
Qualche bodyguard non sa neanche chi sta aspettando. Alcuni americani chiedono: “But who’s coming”, ma chi sta arrivando?” “Non so - risponde il ragazzone - dovrebbe essere un attore”. Arrivano anche due vigili urbani che fanno osservare agli organizzatori che non si può bloccare il percorso pubblico ai cittadini, invitando le persone a scendere lungo la scalinata. L’attesa viene premiata. Eccolo, mister ‘92 centimetri d’altezza, con blazer grigio e bolerino di pelle nera, cappello quasi in stile Wolverine, conquista la platea. Si lascia immortalare col regista Gavin Hood, mentre intorno la folla lievita. Da AffariItaliani.it che pubblica anche una foto gallery di Hood a Roma.
L’uomo più sexy del pianeta, almeno secondo la rivista People, è sbarcato a Roma ed ha scelto la scalinata di Trinità dei Monti per il servizio fotografico per il lancio del suo ultimo attesissimo film, X-Men Le Origini: Wolverine (ormai siamo quasi a ridosso della sua uscita al cinema), di cui si parla su CineBlog, il nostro blog dedicato al cinema. E’ arrivato, ed ovviamente è stato subito un bagno di folla.
Piazza di Spagna e la scalinata di Trinità dei Monti sono una meta obbligata per qualsiasi giro turistico di Roma; senza voler fare i professori, basta semplicemente passeggiare per queste strade e piazze per capire molto del fascino di questa città. Se di giorno è il luogo dello shopping, del souvenir e della foto ricordo, di sera si trasforma nel luogo di ritrovo dei ragazzi di tutto il mondo, che arrivano qui per riposarsi dai “bagordi” notturni o per raccontarsi ed ammicarsi in una babele di lingue e colori.
La foto di Hugh versione giovane (era il 2000) è stata pubblicata da The Space Oddity.
Time Square sull’isola di Manhattan a New York non fa eccezione alle principali piazza del mondo, ed anche non essendo così bella come una Piazza del Campo o Piazza Navona, o così grande come Piazza Tiananmen o la Piazza Rossa (o anche Prato della Valle a Padova), alla fine tutti i turisti, quando si trovano in giro per la città che non dorme mai, passano di qui.
E i turisti sono così tanti che lo scorso 26 febbraio il nuovo sindaco di New York, Michael Bloomberg, ha annunciato il progetto che da maggio 2009, e almeno fino a fine anno, vedrà chiusa al traffico questa piazza, che così sarà dedicata interamente ai pedoni, ed ai break-dancers.
Per finire vi segnalo un sito con ben 12 web cam sulla piazza, una foto gallery, una bella foto virtuale a 360 gradi, e il post di Zimonen di un capodanno a Time Square.
Video | ContinentalDrifters

Arrivare in cima al Campidoglio, senza retorica, è arrivare sul colle dove è passata tanta Storia, di quella con la eSSe maiuscola; lo stesso colle, con la sua la piazza, prima rivolta verso il foro romano, poi rigirata a guardare il potere che officiava a San Pietro, fa parte di quella storia. Qui sopra, a piazza del Campidoglio, si trovano i Musei Capitolini; entrarci è come provare un “flash back collettivo”, come annusare tutte le storie che qui sono state raccontate.
Come quella del Galata Morente (come diremmo oggi di un celta dell’Anatolia), impressionante nella sua muscolatura di guerriero, scolpito a cospetto della sua morte, nell’attimo della sua debolezza più grande. Una scultura tanto bella che un futuro imperatore decise di portarla con se a Parigi, insieme a tante altre opere che erano conservate, in uno dei più antichi Musei del mondo, un museo, voluto da Pio VI già nel XV secolo, a cui il Papa donò diverse opere, tra le quali la celebre Lupa.
I Musei sono aperti tutti i giorni, lunedì escluso, dalle 9.00 alle 20.00, considerate però che la biglietteria chiude un’ora prima dell’orario di uscita; natale, capodanno e 1° maggio rimane chiuso. L’ingresso ai musei costa 6,5o euro, il ridotto 4,50 euro (tra chi ne può usufruire i giovani tra i 18 e 25 anni), ed è gratuito per i minorenni e gli over 65. Ricordatevi poi, prima di continuare il vostro giro per Roma, di prendere un caffè al Caffè Capitolino all’interno del Palazzo Caffarelli; il caffè sicuramente ottimo, non sarà il più buono del mondo, ma la terrazza con vista su Roma…

Foto di kingpenguin1029 | Cebete | nikonphotoslave.
Un Albero di Natale di 10 metri illumina da lunedì scorso la Piazza della Mangiatoia di Betlemme, in Palestina.
Con una cerimonia che ha dato ufficialmente il via alle celebrazioni natalizie, il 15 dicembre le autorità locali hanno acceso le centinaia di luci gialle e rosse dell’Albero della Pace.
In una singolare commistione, il lancio dei fuochi di artificio, il suono delle cornamuse e il canto del muezzin dal vicino minareto hanno accompagnato il discorso e gli auguri del sindaco della città ai circa 500 visitatori presenti.


Pioneer Courthouse Square è la piazza “alternativa” di Portland, una delle più vivaci tanto da essere soprannominata “Il salotto” di Portland. Qui spesso si organizzano concerti, manifestazioni come quelle contro la guerra, pigiama party, installazioni temporanee d’arte, manifestazioni politiche e soprattutto l’annuale concerto per tuba in occasione del natale.
La piazza è stata completamente ristrutturata nel 1984 in modo da garantire facilità d’accesso da tutte le vie circostanti e spazi, grandi e piccoli, dove ci si può ritrovare per riposarsi o svolgere delle attività tutti insieme. Per finanziare i lavori, l’amministrazione cittadina di Portland ha dato la possibilità ai sostenitori privati di incidere il loro nome sui mattoni che pavimentano la piazza; sono esattamente 71.165 i “named brick”.
Recentemente, una classifica di Travel + Leisure ha proclamato questa piazza come uno dei 10 migliori spazi aperti al pubblico di tutti gli states.
Tutto su Pioneer Courthouse Square, Portland, Oregon.
I 10 migliori spazi pubblici degli states su Travel+Leisure.
Portland su Travelblog.
Foto|kana76.

Si dice che il buon giorno si vede dal mattino… E questa giornata comincia con una colazione strepitosa con marmellate e yogurt fatti in casa e una larghissima scelta di panini: quelli con i semi di zucca sono eccezionali…
Con la Salzburg card compresa nel pacchetto dell’hotel, possiamo girare gratuitamente con i mezzi pubblici e così prendiamo l’autobus e nel giro di pochi minuti arriviamo nello splendido centro storico di Salisburgo. Il primo monumento che vediamo è il settecentesco Pferdeschwemme (abbeveratoio per i cavalli): decisamente maestoso e decorato con statue e affreschi equestri; a seguire il Dom (il Duomo), chi ama il barocco ne resterà estasiato, circondato da tre grandi piazze: la Residenzplatz, la Kapitalplatz e la Domplatz. Da vedere assolutamente anche la Franziskanerkirche (chiesa dei francescani), architettonicamente unica con la sua combinazione degli stili barocco, gotico e romanico. Un po’ nascosto ma davvero grazioso è l’antico forno di St Peter con annesso mulino; fateci un salto per comprare un po’ del loro pane appena sfornato.
Ma è ora di osservare la città dall’alto e così prendiamo la funicolare che ci porta fino alla Festung Hohensalzburg (Fortezza di Hohensalzburg), dove, oltre ad ammirare un panorama completo della città, si possono visitare il Mondo delle marionette e il Museo della fortezza. Tornati con i piedi per terra iniziamo il giro dei musei: originale e coinvolgente il Museo di Salisburgo, con numerose animazioni e sezioni interattive. Da non perdere la sala delle porte… aprendole si scoprono le fasi della vita di Paracelsus, noto alchimista del 1500. Purtroppo tutte le didascalie sono in tedesco e non è neanche disponibile l’audioguida in italiano.
Continua a leggere: Austria, tour del Tirolo e del Salisburghese – quinta tappa: Salisburgo

Scopo: divertirsi ascoltando e ballando musica. Luogo: Piazza del Mercato a Bruges, in Belgio. Quando: dal 19 al 21 luglio. Prezzo: Gratis! Se poi si riesce a far gruppo con gli abitanti della città, allora il divertimento è assicurato.
Tre giorni per divertirsi, ma anche per visitare questo piccolo gioiello del nord, il cui centro storico, da girare a piedi o con un battello tra i suoi canali, è patrimonio dell’Umanità protetto dall’UNESCO.
Informazioni turistiche sul sito Amsterdamtour.it (non è uno scherzo) e su Informa Giovani.
Il sito ufficiale dell’evento, in fiammingo…
La fotografie sono di alecea.
Di seguito una piccola foto gallery.
Continua a leggere: Luglio a Bruges per il Bruges Triple Days

Castelvetrano, nella provincia siciliana di Trapani, è nota ai più perché nel suo territorio si trova il bellissimo parco archeologico di Selinunte, il parco archeologico più esteso d’Europa, dove sono ancora visibili i resti diversi templi (tra cui quello ben conservato di Era), disposti intorno all’acropoli, il centro pulsante delle città greche nell’antichità. Selinunte, costruita intorno al VII secolo a.C. da coloni greci fu distrutta una prima volta dai Cartaginesi e una seconda e definita volta dai romani intorno alla metà del III secolo a.C., dopo che ebbero vinto la prima guerra punica.
A Castelvetrano domenica 18 maggio si svolgerà il Corteo storico di Santa Rita e della nobiltà castelvetranese, giuntò ormai alla 6° edizione, dove i figuranti, attraversando in corteo nei loro costumi d’epoca, le strade e piazze della città, rappresenteranno la vita della Santa attraverso la composizione di 7 diversi quadri storici.
Quest’anno poi, ogni quadro, messo in scena in 7 diverse piazze della città (Scalinata della Stazione, Nino Bixio, Regina Margherita, Carlo d’Aragona, Giacomo Matteotti, Archimede, Diodoro Siculo), allestite con giochi di luce, drappi e fiori, sarà illustrato (raccontato) da un cuntastori che:
in costume quattrocentesco, che, in rime in dialetto siciliano, racconta ogni quadro con riferimenti specifici alla vita di S. Rita.
Il sito ufficiale del Corteo di Santa Rita.
Il parco archeologico di Selinunte.
La fotografia è stata carica da Alec su Commons e riprende la Chiesa Madre di Castelvetrano.

Aveva perso cognizione del tempo Erica e non riusciva a ricordarsi da quanto si trova dentro la chiesa, in contemplazione di quelle pitture che gli avevano riportato alla mente gli anni felici del liceo artistico, quando il dubbio più grave riguardava quale giorno fare sega, per evitare di essere interrogata dalla prof d’italiano. Era rimasta così assorta davanti a quegli stupendi affreschi, 12 ne aveva contati, che il commesso aveva esitato a disturbarla, e se alla fine lo aveva fatto, era stato solo perché l’orario di apertura era già passato da un pezzo.
“Mi scusi signorina. L’orario di visita è terminato già da qualche minuto.” gli fece addolcendo la g così tanto da nasconderla.
“Certo. Anzi mi scusi lei. Ero così presa che non mi sono accorta che ore fossero.” gli aveva risposto Erica mettendo a fuoco il volto e i capelli rasta del commesso.
“Non si preoccupi. Anzi, la posso aiutare in qualche modo?”
Stava per rispondere di no, che non le occorreva aiuto, ma il sorriso furbetto dietro la divisa e la matassa di capelli incolti le aveva fatto cambiare idea.
“Sa mica dove possono trovare un posto economico dove mangiare qualcosa? Prima però mi occorre trovare anche un bancomat.”
“Se mi aspetti un attimo fuori di chiesa ti porto in un posto giusto.” gli rispose lui, passando velocemente dal lei al tu, quasi avesse già staccato dal turno di lavoro.
La Basilica conserva il ciclo di affreschi della “Leggenda della Vera Croce” di Piero della Francesca. Si tratta di 12 affreschi realizzati intorno alla metà del 1.400 da Piero della Francesca. Questi realizzano un ciclo narrativo, che va dalla morte di Adamo alla Esaltazione della croce, ma non cercate di trovarlo nella sequenza con cui gli affreschi sono disposti tra le pareti e il fondo della Cappella Bacci, perchè l’artista le dispose secondo il criterio del Bello e non quello del Tempo. E questo forse oggi disturba il nostro animo Razionale e concentrato sul Particolare, forse non più capace di cogliere i segni del Bello e del Grande.
La basilica si trova dietro a Piazza Grande, il centro pulsante di Arezzo.
La leggenda della Vera Croce la trovate sul sito dedicato al grande Piero.
Potete acquistare on line il biglietto d’ingresso Cappella Bacci.
La fotografia è di yahti.com.
Continua a leggere: I viaggi di Erica: la chiesa di San Francesco ad Arezzo

Causa il super euro per gli ‘mericani diventa sempre più difficile trovare sistemazioni che uniscano alla qualità la convenienza economica, tanto che la CNN ci dice che a Roma è più facile trovare reperti archeologici che sistemazioni convenienti. Nonostante questo i signori della CNN sono riusciti a trovare degli hotel dove vale la pena soggiornare senza per questo lasciarci le penne. E noi, anche se non siamo ‘mericani, approfittiamo di questa ricerca.
Tra tutti gli hotel che hanno scovato io andrei all’ Hotel Coppedè. Mai stata, ma conosco il quartiere Coppedè e solo per questo motivo, anche abitando a Roma, un giorno in questo hotel, per respirare l’aria più originale di Roma, sospesa tra il liberty e i decò realizzata da Gino Coppedè all’inizi del secolo scorso, me lo farei.
Gli altri hotel raccomandati sono l’albergo del Sole al biscione (vicino a campo de Fiori) per la sua visita e posizione in una delle zone più belle di Roma. The Beehive, (zona Termini) per il suo giardino interno ornato da alberi di limoni e fichi dove poter rilassarsi con esercizi di yoga. L’Hotel Antico Borgo di Trastevere (a Trastevere), abbastanza vicino per vivere la notte e abbastanza lontano per riposare in silenzio. L’Hotel Colors (zona Prati) per rilassarsi sulla sua magnifica terrazza. L’Hotel Dafne (vicino piazza Barberini) per l’ospitalità “sopranaturale” di Elyssa ed Alessandro. L’Hotel Mimosa (tra il Pantheon e piazza Navona) e l’Hotel Panda (vicino a Piazza di Spagna) per le dritte sui negozi dove fare lo shopping. Infine l’Hotel Smeraldo, vicino Campo dei Fiori, per sorseggiare un aperitivo sulla sua splendida terrazza.
L’articolo sul sito della CCN.
Opinioni e fotografie sul quartiere Coppedè.
Coppedè sul sito Controluce.
La fotografia è di colros.

“Ti dico che è un’esperienza da fare. Tu poi che sei ancora così giovane, potresti girare tutto il Marocco, non solo Marrakech. Insomma, giravo per i fatti miei per le bancarelle di questa piazza enorme, giama el fana o come cavolo si chiama, così grande che forse solo Prato della Valle a Padova gli sta dietro, con la speranza di perdermi i miei compagni di viaggio, sai i soliti italiani all’estero, con un unico pensiero in testa. E c’ero riuscito, perché mentre loro stavano davanti alle bancarelle scamuffe ad uso dei turisti (vestiti finti marocchini e incantatori di serpenti), io giravo tra quelle per i locali, sai per capire come vive la gente normale, quella vera che non si traveste per acchiappare l’euro o il dollaro del gonzo di turno. I colori, tanti e diversissimi, le facce cotte dal sole e le mani che mulinano in aria inseme alle parole, non è così poi diverso da tante piazze e mercati da noi qui in Italia. Sono i veli delle donne e gli odori dei cibi e della polvere che ti ricordano dove sei.”
Jamaa el-Fnaa raccontata su Trivago.
L’hotel Riad Chouia Chouia e il Riad Taylor vicini alla piazza di Jamaa el-Fnaa.
La piazza su google map.
Una poesia di chi a Jamaa el-Fnaa ci ha lasciato un pezzo di cuore.
La fotografia è di muesli.
Il bellissimo set fotografico di Laiv che scrive:
Su tutte la magica Piazza Jama’a el Fnaa a Marrakech.
Magica perchè se un visitatore vi fa una visita al mattino ed un’altra la sera corre il rischio di non riconoscerla.
Perchè se al mattino si possono bere succhi d’arancia, comprare uova di struzzo, stoffe, datteri e mille altre cose, di sera questo è probabilmente il più grande self service alimentare marocchino
Continua a leggere: I viaggi di Erica: Jama‘a el-Fnaa a Marrakech

48 sono certamente poche per visitare una città grande, e turisticamente impegnativa, come Roma, ma spesso occorre fare di necessità virtù (soldi, lavoro, bimbi, i posti che voglio vedere prima di morire….) e allora, qualche volta, 48 ore ce le facciamo bastare.
A questo punto però abbiamo un problema; cosa possiamo vedere, a Roma, in 48 ore, senza volerci far prendere uno stiramento per correre da una parte all’altra (i tassì non li prendo in considerazione, visto il traffico e i costi.) ? Se questo è il vostro dubbio, vi segnalo il sito Romaturismo (english version) del comune di Roma, molto ben fatto e pieno di informazioni per i turisti, che ci suggerisce il seguente menu:
1° giorno (first day)
2° giorno (second day)
Come proposta mi sembra ok, anche se al 1° giorno, aggiungerei una portata, da consumarsi tra Piazza Navona e Piazza di Spagna: Fontana di Trevi, che al modico prezzo di 20 centesimi buttati in acqua con le spalle girate alla fontana, ci regala il sogno di tornare a Roma un’altra volta.