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Tutti gli articoli con tag orvieto

InnCasa, un hotel di charme in Umbria

pubblicato da Simona Traversini

Inncasa hotel

Cinque camere, sei suite, un cottage e un gate lodge per trascorrere un fine settimana lontani dallo stress tra golosi prodotti tipici, centro benessere, turismo ed escursioni. Siamo in località San Giorgio (Orvieto), in provincia di Terni, e la struttura in questione si chiama InnCasa.

Per apprezzare il risveglio primaverile, InnCasa propone un pacchetto composto da 1 notte in camera Superior per due persone; prima colazione in camera a base di frutta fresca, yogurt e cereali; 1 percorso sauna, bagno turco e piscina nella grotta da un’ora, per due persone; due massaggi da 40 minuti. Il tutto a 140 euro a persona, dal martedì al venerdì.

Inoltre, ma solo fino al 15 aprile, l’hotel propone un bel 4 x 2 (quattro notti al prezzo di due) se arrivate il lunedì!

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Umbria: Inncasa, country house, hotel e centro benessere a Orvieto

pubblicato da Nemo


Una country house con centro benessere che mette a disposizione degli ospiti 4 camere doppie, 6 suite con terrazza o idromassaggio e un cottage con camino e giardino privato: è l’Inncasa charme hotel di San Giorgio di Orvieto, in Umbria.

Mentre nello spazio della contry house il fascino del luogo vi avvolge, il corpo sperimenta le tecniche più moderne per il relax ed il benessere. Scegliete, tra le tante proposte, come farvi coccolare durante il vostro soggiorno nel cuore dell’Umbria: sauna, bagno turco, piscina riscaldata, massaggi e zone relax.

Le offerte di Inncasa: ad aprile e maggio, quattro notti al prezzo di due se arrivate il lunedì; 15% di sconto per chi prenota subito il soggiorno estivo (giugno, luglio, agosto o settembre); 50% di sconto per i last last second, le prenotazioni effettuate il giorno stesso dell’arrivo. Qui potete verificare prezzi e disponibilità degli alloggi.

Nei dintorni della country house è possibile andare alla scoperta delle città d’arte umbre, come Orvieto, Todi, Assisi..

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Umbria: trekking a cavallo “by night” al resort La Casella

pubblicato da Simona Traversini



Mi sono imbattuta per caso nella pubblicità di un complesso turistico che mi sembra piuttosto interessante… Si chiama resort La Casella e si trova a cavallo tra la Toscana e l’Umbria, tra Orvieto e Chiusi, all’interno di una vallata di 450 ettari, attraversata dal fiume Chiani. La Casella nasce dalla trasformazione di quattro antichi casali di pietra in altrettanti piccoli hotel: la Quercia, la Terrazza, le Noci e San Gregorio. Quest’ultimo si trova sulla sommità di una collina, in una posizione eccezionale da cui si può godere di un relax totale nuotando nella piscina panoramica. Inoltre dal casale parte un sentiero pedonale che si snoda nel bosco circostante per circa un chilometro. .

Ma è soprattutto il centro ippico ad aver attirato la mia attenzione: in primavera e in autunno si può fare trekking di più giorni, visitando castelli, cantine e piccoli borghi medievali, mentre durante la stagione più calda, a partire da giugno, due volte alla settimana vengono organizzate delle suggestive passeggiate notturne a cavallo che prevedono anche una cena nel bosco a lume di candela… Il rientro, ovviamente sempre a cavallo, sarà illuminato soltanto dal chiarore della luna e delle luce delle stelle, che qui si possono ammirare senza ostacoli e inquinamento luminoso.

Il resort ha anche un centro benessere ed un ristorante dove vengono preparati piatti tipici della cucina umbra e toscana.

I prezzi: la camera doppia va da 110 euro a notte (a persona) in mezza pensione a 125 per la pensione completa.

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Umbria: trekking naturalistico sul Monte Peglia

pubblicato da Simona Traversini



I boscosi versanti del monte Peglia (837 mt) nell’area dell’Orvietano con la loro vasta rete di sentieri segnalati, sono l’ideale per chi vuole praticare il trekking naturalistico. Itinerari pedonali, equestri e per mountain bike dedicati agli amanti della natura con un percorso segnalato e cartografato; sono stati realizzati e sono attualmente gestiti dalla Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana. Non potendo, per ovvie ragioni, elencarveli tutti vi segnalo alcuni punti di interesse che incontrerete lungo i percorsi.

A circa trenta chilometri da Orvieto si trova San Venanzo, un centro di origine medioevale il cui terreno è di origine vulcanica. Ne è testimonianza il fatto che nelle sue immediate vicinanze è presente una roccia vulcanica, denominata venanzite, che sembra essere del tutto unica nel suo genere e che risale a ben 265 mila anni fa. Nel Parco Museo Vulcanologico di San Venanzo si possono ammirare alcune rocce e minerali rari, fra cui la venanzite, ripercorrere la storia del vulcano e ammirare i resti di un’antica cava di macine in pietra a testimonianza delle antiche attività estrattive locali.

Salendo di qualche chilometro, a 800 metri di altitudine, si incontra la piccola frazione di Ospedaletto. Le pinete, i parchi e la riserva faunistica sono meta continua di turisti. Il parco dei “Sette Frati” (quello che vedete nella foto è uno splendido campo di lavanda che si trova al suo interno), è ormai da anni un originale punto di riferimento per numerose iniziative di carattere culturale e naturalistico: per accogliere gli ospiti vi sono strutture armonicamente inserite nel paesaggio, come una vasta area adibita a pic-nic (barbecue e legna), un anfiteatro naturale per gli spettacoli, un punto ristoro con bar e un camper service con 10 piazzole fornite di acqua e luce.

Nella zona ci sono molte strutture ricettive a carattere familiare e ristoranti dove si possono gustare i piatti tipici della cucina locale come tagliatelle, gnocchi e umbricelli, la torta al testo ripiena di prosciutto o maiale ed erba soffritta, carni arrostite, selvaggina, formaggi, cinghiali e lepri.
Se avete voglia di natura umbra… fateci un giro!

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Le nuove sette meraviglie naturali del mondo

pubblicato da Michele


In Africa ho visto le dune dell’Erg Chebbi che sono in Marocco a sud di Erfoud, poi il cratere dello Ngoro Ngoro e il parco naturale del Serengeti in Tanzania, dai suoi piedi il monte Kilimanjaro la cui vetta in alto sopra la pianura mi è stata indicata da una bella ragazza tanzana sul bus che mi portava ad Arusha.

In Europa ho visto la Camargue, le Cliffs of Moher in Irlanda occidentale, la Marmolada, il Monte bianco. In Asia e Sudamerica, nulla.

Bene e voi? Che meraviglia della natura avete visto in giro per il mondo e quale volete votare perché venga annoverata tra le Sette meraviglie naturali del mondo? Andate a questo sito e troverete tutte le nomination tra le quali potrete votare la vostra preferita. Potrete anche nominare altri luoghi non elencati e comunque trovare ottime idee per il vostro prossimo viaggio.

Ricordate lo scorso luglio quanto si parlò su TV e stampa di quella votazione globale che aveva definito le nuove Sette meraviglie del mondo da un punto di vista architettonico? E giù a lagnarsi del fatto che l’Italia aveva classificato solo il Colosseo. E’ chiaro che se 100 milioni di cinesi s mettono a votare per la Muraglia cinese per il Duomo di Orvieto o la cupola del Brunelleschi rimangono poche speranze. Ma tant’è. La stessa organizzazione ha ora lanciato questo nuovo contest mondiale. E le votazoni andranno avanti fino a 2009.

Io voterò lo Nogoro Ngoro o forse nominerò le spiagge orientali di Zanzibar. E voi?

Foto da maartenvtz’s photostream.

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Un mondo sotterraneo da scoprire ad Orvieto

pubblicato da Magno

Grotta colombari OrvietoNon sapevo che Orvieto offrisse al turista un mondo sotterraneo costruito in oltre duemila anni di storia e scoperto per caso solo negli anni ‘70: grotte e corridoi, pozzi, cunicoli e cisterne,pozzi neri medievali (detti “butti”) e cisterne etrusche per la conservazione di acqua e vino, addirittura un frantoio medievale.

Il sito forse piu’ esauriente è quello del Pozzo della Cava, di cui riprendo la storia dall’altro sito di visite guidate ai sotterranei, Orvieto Underground di Speleotecnica:

A volte, la scoperta di alcuni ipogei di grande importanza è un regalo del caso, come, ad esempio, quando venne trovato ciò che ora è noto come “Il Pozzo della Cava”. Il proprietario di una tipica trattoria del quartiere medievale notò che una muratura che si trovava nella cantina del locale, e che sembrava una semplice opera di sostegno, dava cenni di cedimento. Rimosso un blocchetto di tufo scoprì… il vuoto! Al di là del vecchio muro non c’era niente! Gli speleologi, prontamente giunti appena sentita voce della scoperta, filati metri e metri di corda oltre il piccolo passaggio apertosi, si calarono nell’oscurità, non senza un preventivo battibecco circa le priorità di discesa che vennero, tuttavia, cavallerescamente stabilite a gomitate. Un grande pozzo li accolse ospitandoli sul suo fondo coperto di detriti, quasi trenta metri più in basso. Si scoprì anche che la parete del pozzo era segnata, per tutta la sua altezza, dalla traccia di un pozzetto con pedarole, tipico del periodo etrusco.

Ma le sorprese non erano ancora finite. Dopo alcuni anni, il proprietario decise di liberare il fondo del pozzo dai detriti, invogliato anche dal ritrovamento di documenti attestanti la presenza dell’acqua almeno fino al XVII secolo. Dopo pochi metri di scavo gli speleologi si trovarono di fronte ad una piccola galleria (ad oltre 35 metri di profondità!), occlusa dopo una quindicina di metri da una grande quantità di argilla che impedì la prosecuzione dell’esplorazione, disegnando un nuovo grande punto interrogativo nella mappa delle ricerche sotterranee orvietane.

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