Periodicamente si leggono sui giornali sentenze che fanno da apripista ad eventuali class action, e, anche senza scomodare mozioni di massa, sono in ogni caso “pericolosi precedenti” per le aziende che subiscono giudizi a proprio sfavore.
E’ questo il caso della sentenza di un giudice di pace del milanese che ha dato ragione ad una pendolare di Milano, che ha lamentato - ovviamente per iscritto e sotto guida di un avvocato - l’estremo degrado, il sistematico ritardo e la soppressione di numerosi treni sulla tratta da lei percorsa ogni giorno, nello specifico da San Zenone al Lambro a Milano-Rogoredo.
Trenitalia ha avuto la peggio, ed è stata costretta a risarcire il costo dell’abbonamento annuale (pari a circa 500 euro) oltre a “danni morali” provocati dal dover viaggiare in condizioni di disagio. C’è da scommettersi che ora ci proveranno in tanti, non vi pare?
Via | Corriere.it
Foto | Mike Knell

L’Unione Nazionale dei Consumatori ci ricorda che “i consumatori che vantano diritti di credito nei confronti de “I viaggi del Ventaglio” potranno presentare apposita istanza di ammissione al passivo del fallimento, per tentare di vedere soddisfatte le proprie ragioni creditorie”.
Si tratta di attivare una delle possibili azioni a disposizioni di tutti quanti hanno versato a I Viaggi del Ventaglio un acconto/saldo e non hanno potuto usufruire del viaggio vacanza, perchè nel frattempo la società è fallita.
Per poter accedere alla procedura fallimentare occorre inviare una raccomandata al Tribunale Civile e Penale di Milano, dove si dichiara il credito vantato rispetto la società fallita, allegando poi copia di tutti i documenti giustificativi del credito vantato (le famose pezze d’appoggio). Il termine perentorio entro il quale inviare la raccomandata è fissato entro 30 giorni prima dell’udienza del 19 gennaio 2011 (che dovrebbe essere il 20 dicembre ma perchè ridursi all’ultimo giorno con il rischio che deborab abbia sbagliato i calcoli?).
Il modulo di domanda in formato word scaricabile dal sito del Tribunale.

Il viaggiatore può fare causa al tour operator per i disservizi che dipendono dall’operatore locale, è la massima di una sentenza della Corte di Cassazione dello scorso 19 luglio che è stata segnalata ai mezzi di comunicazione da Giovanni D’Agata ( componente nazionale del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori). Non significa che si abbia il diritto al rimborso, ma quantomeno si ha il diritto di far causa al tour operator nostrano per il fare (o per il non fare) dei corrispondenti esteri di cui il tour operator si avvale.
In termini più semplici, se il tour italiano mi propone un pacchetto, dove sono compresi i servizi di tour operator esteri (noleggio di auto ad esempio) e questi creano un danno al viaggiatore, anche il tour italiano ne risulta responsabile.
I giudici hanno stabilito che “in tema di contratti atipici (nella specie, contratto di viaggio) il contratto concluso con l’intermediario legittima il viaggiatore - consumatore ad agire direttamente nei confronti dell’organizzatore (o tour operator) come diretta controparte contrattuale e responsabile in caso di inadempimento”.
Via Informazione.it
Foto | hans s.

Comunicato stampa di ieri della Ryanair, lanciato prima della decisione dell’Enac di chiudere i voli anche in Italia del nord, e quindi suscettibile di aggiornamenti:
Ryanair, oggi, venerdì 16 aprile, ha confermato che sulla base delle previsioni meteorologiche attuali e il protrarsi dell’emissione di cenere vulcanica nell’atmosfera sull’Islanda, ha deciso di cancellare tutti i voli in programma per e da Regno Unito, Irlanda, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Svezia, Belgio, Olanda, Nord della Francia, Nord della Germania, Polonia e gli Stati Baltici, fino alle 13.00 di lunedì 19 aprile.
Questo annuncio è basato sull’orientamento delle attuali stabili condizioni del tempo secondo cui cenere vulcanica potenzialmente pericolosa continua a soffiare sulle Isole Britanniche, la Scandinavia e le coste del Nord Europa.
In attesa di ulteriori aggiornamenti sono tantissimi i voli cancellati che riguardano le città italiane; sul sito della compagnia area sono elencati tutti i voli cancellati, e tra questi non è difficile quelli che riguardano Pisa, piuttosto che Bologna, Roma piuttosto che Milano. Scorre la lista fa veramente impressione.
Altrettanto rapidamente Ryan ha predisposto le procedure on line per quanti volessero ri-prenotare il volo (si può ri-prenotare fino al 20 e volare fino al 30 aprile), ed anche quella per chi invece opta per ottenere il rimborso del biglietto, che avverrà entro 21 giorni lavorativi.
Foto | girolame.

Era inevitabile che il blocco del traffico aereo arrivasse anche da noi, visto che Eolo soffia i venti , e con questi le ceneri dell’eruzione vulcanica, verso sud-est. E così, uno dopo l’altro, dalla Gran Bretagna fino all’Italia, i centri di controllo del traffico aereo hanno visto spegnersi le luci dei monitor, ad indicare che in cielo non volava più nessuno.
Blocco aereo in tutta l’Italia del nord deciso dall’Enac, da questa mattina alle 6 fino alle 2 del pomeriggio, e poi si vedrà se le condizioni atmosferiche permetteranno agli aerei di riprendere il volo senza correre il rischio che le ceneri finiscano nei motori danneggiandoli, con grave pericolo per la sicurezza dei passeggeri e del personale di bordo. Gli unici voli autorizzati saranno quelli di emergenza.
In questo frangente, con tanti passeggeri rimasti a terra l’Enac sul suo sito ricorda i diritti dei passeggeri in casi come questi.
Foto | NASA Goddard Photo and Video e video dell’eruizone del vulcano Eyjafjallajokull.
Annullate le due prossime crociere della Costa Europa, la nave da crociera che dal 2002 è entrata a far parte della flotta di Costa Crociere, dopo l’incidente dello scorso venerdì verificatosi nel porto di Sharm el Sheikh, quando la nave ha urtato violentemente contro il molo, causando la morte di tre membri dell’equipaggio (un parrucchiere e due aiuto cuochi).
Guido Toma, 78 anni, dirigente aziendale in pensione, uno dei 1.400 passeggeri, ha così raccontato l’incidente al Secolo XIX: “Ho sentito una forte botta e ho pensato che la nave avesse urtato contro uno scoglio. Poi ho capito che la nave si inclinava. I cassetti dei comodini si sono aperti. Ero con mia moglie, Santa, ci chiedevamo che cosa succedeva quando dall’altoparlante della cabina la voce di una donna ci ha avvisato che c’era stato un problema nell’attracco e che si stavano valutando i danni”.
I passeggeri della nave, dopo essere stati fatti accomodare negli alberghi di Sharm, sono stati fatti rientrare a casa; ovviamente saranno rimborsati. A quanti avevano prenotato le due crociere annullate, quelle del 4 e del 22 marzo, a quanto dichiarato dal portavoce della compagnia Dana Dominici, verrà offerta la possibilità di ottenere il rimborso o di imbarcarsi su un’altra crociera.
Foto da USA Today.

C’è chi sostiene che il sistema ha retto l’urto delle avverse condizioni meteorologiche, salvo consigliare di attrezzarsi con panini e coperte e chiarire che non ci saranno rimborsi, e c’è chi mette su una pagina web in tempo reale, dove i passeggeri che non hanno potuto viaggiare, possono decidere di prendere un altro volo o chiedere il rimborso. Sono sicura che le normative tra trasporto aereo e ferroviario sono diverse, che una cosa è la cancellazione e un’altra cosa è un ritardo (ma 24 ore di ritardo, non equivalgono ad una cancellazione ed emissione di un nuovo biglietto?), insomma sono sicura che ci sono tante ragioni per comportamenti così diversi.
Però niente mi toglie dalla mente che una differenza di fondo, sostanziale, esiste, tra chi dice “Non è stata colpa mia, ma mi scuso per i disagi che hai sopportato”, e poi cerca di venire in contro alle tue esigenze, e chi nega ogni responsabilità:
Ero… rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio! Wikiquote
E’ la differenza di chi comunica con i suoi clienti, e chi comunica con i suoi utenti.
EasyJet invita i clienti con il volo cancellato a causa del maltempo a non recarsi in aeroporto e a richiedere online il rimborso del biglietto. TTGItalia

E’ entrato in vigore il nuovo regolamento di Trenitalia, le Condizioni generali di trasporto delle persone, che tra le altre cose parificano il diritto all’indennità a cui si a diritto nel caso di ritardi, per tutti i tipi di trasporto internazionale, nazionale e regionale, eliminando così l’antipatica distinzione tra Intercity, Eurostar e Alta velocità. Questa è la parte piacevole della news, quella meno piacevole è il limite di tolleranza per il ritardo, che passa dai precedenti 26 agli attuali 60 minuti.
Su tutti i tipi di trasporto le nuove condizioni prevedono una indennità del il 25% del prezzo del biglietto in caso di ritardo compreso tra 60 e 119 minuti, del 50% del prezzo del biglietto in caso di ritardo pari o superiore a 120 minuti; l’indennità minima prevista è di 4 euro, per cui se avreste diritto ad una indennità inferiore, non vale chiederla a Trenitalia.
Rimangono però differenze sulle modalità e tempi per richiedere l’indennità; mentre per i nazionali ed internazionali si può chiedere l’indennità presso qualsiasi biglietteria o agenzia di viaggio a partire da 20 giorni e fino a 12 mesi successivi al giorno in cui si è verificato il ritardo, ufficializzato sul sito di Trenitalia, per i regionali la richiesta di indennità deve essere inoltrata, per posta, alla Direzione Regionale di competente per la località di destinazione del viaggio con allegato il biglietto in originale obliterato alla partenza e all’arrivo, ed in questo caso la richiesta di indennità deve essere inoltrata entro e non oltre 30 giorni.
Foto | fabbriciuse

Il tribunale di Dublino ha condannato la Ryanair a pagare un rimborso di 6.000 euro a tre passeggeri che nel 2007 si erano visti cancellati il volo diretto da Dublino a Carcassonne, in Francia (c’è da dire che già da settembre la Ryan aveva deciso di non resitere in giudizio). I tre sono riusciti a far valere i propri diritti ricorrendo ad una società olandese specializzatasi nelle controversie con le compagnie aeree (per questa controversia si è appoggiata ad un studio dublinese); la EUclaim, di cui io a questo punto mi segnerò il nome (non si sa mai).
Come opera la EUClaim? Ai sensi del regolamento CE 261/2004 si può avere diritto a un indennizzo se la compagnia non riesce ad operare il volo secondo il programma previsto. Tuttavia, non si ha diritto ad un risarcimento se la compagnia sostiene “circostanze eccezionali” hanno causato il fallimento, e spesso le compagnie aeree ricorrono a questa clausola per evitare di dover pagare.
La EUClaim, sulla base di serie storiche dei dati di volo, sostiene di essere in grado di capire cosa è realmente successo, a tutti gli aeromobili in qualsiasi momento, e quindi poter dimostrare quei casi di cattiva gestione non dovute da “circostanze eccezionali”. Se a questo si aggiunge che la compagnia dispone di avvocati esperti in materia, si capisce come i clienti, realmente danneggiati, possono sperare di vedersi indennizzati.

C’è aria di crisi all’Italia Tour, la nuova compagnia area italiana, che dal 15 scorso ottobre ha sospeso la vendita di tutti i biglietti, sembra a causa del guasto dell’unico velivolo, che si troverebbe in riparazione a Basilea. La conferma che ci sono dei problemi ci arriva dalla home page ufficiale della compagnia, dove è comparso un avviso che assicura il rimborso del biglietto aereo a tutti i passeggeri che sono rimasti a terra tra il 21 settembre e il 29 ottobre. Dall’annuncio sembra quindi che i problemi saranno risolti entro la fine del mese (in bocca al lupo).
Al momento della sospensione della vendita di biglietti la compagnia, guidata dal 15 settembre da Paolo Rubino, uno degli artefici del primo successo dell’Air One, collegava Brescia con Roma e Crotone, quest’ultima collegata anche con Bologna.
45 giorni di tempo per insinuarsi al passivo di Skyeurope (ed il termine è partito dal 9 settembre) , il che non significa che vi stiamo consigliando di intrufolarvi negli uffici low cost slovacca recentemente fallita, ma iniziare le procedure tecnico - amministrative per essere riconosciuti come creditori,e quindi a partecipare alla suddivisione di quel che resta, ovviamente nel caso siate rimasti a terra a causa del fallimento.
La procedura è piuttosto complicata, ma per fortuna asi può contare sul supporto di Adiconsum e del Centro europeo consumatori, che insieme forniscono consulenza e la modulistica necessaria per insinuarsi al passivo, anche se poi le due organizzazioni avvertono che ottenere concretamente indietro quanto speso, sarà difficile, visto che i viaggiatori non rientrano tra i creditori privilegiati.
Foto | Andres Rueda.

Crack Todomondo: è stato attivato il fondo nazionale di garanzia? Stando a quanto riporta il sito dell’Unione Nazionale Consumatori sembrerebbe di si. Se confermata la notizia, se cioè fossero stati trovati i fondi per risarcire i clienti del Tour Operator fallito, ed indagato per truffa, potremmo essere alle battute finali di questa vicenda. Ma in questi casi il condizionale è d’obbligo e prudentemente aspettiamo di avere notizia dei primi rimborsi.
Per quanto riguarda i rimborsi la procedura, teoricamente, è semplice: occorre spedire una raccomandata con ricevuta di ritorno a Todomondo S.p.a., Largo Buffoni 5, 21013 Gallarate, scaricare il modulo per accedere al fondo nazionale dal sito del governo, allegando copie del documento di identità, contratto di viaggio, e quindi inviare la richiesta di rimborso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo, via della Ferratella in Laterano, 51, 00184, Roma. Tempo due mesi e dovrebbe arrivare il rimborso.
Il condizionale è però d’obbligo, visto che ancora a fine agosto, Varese News riportava che il fondo di garanzia non presentava la necessaria copertura (non c’erano i soldi in cassa insomma), e che il primo settembre il Blog con la petizione dei clienti di Todomondo ha pubblicato una lettera aperta, la seconda, al Ministro Brambilla, chiedendo lumi sulla vicenda.
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