L’Hostel Celica di Lubiana, in Slovenia, nel 2006 è stato indicato da Lonely Planet come l’ostello più tetro al mondo. La motivazione? Ognuna delle sue 19 stanze, prima di ricevere backpakers da tutto il mondo, accoglieva forzatamente i suoi ospiti, visto che l’edificio era destinato a carcere. Oggi, ognuna di queste 19 celle, è stata singolarmente trasformata da un artista locale nella stanza di un ostello, mantenendo le sbarre all’ingresso e alle finestre.
Se però per voi dormire in una cella è troppo, c’è sempre la possibilità di dormire nelle più tradizionali camerate degli ostelli, o anche nell’appartamento che può contenere fino a 7 persone. L’ostello è molto comodo da raggiungere, visto che si trova nei pressi della stazione centrale e del terminal bus, ed è anche ben posizionato dato che il centro storico di Lubiana dista dal Celica circa 700 metri.
Provare il “brivido” di dormire in una cella può costare dai 18 ai 27 euro, ma se ci si accontenta di un letto nella camerata da 12 persone, i prezzi partono da 16 euro, seconda la stagione; colazione su richiesta e pagamento anticipato.
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Portoghesi non nel vero significato di lusitani, ma in quello acquisito di “furboni” che non pagano il biglietto (su Manie Rosanero la storia dei portoghesi che non pagano), anche se in questo caso, in quel di Berlino, non sembrerebbero tanto furbi, almeno stando a quello che ci racconta un curioso post sul The Local.
La notizia è semplice: centinaia di berlinesi, che finiscono in prigione per non aver pagato il biglietto dei servizi pubblici di trasporto, stanno mettendo in crisi il locale sistema carcerario. Il post continua poi descrivendo tutto il sistema messo su per permettere di viaggiare anche a chi non può permettersi di acquistare il biglietto, ma io mi sono già fermata. In prigione perchè beccati a non pagare il biglietto? Foto della Hallesches Tor è di Merlijn Hoek.
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Dal sito World Hum apprendo che i cittadini di San Francisco hanno votato la settimana scorsa per decidere se trasformare o meno l’ex prigione di Alcatraz in un centro per la pace nel Mondo. L’esito è stato sfavorevole ai promotori di questa proposta per cui l’isola ed il suo carcere continueranno a funzionare come centro di attrazione turistica.
Infatti, per chi non lo sapesse, Alcatraz da penitenziario è diventata una delle maggiori attrazioni turistiche di San Franisco (che secondo me ha di meglio da offrire) oltre che essere protetto come parco federale degli Stati Uniti. Diversi sono i tour che si possono organizzare per visitare Alcatraz, per esempio quelli della Alcatraz Cruise, che ne propone anche uno notturno ma consiglia quello mattutino (alle 9:00) per evitare la ressa, o quelli della Alcatraz Trips, che tra gli altri ci propone un tour per visitare la baia oltre che il penitenziario. Foto | ten safe frogs.
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Spero che Erla sia stata trattenuta in una cella più confortevole di questa della prigione di Alcatraz fotografata da b r e n t. Certo che la sua due giorni nelle carceri statunitensi è l’esperienza quanto più lontana che poteva accaderle, da quella che aveva in mente (fare shopping natalizi e visitare gli amici) quando è atterrata all’aeroporto JFK di New York.
Infatti ad Erla, una ragazza islandese trentenne, è accaduto di essere arrestata al suo arrivo e trattenuta in una prigione del New Jersey, senza avere la possibilità di avvertire i genitori di quanto le stesse accadendo. Qui è poi stata scheda ed interrogata, e trattenuta per due giorni, prima di essere rilasciata.
La sua colpa? Aver prolungato il suo soggiorno negli States oltre il limite concessole dal visto durante un suo precedente viaggio, quasi dieci anni prima. Via Msnbc.
Continua a leggere: Attenzione a quando si viaggia negli USA: la polizia non dimentica