
La Commissione Europea ha aggiornato Ieri a Bruxelles l’elenco UE dei vettori aerei soggetti a divieto operativo; dall’istituzione della lista nera, misura di sicurezza a protezione dei voli all’interno dello spazio aereo europeo, si tratta dell’aggiornamento numero 17, segno dell’attenzione della Commissione a questo tema.
Aggiornamento che in alcuni casi si è tradotto nella rimozione di alcune compagnie aeree dalla lista, perchè queste hanno dimostrato di essersi adeguate ai nostri standard di sicurezza, mentre in altri casi ha comportato l’inserimento in lista di nuovi vettori, perchè beccati dai controlli a campione effettuati dai funzionari europei o perchè entrati nel mirino dell’ICAO.
Con quest’ultimo aggiornamento sono entrati nella black list tutti i vettori aerei del Mozambico, dopo il report negativo prodotto dall’ICAO, e i Boeing 767 della Air Madagascar. Escono dalla lista alcuni vettori cargo e la UM Air Airlines, una compagnia area ucraina, che ha provveduto ad allinearsi alle direttive imposte dalla UE.
Foto | Eoghan OLionnain.

La Virgin Blue, la low cost australiana con sede a Brisbane, ha licenziato l’assistente di volo che aveva chiuso un bambino nella cappelliera dell’aereo, ed ha offerto tre voli gratuiti alla madre ed al bambino, quale risarcimento per l’accaduto.
Il bimbo, 17 mesi, è rimasto chiuso per circa 10 secondi nella cappelliera dove era stato messo dall’assistente di volo, mentre gli altri passeggeri ridevano della scenetta improvvisata. “Togliete immediatamente mio figlio da lì”, è stata l’immediata e furibonda reazione di Natalie, la madre del piccolo.
Ora secondo la madre, il bimbo soffre di disturbi e richiede la continua presenza della madre. La compagnia non ha negato l’accaduto, ma anzi ha licenziato il dipendente che per propria negligenza ha messo in pericolo la sicurezza di un cliente, anche se di pochi mesi, anche se per pochi secondi.
Secondo l’International Air Transport Association (IATA) il 2010 si è chiuso con un positivo bilancio per quanto riguarda la sicurezza dei voli.
Il report è un pò, come dire, curioso da leggere: vedo infatti che ci sono stati infatti 17 incidenti contro i 19 del precedente record per quanto riguarda “gli aerei costruiti in paesi occidentali” (western-built jets) , mentre è aumentato il numero totale di incidenti, cioè quello che considera i velivoli costruiti in tutto il mondo (da 90 a 94).
A parte questo dato, si legge che i peggiori risultati in tema di sicurezza sono stati ottenuti in Africa e Sud America, dove si sono verificati il maggior numero di incidenti. Per gli amanti dei numeri, si parla 0,61 incidenti gravi - dove per gravi si intendono con importanti danni all’aereo, tanto da non permettere la riparazione dello stesso - ogni milione di voli.
Via | Reuters
Foto | jonrawlinson

Se in questo momento non è prudente andare in Egitto, forse si può andare in Tunisia, almeno a partire dal prossimo 2 marzo, almeno se si è Britannici, visto che Tui Travel e Thomas Cook, le due big nel mercato inglese, hanno annunciato di voler riprendere ad operare con la Tunisia a partire dal 2 marzo.
In effetti l’annuncio è condizionato da un SE; se da oggi a marzo continuerà il trend positivo che sembra essersi consolidato in questo periodo, e non si registreranno problemi per la sicurezza dei viaggiatori in quel paese. Ma insomma, anche se con questa spada di Damocle, si tratta di una notizia importante per tutto il settore, ed è facile prevedere che altri tour operator presto seguiranno la mossa delle due big.
Al riguardo l’ultimo aggiornamento del MAE sul sito ViaggiareSicuri, risale al 31 gennaio (ma l’avviso è tuttora valido), e ancora sconsiglia i viaggi in quel paese, anche se si registra un significativo miglioramento del contesto generale di sicurezza.
Foto | sky#walker.

Il Ministro per il Turismo Brambilla, anche a seguito del caso della turista italiana rapita mentre si trovava in Algeria per turismo, ha comunicato la creazione di un nuovo servizio, “vacanze sicure” di Easy Italy, multi-canale (raggiungibile via telefono e via internet), dedicato ai connazionali che si recano all’estero in zone potenzialmente a rischio. Ottimo verrebbe da dire, se non fosse, come fa notare l’ASTOI, che un servizio del genere già esiste, si chiama Viaggiare Sicuri, ed è gestito dal Ministero degli Esteri.
Il presidente dell’associazione, Roberto Corbella, ha dichiarato “Apprendiamo con estremo stupore la notizia dell’istituzione di un numero per informare gli italiani che intendono recarsi all’estero da parte del Dipartimento del Turismo. A tale proposito, evidenziamo come non esistesse alcuna esigenza al riguardo poiché, da tempo, il nostro ministero degli Esteri svolge egregiamente questo ruolo attraverso le informazioni contenute sul sito ‘Viaggiare Sicuri’ ed attraverso il numero h24, messo a disposizione dall’Unità di Crisi della Farnesina.”
Ora al di là delle dichiarazioni, leggendo l’intro sul sito Easy Italy, sembra di capire che si tratti di un servizio destinato a chi, italiano o straniero, viaggi per turismo in Italia, e non anche all’estero, anche se questa difformità informativa potrebbe dipendere dai tempi tecnici necessari per aggiornare il sito. Siccome non voglio pensare al peggio (un doppione utile solo per spendere soldi pubblici), allora si potrebbe trattare di un “semplice” collegamento tra due servizi, destinati ad utenze diverse, per cui collegandosi a Easy Italy, di fatto si viene dirottati su Viaggiare Sicuri. Staremo a vedere….
Al Cairo e più in generale in Egitto la situazione, purtroppo, è quella che è: non essendo sul posto non posso certo giudicare, mi limito quindi a segnalarvi questa intervista fatta a Alex Belfield, reporter della BBC in vacanza a Sharm El Sheik che nota come l’aria, anche da quelle parti, stia diventando carica di preoccupazione.
Il reporter afferma infatti di aver trovato una vera e propria barricata di sicurezza davanti al proprio resort a Sharm, cosa che non può certo passare inosservata. Aggiunge poi che il personale della sicurezza della struttura, dopo avergli spiegato la situazione, gli ha consigliato - o forse imposto, non è chiaro - di non mettere piede piede all’esterno del resort almeno fino alla serata successiva.
Per quanto dice il reporter, insomma, c’è grande preoccupazione anche in queste località a vocazione turistica, meno esposte mediaticamente del Cairo.
Via | Bbc.co.uk
Foto | Tom_El_Rumi
Singolare disavventura per 37 passeggeri del volo Easyjet Birmingham - Ginevra, costretti a scendere dall’aereo poco prima il decollo a causa di un errore tecnico.
L’aereo avrebbe infatti imbarcato troppo carburante, diventando così troppo pesante per permettere il decollo e l’atterraggio in sicurezza a pieno carico. Come conseguenza il pilota - non si sa se per sua esclusiva decisione - ha comunicato ai passeggeri che in 37 avrebbero dovuto scendere dall’aereo, offrendo, tra l’altro, un rimborso pari a 100 sterline e una sistemazione in hotel per i “volontari” e una poco amichevole precisazione, cioè che in caso di rifiuto si sarebbe ricorso all’aiuto della polizia.
Secondo quanto appreso, solo in pochi hanno accettato l”offerta” mentre molto più numerose sono state, come prevedibile, le proteste. Resterebbe da capire perchè anzichè scaricare il carburante in eccesso si è preferito scaricare… i passeggeri, e, a quanto pare, anche alcuni bagagli!
Via | The Telegraph
Foto | tony.evans
Agli ingegneri della Airbus è stato chiesto di liberare la propria fantasia per “presentare progetti innovativi per il futuro”: uno di questi è l’archetipo di quelle previsioni sul futuro che regolarmente vediamo in tv, tipo quando nel 1990 si diceva “nel 2010 tutte le auto saranno volanti e ad energia solare”.
Trattasi di un aereo con la fusoliera totalmente trasparente, quindi, per così dire, “panoramico”: l’effetto, per i più curiosi, verrebbe ottenuto “tramite impulsi elettrici su una fusoliera di una speciale ceramica”. Ora, ammetto di essere ignorante in materia quindi non mi esprimo in merito alla fattibilità della cosa, ma voi avreste il coraggio di volare su un aereo completamente trasparente? Personalmente credo mi verrebbe un infarto, sopratutto nel momento dell’atterraggio…
Ah, un altro ingegnere ha pensato ad una fusoliera auto-riparante in caso di piccoli ma potenzialmente catastrofici squarci, riparazione che avverrebbe grazie a particolari adesivi iper-tecnologici contenuti in capsule nella fusoliera stessa. Ma ovviamente questa idea è passata in secondo piano, come dire ora progettiamo un’auto da corsa da mille cavalli, poi pazienza se non c’è spazio per le cinture di sicurezza! :)
Via | Aol Travel
Foto | Chris_Britton

Una turista tedesca, una signora di 70 anni che aveva pensato di lasciare per una settimana il freddo della Germania per riscaldarsi al sole di Sharm el Sheikh, è morta in seguito all’attacco di uno squalo, che le ha divorato la coscia sinistra e l’avambraccio destro, mentre stava nuotando nelle acque antistanti il resort dove soggiorva.
Impressiona il racconto di una turista inglese, accorsa in acqua nella speranza di poter far qualcosa “L’acqua ribolliva come fosse dentro una lavatrice, lo squalo sbatteva e lacerava il corpo della povera signora, e io riuscivo a malapena a tenere la testa sopra l’acqua che ribolliva”; Ellen, la 31enne madre di due bambini, anche lei in vacanza a Sharm, ha aggiunto che i bagnini non sono intervenuti fintanto che il corpo non è tornato a riva trascinato dalla corrente.
E dire che le autorità egiziane avevano appena dichiarate sicure le acque di Sharm dopo i 4 precedenti attacchi, alcuni gravi, che si sono registrati nell’ultima settimana nella famosa località egiziana.
Via 9Msm e Il Salvagente.
Foto | hermanusbackpackers.

Di gente strana all’aeroporto di Fiumicino ne gira sempre tanta, come un signore che sorseggia un Brunello di Montalcino alle 11 di mattina, un turista americano con un coltellino nel tacco della scarpa, uno israeliano con un caricatore in valigetta, un calciatore che vuole aprire una profumeria in Francia, ed ora 10 stani tipi che si aggirano come tanti Cattivik per l’aeroporto.
La banda dei 10 si è aggirata all’interno del Leonardo da Vinci, si è presentata all’imbarco, portando con se armi e munizioni, carte d’imbarco e documenti fasulli, provando ad aggirare i sistemi di sicurezza aeroportuali. Chissà come saranno stati selezionati e formati i 10 che hanno indossato i panni di terroristi, ma comunque sarebbe interessante conoscerne l’opinione.
Per sapere come è andata, dovremo aspettare giovedì, quando l’ENAC renderà noto l’esito dei controlli effettuati dai 10, perchè di questo si è trattato; un test per verificare la sicurezza dell’aeroporto romano. 100 di queste iniziative, perché niente è più inefficiente ed inutile di un ente che non controlla.
Foto | WTL photos.

In bikini in aeroporto, è accaduto al LAX di Los Angeles, e non si è trattato di una trovata pubblicitaria, o di una forma di protesta, ma di un espediente ideato da una viaggiatrice per evitare le “carezze” (che a volte diventano palpeggiamenti…) degli addetti alla sicurezza.
Corinne, la donna in questione, ha dichiarato di sentirsi a disagio ogni volta che deve attraversare i controlli all’aeroporto, ed è stato per questo che ha pensato di presentarsi agli addetti alla sicurezza in bikini, dimostrando così la propria non pericolosità “a vista”.
L’addetta alla sicurezza dell’aeroporto, alla vista di Corinne che le si presentava indossando solo un bikini, si è fatta una grassa risata e le ha detto: “Ragazza, tu indossi un bikini; passa via”. Visto il risultato dell’espediente, Corinne non esclude di utilizzare il bikini per altri viaggi aerei.
Via Aol.
Foto | SnowKing24

Qui su Travelblog vi ho parlato spesso dei body scanner: i più ricorderanno che la maggior parte delle polemiche relative al loro utilizzo sono incentrate non tanto sull’efficacia, quanto sui problemi relativi alla privacy dei “controllati”.
Uno dei punti di forza, per così dire, dei sostenitori di questi scanners (in primis della TSA, Transportation Security Administration americana), è stato il ribadire più e più volte come le immagini vengano visualizzate una sola volta, per di più in un luogo lontano da quello dove si trova la persona da controllare, e che le stesse “non possono essere in alcun modo salvate, stampate o trasmesse”, al fine - appunto - di salvagualdare la privacy. Da un’inchiesta di Gizmodo, popolare sito dedito alle nuove tecnologie, spunta però un’inchiesta che sta facendo molto rumore: sono state infatti pubblicate alcune delle migliaia di immagini che un agente federale statunitense ha, per qualche motivo, salvato.
Per la cronaca, lo scanner si trovava non in un aeroporto ma all’ingresso di un tribunale statunitense, e il caso ha voluto che si trattasse di una apparecchiatura dotata di una tecnologia che restituisce immagini a bassa risoluzione. Il punto però non è questo: innanzitutto questa scoperta viene presa, sopratutto dagli americani, paladini della privacy, come pretesto per smentire le dichiarazioni della TSA, e, come se non bastasse, ci si chiede come Gizmodo abbia potuto procurarsi queste immagini, con tanto di spiritoso messaggio, alla fine del filmato appositamente preparato, che ci saluta con un “see you soon”, che suona più o meno come “prima o poi toccherà anche a te finire su queste pagine…”