Sandy, un 32enne di Wolverhampton in Inghilterra, sabato scorso è stato fatto scendere da un volo intercontinentale della Air Transat diretto a a Toronto, dove si stava recando in visita alla zia gravemente malata.
“Ero assolutamente devastato. Ho pianto disperatamente in mezzo all’aeroporto di Gatwick, fino a non avere più lacrime, per l’umiliazione e la frustrazione. Ammetto di essere grasso, ma questo non significa che possa essere trattato senza rispetto. Il peggio è che mia zia è morta.” sono queste alcune dichiarazioni di Sandy riguardo l’accaduto.
Il problema è che Sandy non entrava nel posto assegnatogli, visto che arrivava ad occupare parte del posto accanto occupato da un’altra passeggera. L’invito ad abbandonare l’aereo, non è però arrivato su richiesta della vicina di viaggio, ma del personale di bordo, visto che non si riusciva ad assicurare il passeggero alla sedia, e Sandy non si poteva permettere le 928 sterline richieste per acquistare due posti contigui. L’Air Transat ha rimborsato Sandy del prezzo del biglietto.
Foto | Eustaquio Santimano.
Una buona notizia per le persone obese, almeno per quelle che vivono o viaggiano per il Canada, arriva da Ottawa, dove le compagnie aeree avevano fatto appello contro una precedente decisioni dell’autorità per il trasporto aereo canadese, contraria alla prassi di far pagare due biglietti alle persone, così obese, da dover occupare due posti aerei.
Se dal punto di vista economico la prassi sembrava corretta, visto che le strategie di sviluppo delle compagnie aeree sono impostate sul tasso di occupazione del velivolo, da un punto di vista del diritto, far pagare ad una persona il trasporto, cioè il servizio di trasporto, il doppio in virtù di caratteristiche fisiche, sembrava a molti una inaccettabile discriminazione.
La Corte suprema ha stabilito definitivamente, nada mass appelli quindi, che le persone affette da sindrome di obesità (mi scuso se il termine non è corretto), hanno il diritto di sedersi su due posti, pagando un unico biglietto. News via Msnbc e foto di Vidiot.