAE non ci avverte dei potenziali pericoli causati da vulcani, tornadi, sommosse o night club che ci vogliono sfilare il portafogli, ma da quelli causati da questi piccoli insetti, che a quanto pare sono molto presenti in Estonia (ma in effetti in tutti i paesi baltici) tra la primavera e l’inizio dell’autunno.
Viaggiare Sicuri, ma le stesse autorità estoni, dopo aver ricordato che il fenomeno interesserebbe addirittura più dell’80% dei casi, turisti e cittadini che, ignari del pericolo, si recano a visitare parchi e giardini e soprattutto coloro che si recano in escursione nelle vastissime zone boschive e rurali dell’Estonia; a questo punto per stare tranquilli il consiglio è quello di vaccinarsi.
Foto | chripell.
Continua a leggere: Avviso ai viaggiatori. State attenti alle zecche se viaggiate in Estonia

Posti in piedi come sugli autobus, venduti a 4 euro, questo è l’ultimo annuncio del vulcanico Ceo della Ryanair Michael O’Leary. Solita boutade per far parlare della Ryan o c’è qualcosa di vero dietro quest’annuncio choc?
Da quanto si apprende spizzando le notizie qua e là, il piano è quello di eliminare le ultime 10 file di sedili, quelle tradizionali per intendersi, per sostituirle con dei sedili verticali, dotati di cinture di sicurezza, che permetterebbero ai viaggiatori di viaggiare in posizione verticale. Un po’ come su alcune montagne russe, un po’ come sugli autobus appunto.
La novità dovrebbe essere introdotta entro due anni, inizialmente sui voli con durate inferiore all’ora, poi si vedrà. L’autorità britannica per la sicurezza dei voli, la CAA, si è detta scettica che simili sedili verticali potrebbero passare i test; un suo portavoce ha spiegato “Le nostre norme prevedono che i passeggeri debbano indossare le cinture di sicurezza in fase di decollo e atterraggio e se si dice ’seat-belt’ vuol dire che bisogna stare sul sedile, non in piedi”.
Foto | orsorama.
Arrestato perchè senza pantaloni, o meglio, arrestato per esserseli calati durante un controllo di sicurezza all’aeroporto di San Paolo in Brasile. E’ quanto è accaduto sabato scorso ad un pilota della United Airlines che per questa “bravata” è stato trattenuto per alcune ore dalla locale police.
A Michael, 49 anni esperto pilota della UA, è stato chiesto dalla Sicurezza dell’aeroporto di togliersi scarpe e cinta come previsto dalle procedure di sicurezza aeroportuali. Michael per tutta risposta ha iniziato a ridere in faccia all’addetto della sicurezza, e poi, senza preavviso, si è calato i pantaloni fino alle caviglie (chissà cosa avrà voluto dire..).
Interrogati sull’accaduto, mentre i responsabili della UA si sono trincerati dietro un “Stiamo indagando sull’accaduto”, la polizia di San Paulo, ha dichiarato che Michael non ha rispettato le procedure ed ha preso per il c..o, per i fondelli l’addetto alla sicurezza. Scommessa persa, troppa Caipirinha, vincita miliardaria al lotto?
Foto | brianschulman.

L’Enac declassa gli aerei della Air One-Alitalia (in effetti si tratta di due A330 della flotta Alitalia che ancora vestono la livrea Air One) dopo l’incidente di Boston, quando subito dopo il decollo dall’aeroporto di Boston, un surriscaldamento del motore sinistro di un Airbus 330 ha obbligato i piloti alla messa in folle dello stesso e all’immediato atterraggio.
A seguito di questo incidente l’ENAC ha declassato i due A330, per tutto il tempo necessario ad effettuare le indagini disposte per verificare le cause di quanto accaduto. Il declassamento comporta che i due aerei potranno transitare ad una distanza massima di 60 minuti dal primo aeroporto disponibile e che potranno pianificare rotte più lunghe, solo imbarcando più carburante.
Foto | henribergius.