
Il capodanno 2011 si festeggia a Roma e Barcellona, almeno nelle intenzioni di quanti in questo momento sono alla ricerca di un volo con il motore di ricerca SkyScanner, che lavora comparando i prezzi dei voli su più di 670.000 rotte, e ben oltre 600 compagnie aeree.
Nella top ten delle destinazioni europee più desiderate, le prime tre sono risultate Barcellona, Edimburgo e Londra, con la sorprendente Reykjavik al 4° posto, prima di Amsterdam, Parigi o Venezia.
Leggermente diversa la classifica che riguarda le città italiane, visto che qui non sono i desiderata espressi in un sondaggio, ma le destinazioni ricercate su SkyScanner. Nessuna sorpresa ai primi tre posti, con Roma, Milano e Venezia per passare il capodanno, mentre sorprendente è il 4° posto di Palermo, che supera città come Napoli o Firenze.
Via Ansa.
Foto | Sin amigos.

Se Roma è la città più amata, tra le regioni è la Toscana quella più amata dagli italiani, non solo per la giuria de BIT, ma anche per l’ISNART (l’istituto Nazionale Ricerche Turistiche), che nel suo rapporto, relativo al primo semestre 2008, ha rilevato come la Toscana sia stata la meta del 12,4% dei turisti che hanno scelto l’Italia come destinazione per la propria vacanza principale.
Si tratta di 1.460.810 presenze in 6 mesi, poco meno gli abitanti dell’intera Area metropolitana di Torino, che non si notato troppo perchè la regione, che sicuramente presenta dei centri di attrazione in Firenze, Pisa e Siena, ha molto da offrire in termini di aree di interesse turistico ( il Chianti, la Maremma, la Versilia, la Grafagnana, ed altre ancora) oltre che di città, paesi, borghi, siti archeologici, tutti siti accomunati da una caratteristica: un’attenta politica di cura, conservazione e valorizzazione, che nel tempo a prodotto un marchio, Tuscany, noto in tutto il mondo.
La ricerca evidenzia come sopra il milione di presenze si trovino anche il Lazio, il cui dato si può riferire in gran parte a Roma, e l’Emilia Romagna, capaci di attrarre rispettivamente1.163.981 e 1.015.709 visitatori, cioè il 9,9% e l’8,6% del totale dei visitatori. Nel seguito i dati riferiti a tutte le regioni italiane.
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Sono sempre di più gli italiani che prenotano le proprie vacanze su Internet (il 21,2% se si aggregano i dati riferiti a chi prenota solo l’alloggio, solo il viaggio e chi invece prenota il pacchetto completo), questa è una delle principali tendenze che emergono dal rapporto “Indagine quantitativa sui comportamenti turistici degli italiani”, pubblicato dall’ISNART, l’istituto Nazionale Ricerche Turistiche.
Secondo il rapporto, comunque, la maggioranza degli italiani, quando si tratta di organizzazione la vacanza, non prenota in alcun modo (il 34,0%), contatta direttamente la struttura ricettiva (25,6%), prenota solo l’alloggio via Internet (9,4%) o va in agenzia e sceglie da catalogo (7,0 %). Se però si analizzano i dati, divisi per destinazione, italiana od estera, le cose cambiano e non di pcoo.
Infatti per le vacanze in casa propria si è più confidenti di potersela cavare da soli, per cui non si prenota in alcun modo (il 42,1%), si contatta direttamente la struttura ricettiva (30,3%), si prenota solo l’alloggio via Internet (9,0%) o si si prenota solo il viaggio via Internet (9,0%); difficilmente, in questo caso, ci si reca in agenzia per scegliere una proposta a catalogo (2,4 %). Se però si decide di viaggiare all’estero, l’italiano si sente meno sicuro, ed i comportamenti cambiano e si torna dal nostro agente di fiducia. Foto | zimpenfish.
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Portarsi a casa il set da bagno di un hotel dove si è soggiornato non è reato, questo secondo il 57% degli intervistati spagnoli dal sito Hotels.com, che li considerano articoli compresi nel prezzo del soggiorno. Ma per un altro 23% di intervistati, anche se si tratta di furti, sono di così lieve entità che gli Hotel o non li considerano o li mettono in conto (il nostro).
Chiarito che i nostri amici spagnoli non si sentono in colpa, la ricerca scopre (ma forse lo sapevamo già) che gli articoli più bersagliati da questa strana forma cleptomania (…voglio averti mia, solamente mia…), sono gli articoli da bagno (saponette e shampoo) seguite dalle pantofole (ma esistono ancora hotel che le offrono?).
Quindi questa volta siamo in buona compagnia (e senza fare troppi sondaggi che magari scappa fuori che siamo in testa in questa classifica). Dipende forse dalla nostra cultura latina? Non sembrerebbe visto che la stessa ricerca è stata condotta anche rispetto le abitudini degli inglesi, che non si discostano troppo da quelle degli spagnoli.
News via 20 Minutos.es.
Foto | Daniel Morrison.

La città più fotografata al mondo o, per essere precisi, la città più fotografata e più uploadata (caricata non mi piaceva…) su Flickr al mondo è New York (e fin qui forse ci arrivavamo da soli), seguita da Londra, San Francisco, Parigi e Barcellona, questo secondo uno studio condotto da due studiosi del mitico Massachusetts Istitute of tecnology di Boston.
La notizia in se e per se potrebbe esaurirsi in semplice curiosità, se non fosse per il fatto che il committente dello studio, l’APT di Firenze, intende ricavare da questa ricerca dati utili a capire i comportamenti dei turisti per migliorare l’offerta turistica di Firenze e della provincia tutta. Infatti lo studio, non si limita a stilare una classifica, ma individua i così detti “patterns” dei turisti (comportamenti ripetuti, rilevanti dal punto di vista statistico), individuandone le mete preferite, i percorsi seguiti, le relazioni esistenti tra i vari siti turistici.
E così si ricava che a Firenze i siti più fotografati sono il Duomo, Ponte Vecchio e Piazza della Signoria, o che dopo avere visitato Firenze, i turisti con ogni probabilità visiteranno Roma o Pisa, tutto grazie alle fotografie e ai tag che migliaia di utenti-turisti caricano su Flickr. L’iniziativa sembra interessante ed intelligente, anche lascia qualche dubbio sulla sua “leicità”, dato che dubito gli utilizzatori di Flickr abbiano dato il loro consenso esplicito per questo tipo di ricerca. Per la cronaca, Roma è la prima città italiana più fotografata (9° a livello mondiale), mentre Firenze è la seconda (13°).
La notizia su AGI NewsOn.
Il sito di uno dei due analisti autori dello studio, Fabien Girardin.
La fotografia è di beggs.
Non so a voi, a a me è capitato diverse volte, anzi spesso, di ricevere questo messaggio di errore navigando tra i vari siti Internet, magari quando sono alla ricerca di un volo low-cost o di un’imperdibile offerta speciale. Http 404: file not found. Da che cosa sia causato lo lascio descrivere ai bittaroli, io so solo che quando sono cerco qualcosa che mi interessa molto, per la quale sono disposta a pagare, e ricevo questo messaggio di errore ho due reazioni immediate e definitive; mi incazzo e abbandono il sito web su cui stavo effettuando la ricerca.
A parte l’elemento irrazionale, derivante dalla frustazione nella ricerca interrotta, come faccio a fidarmi, a dare i miei sudati soldini, calati uno a uno nel maialino rosa, destinato ad essere sacrificato all’altare delle mie vacanze, a scegliere proprio quel tour operator, quella agenzia viaggi, che mi dovrebbero guidare in giro per il mondo, se non riescono a tener su, in modo decente , un sito Web. Io, magari sbaglio, ma davanti a questi errori, cambio sito web e tour operator.
Ma non sono sola a pensarla così, se secondo uno studio condotto in Gran Bretagna dalla Harrys Interactive, circa 2.000 intervistati hanno lamentato una generale difficoltà ad utilizzare gli strumenti on-line progettati e realizzati dagli operatori del settore. Un terzo del panel ha difficoltà a navigare il sito (certi sono veramente cervellotici), un 26% ha difficoltà a loggarsi (questi li evito per principio), il 29% trova che le informazioni siano insufficienti, non corrette o confuse, mentre il 24% lamenta difficoltà ad utilizzare le funzioni di ricerca del sito (alcuni siti non ne hanno proprio e secondo loro dovrei browsare tra centinaia di pagine per trovare quello che cerco).
Insomma un pianto. E voi che ne dite? Qualche esperienza da raccontare? Un sito particolarmente “brillante” da poter ellegere come il sito Duma 2007 per i viaggi?
Se poi volete leggervi una storia carina sull’origine di questo messaggio d’errore andate sul sito 404 NOT FOUND.org .