
E infine eccoci giunti alla nostra tradizione che, vuoi o non vuoi, credenti o no, è comunque quella cristiana. Per i cristiani di tutto il mondo la Pasqua è la festa più importante dell’anno, perché ci ricorda come Cristo abbia vinto la morte terrena, con la quale ha redento tutti i nostri peccati, e sia risorto nella gloria per sedere accanto al Padre.
La Pasqua è quindi una festa di salvezza e di speranza, per arrivare alla quale, però, serve un periodo di preparazione e riflessione. Questo periodo è la Quaresima, lunga 40 giorni che ricordano gli altrettanti giorni che Gesù visse nel deserto tentato dal diavolo: essa ha inizio il Mercoledì delle Ceneri, giorno di digiuno e conversione, ed è un periodo importante in cui si fanno fioretti, ci si confessa, si prega molto e tutti i venerdì ci si astiene dalle carni.
La domenica precedente alla Pasqua è detta Delle Palme perché ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme accolto, appunto, dai discepoli che lo salutavano con rami di palma (da noi sostituita con l’ulivo, simbolo universale di pace) e segna l’inizio della Settimana Santa, quella in cui si ripercorre la Passione del Signore.
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Nel giorno di Pasqua concludiamo il nostro viaggio approdando in Italia e in Israele, culle rispettivamente della tradizione cristiana e di quella ebraica, per raccontare brevemente quali sono le due peculiarità delle feste di Pasqua. Per gli ebrei, infatti, la Pasqua, Pesah, che significa passaggio, ricorda proprio l’esodo, durato 40 anni, degli ebrei dall’Egitto, guidati da Mosé attraverso il Mar Rosso.
Secondo le scritture, ogni ebreo prima di partire uccise un agnello di un anno di vita e consumò il pasto in piedi, con il bastone in mano, pronto ad andare, non senza aver prima segnato con il sangue dell’animale ogni casa, in modo che Dio risparmiasse così dalla strage tutti i primogeniti della stirpe.
Anche la Pasqua ebraica ha data variabile: ha inizio con il plenilunio di marzo e i festeggiamenti durano 8 giorni (in Israele 7). Precisamente l’inizio è segnato dal 14 del mese di nisan (ricordate che i mesi ebraici sono lunari) e cade più o meno sempre una settimana prima di quella cristiana.
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Riti pagani e streghe da tenere lontane in terra di Svezia si mischiano, a Pasqua, con il ricordo di Gesù risorto. Le case in questo periodo sono un tripudio di decorazioni anche un tantino kitsch, affollate come sono di polli, pulcini, ovetti colorati veri, di cartone o di porcellana, mentre di notte vengono fatti grandi falò in giardino contro gli spiriti cattivi che diventano più forti proprio in queste giornate.
La domenica delle Palme si entra nel vivo delle celebrazioni, con processioni di palme sventolanti, o, ancora meglio (visto che le palme in Svezia non crescono perché fa troppo freddo) di ‘gattici’ benedetti, ossia rami di salice o di pioppo gemmati e si fa festa con i fuochi d’artificio.
Durante la settimana Santa è credenza comune che le streghe volino intorno alla montagna di Blakulla dove nel Medioevo erano solite incontrare il diavolo. Così, per esorcizzare il maligno, i bambini, quasi fosse Halloween, vestiti con gli abiti dei grandi, enormi scialli e vecchie scope di saggina, e truccati come streghe, girano di casa in casa consegnando le loro letterine di Pasqua e disegni di fiori oppure offrendo caffè bollente in cambio di una monetina o di una caramella.
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Il giallo è il colore della Pasqua in Danimarca: tutto, infatti, in questa giornata, deve essere in tinta, dalla tovaglia della tavola familiare imbandita alle candele usate come decorazioni, fino alle uova di cioccolata e alle uova sode che si consumano a pranzo.
Dopo la Messa i danesi ritornano nelle loro case ornate con rami fioriti e dipinti e inizia la caccia al tesoro che impegnerà i bambini nella ricerca del coniglietto pasquale che è scappato… almeno fino al momento in cui suona la campanella del pranzo.
In Danimarca, inoltre, si usa regalare fiori per Pasqua, perché anche qui la tradizione cristiana si unisce a quella dell’arrivo della primavera: ed ecco, quindi, che ci si scambiano narcisi o fiori da bulbo… oltre, naturalmente, alle classiche uova di cioccolato.
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Un duplice aspetto, pagano e cristiano, caratterizza la festività di Pasqua in Germania, in cui si celebra sia la Resurrezione di Gesù che il ritorno della primavera perduta. Il termine Ostern, infatti, deriva proprio dal nome anglosassone della divinità della primavera: Eostre.
Alla ricorrenza ci si prepara ‘scientificamente’ abbellendo la casa e in particolare le finestre con disegni di ovetti e di coniglietti, mentre nei vasi si sistemano rami ornati di decorazioni fantasiose. I bambini, in particolare, si divertono a dipingere le uova sode e le ragazze si presentano ai loro corteggiatori con un uovo dipinto di rosso.
Dopo il Venerdì Santo in cui è consentito mangiare soltanto pesce, ecco che alla vigilia arriva il coniglio Osterhase a nascondere dolci e regalini che vengono trovati il giorno successivo al termine di una lunga caccia al tesoro. Il pranzo della domenica di Pasqua, poi, è rigorosamente a base di agnello e uova di cioccolato, ma anche tutte le altre pietanze che lo arricchiscono, come torte dolci e salate, devono avere la forma di un tenero agnellino.
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Ed eccoci qui, puntuali come sempre per raccontarvi le tradizioni che accompagnano in molti Paesi del mondo le feste più importanti dell’anno. Da oggi e per una decina di giorni scarsi ‘toccherà’ alla Pasqua. Cominciamo con la Francia dove, essendo una Paese di cultura cattolica, le tradizioni legate alla Paques sono molto antiche e legate alla religione.
Dal venerdì Santo e fino alla domenica in cui si celebra la Resurrezione di Cristo, per rispetto al lutto per la morte di Gesù le campane delle chiese restano mute. Ai bimbi si racconta che queste sono volate via a Roma; così la domenica mattina i bambini francesi escono per strada con il naso all’insù per ammirare il ritorno delle campane.
Nel frattempo i loro genitori nascondono le uova di cioccolato in casa o in giardino e per trovarle si giocherà una bella caccia al tesoro per tutta la giornata! Nel ’700 l’uovo più grande e più bello di ogni famiglia veniva offerto al re che poi lo affidava ai maestri dell’oreficeria per farlo decorare e trasformarlo così in gioiello. Anticamente, infine, il simbolo della Pasqua in Francia era la pianta del sambuco.
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Nei paesi anglosassoni, e più in generale in quelli di tradizione nord-europea, le famiglie si stanno già attrezzando per le prossime festività pasquali, preparando bellissimi cestini pieni di uova colorate, utilizzate poi per la grande caccia alle uova pasquali organizzata per i bambini.
Negli USA come al solito piace fare le cose in grande, ma non occorre per forza riunirsi in 10.000 in spiaggia per organizzare una bella caccia alle uova; basta anche radunare 4 o 5 bambini, avere un un giardino a disposizione, ed un buon piano B, nel caso in cui il tempo ci giri le spalle (che in questo caso, consiste in un adeguato spazio al coperto).
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Per chi volesse trascorrere la Pasqua in Irlanda, ecco le offerte di Aer Lingus. La compagnia low-fares iralndese, lancia una promozione che prevede lo sconto del 20% sui biglietti per i viaggi dal 5 aprile al 24 giugno.
L’offerta vale solo 5 giorni, entra in vigore oggi, martedì 23 marzo e scade venerdì 26. E’ valida per i voli da Catania, Milano(Malpensa e Linate), Bologna, Napoli, Roma e Venezia verso Dublino. E per le tratte Roma - Cork e Roma - Belfast. Si tratta di una promozione sino ad esaurimento posti e le tasse sono escluse dalla scontistica.
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Monaco di Baviera è tra le più amate destinazioni in Germania degli italiani, che qui si sentono davvero a casa, anche perché i monachesi, tra i più assidui frequentatori dei nostri lidi, sono stati contaminati dai nostri gusti e vizi (provate a chiedere ad un berlinese cosa pensa della guida dei monachesi). Grazie alla metro, la migliore in Europa, è facile da girare, e se poi ci aggiungete che è anche una città sicura, può essere la scelta giusta per un viaggio a Pasqua (solo considerate che al di là del Brennero la primavera arriva più tardi che da noi).
A 10 minuti dalle fermate della s-bahn di Hohenbrunn od Ottobrun, nel quartiere di Brunnthal si trova lo Stay2Munich, un 3 stelle inaugurato nel settembre dello scorso anno, che quindi non vi lascia il dubbio su quale sia lo stato delle stanze e degli arredi. Non vi aspettate perciò un albergo tipico bavarese, in quanto il design dell’hotel è sul moderno, colorato e funzionale. Camere dai colori vivaci, con di bagno interno, angolo cottura completamente accessoriato e connessione internet wireless gratuita, anche se non vi portate dietro il portatile, perché vi mettono a disposizione gratis delle postazioni PC.
Posti auto gratuiti disponibili nel garage sotterraneo (quindi non avete alcuna scusa per dimenticarvi dell’auto), sauna, sala fitness e ristorante interno, ma a meno di condizioni meteo avverse, io starei in giro fino a tardi (ricordatevi poi che all’estero un taxi è alla portata di molti). Il pacchetto per Pasqua (dal 26 marzo all’11 aprile), che parte da 85 euro per la matrimoniale (gratis per bambini fino 12 anni in stanza con i genitori), oltre al soggiorno e colazione comprende la City Tour Card, che tra le altre cose permettte ingressi ridotti al museo BMW, all’ Allianz Arena, al Olympiapark.
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Nonostante si trovi nel cuore dell’Est Europa e disti oltre 2mila km dall’Italia, la Lituania non ha poco in comune col nostro Paese. Certamente, storia e retaggi culturali sono differenti e talvolta anche in contrasto ma senza stare a soffermarsi troppo sui particolari, si possono trovare delle curiose e simpatiche analogie.
Un esempio riguarda la Pasqua. Oltre al valore religioso della festività, celebrato da gran parte dei lituani secondo la tradizione cattolica, c’è il ’simbolo’ dell’uovo che in Lituania accresce di valore non limitandosi ad essere un dono ma diventando un vero e proprio oggetto artistico, che ogni anno stimola i pittori di tutto il paese a creare delle opere d’arte. Perfettamente in linea col costume italiano, è poi la scampagnata di pasquetta, la classica gita fuori porta del lunedì dell’Angelo. L’Ente nazionale lituano per il turismo, suggerisce per la prossima Pasqua, far tappa a Rumsiskes, dove trova sede uno dei più grandi musei all’aperto lituani.
Rumsiskes dista un’ottantina di km dalla capitale Vilnius e l’ingresso al museo costa appena 8 lita, ovvero poco più di due euro. In occasione della Pasqua, sono molti gli albergatori ad organizzare dei micro - pacchetti che includono transfert, pranzo e visita del museo a prezzi davvero ridotti. In quel di Vilnius si possono trovare soluzioni per tutte le tasche, per quanto riguarda il pernottamento, dai 35 euro a notte dell’Hotel Rinnò, celebre per le continue esposizioni di quadri, ai 140 euro del Grotus Hotel. Volare a Vilnius sta diventando sempre più facile e conveniente, come vi abbiamo segnalato qualche tempo fa e, l’accoglienza dei lituani vi lascerà davvero piacevolmente colpiti. Se non avete ancora deciso che fare a Pasqua e i costi vi frenano, fateci seriamente un pensierino.
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Se state meditando di concedervi qualche giorno di meritato riposo o un bel weekend di primavera a zonzo per l’Europa, magari approfittando del Ponte di Pasqua, potete dare un’occhiata al numero di aprile di Dove, il mensile di viaggi del Corriere della Sera, per decidere se passare in edicola e investire questi 4 euro e 20.
In copertina troviamo la Costiera amalfitana a sud di Sorrento, il Marocco tra Marrakech e il Sahara, il gran tour dei frutti di mare tra Bretagna e Oceano. E poi cantine e frantoi nel casertano, il Festival del Camminare all’Elba, un Picnic tra gli ulivi con soste gastronomiche in antichi casolari a Trevi (Umbria), la mostra che Urbino ha organizzato per celebrare Raffaello…
Qui trovate il sommario completo del numero di aprile 2009.
Se per il weekend di Pasqua non siete riusciti ad organizzare niente non disperate, il 19 aprile si celebra la III Giornata nazionale dell’agriturismo.
Centinaia di aziende agrituristiche hanno aderito all’iniziativa e hanno organizzato eventi ed escursioni per proporre qualcosa in più rispetto alla semplice ospitalità e ristorazione. Tra le proposte: passeggiate di scoperta, visite didattiche e culturali, degustazioni guidate dei prodotti tipici locali e di riscoperta di antichi menu storici. Senza dimenticare i brevi corsi sulla trasformazione dei prodotti: dal latte al formaggio, dalla frutta alle marmellate, dal grano al pane, le visite alle fattorie degli animali presenti in azienda, i percorsi della memoria, la musica e i balli popolari, le terapie del benessere…
Qui potete vedere quali aziende partecipano alla giornata nazionale del 19 aprile nelle diverse regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Veneto.