La rubrica Traveler del National Geographic ha pubblicato un breve filmato con le 14 foto di viaggio più belle pervenute alla loro redazione nel corso del 2009.
Si spazia da un faro con vista sul mediterraneo in Italia all’interno di un tempio in Malesia, e la gallery è con commento audio, quindi accendete le casse.
Non potendo linkare le immagini qui vi rimando al loro sito e vi lascio un’altra immagine molto bella qui in alto, questa volta presa da Flickr, che da appassionato di viaggi “on the road” non potevo non apprezzare particolarmente…
Foto | Flickr
Manhattan deve il suo nome da Mannahatta, che nella lingua dei nativi vuol dire “isola dalle tante colline”. La National Geographic, forse ispirata dal Mannahatta Project ha sviluppato una interessante mappa interattiva per illustrarci come l’isola sia cambiata dal 1782 ad oggi.
Si vede chiaramente come Manhattan, al tempo della colonia britannica, fosse ancora in grandissima parte selvaggia: suggestivi i paragoni fotografici che mettono a confronto una rappresentazione grafica dell’isola di 3 secoli fa con gli angoli più famosi della odierna metropoli. Si vede anche qualche traccia, a Central Park, della antica conformazione dell’isola: proprio a Central Park infatti le rocce di ardesia testimoniano il passato selvaggio e tutt’altro che pianeggiante di “Mannahatta”, l’intera isola venne infatti “spianata” man mano che si costruivano nuovi edifici. A tal proposito date uno sguardo alla foto comparativa del Marcus Garvey Park, ad est di Central Park, rende perfettamente l’idea.
Se volete andare ancora più indietro nel tempo, fino al 1600, non vi resta che visitare il Mannahatta Project. Devo dire che, pur adorando la metropoli americana, vedere verde, laghi e boschi sostituiti cemento fa un certo effetto…
Foto | Flickr

Ecco una notizia che interesserà sicuramente anche i lettori di Melablog: National Geographic ha pubblicato la sua personale top 20 con le migliori applicazioni per Iphone dedicate a noi viaggiatori. Si va dal motore di ricerca voli, a come aggiornare i nostri social network.
La prima applicazione si chiama “Next Flight”, ed è il genere di applicazione che si spera non ci servirà mai: trattasi infatti di un classico motore di ricerca voli, sulla falsariga della app di Kayak, utile - si legge sul magazine - in caso perdessimo il volo. C’è poi UrbanSpoon, che, con una originale grafica stile slot machine, ci aiuta a cercare i migliori ristoranti nelle nostre vicinanze, dopo averci localizzato tramite il gps dell’Iphone. C’è poi Tweetie per aggiornare il nostro status su Twitter, ma sono sicuro che i cugini di Melablog hanno anche altri suggerimenti in merito.
Sempre in tema “social” c’è poi IAmHere: con un click mandate una mail ai vostri amici, comunicandogli la vostra posizione grazie al GPS ed a Google Maps. Non mancano poi classici come Google Earth, Skype per chiamare gli amici lontani a costi irrisori, magari con l’aiuto di WiFi Finder per trovare l’hotspot wireless gratuito più vicino. Insomma ce n’è per tutti i gusti: per fare incetta di applicazioni ecco la classifica completa di National Geographic.
Foto di marcopako e philcampbell, da Flickr.

Graficamente molto particolari anche se, nel contenuto, poco utili per essere utilizzate nell’organizzazione di un viaggio. Sono le mappe interattive del National Geographic, disponibili per Pechino, Istanbul, la Città del Vaticano, Mosca, Parigi, Quebec City e San Francisco.
La più bella in assoluto, quella di Istanbul, con uno scorcio mozzafiato dei principali monumenti e moschee storiche della città. Molto interessante anche Parigi, con i dettagli delle isole de la Cité e Saint-Louis.

Lo avevamo annunciato nel giugno scorso, ed ora Google Earth si arricchisce della funzione Ocean, che permetterà a tutti i navigatori del web di immergersi (senza bagnarsi) e visitare la zona più profonda dell’oceano, la fossa delle Marianne; esplorare l’oceano con i massimi esperti marini, compresi National Geographic e Bbc; apprendere tutti i dettagli su osservazioni oceaniche, cambiamento climatico e specie a rischio d’estinzione; scoprire nuove destinazioni per i tuoi viaggi, le località migliori per il surf o le immersioni e l’ubicazione dei relitti marini.
Una vera manna per gli appassionati di sport acquatici, di archeologia subacquea e di esplorazione degli abissi marini.

Sono oltre 100 le località storiche di tutto il mondo che quelli del National Geographic hanno preso in esame, escludendo per principio le città trasformate in parchi giochi così come quelle mummificate e prive di vita, per stilare la classifica delle 10 migliori città storiche del pianeta.
Per il quinto anno consecutivo 280 esperti e ricercatori del National hanno recensito soprattutto i centri urbani inseriti in contesti storici pregevoli e non isolati: Austria e Francia ottengono degli ottimi riconoscimenti guadagnando rispettivamente il primo e il quinto posto (Wachau e l’abbazia di Melk e Graz) e il settimo e nono posto (Aix-en-Provence e Digione con la regione della Borgogna). Per rimanere in Europa il Belgio piazza Gent al terzo posto, la Germania arriva ottava con l’area di Postdam e il centro storico di Stoccolma è sesto.
Nel resto del mondo ci sono l’area di Nikko, in Giappone (quarta posizione), secondo il Canale Rideau in Canada e al decimo posto troviamo la città argentina di Mendoza con le sue cantine.
Ora avete altri dieci luoghi da aggiungere alla lista delle mete per i vostri prossimi viaggi…
Foto | Flickr

Non so voi, ma personalmente quando qualcuno decide di donare un milione di dollari in beneficenza non sto lì a farmi tante domande, lo apprezzo e basta. E se posso in qualche modo partecipare non può che farmi piacere.
C’è un’iniziativa promossa da TripAdvisor alla quale si può partecipare lasciando “più di un’impronta” (come recita il titolo scelto per il progetto) fino alla mezzanotte del 9 novembre: basta iscriversi alla community di viaggiatori di TripAdvisor e votare per decidere come ripartire la donazione fra cinque organizzazioni umanitarie, tutte in qualche modo legate al mondo dei viaggi, scelte come beneficiarie del progetto: Conservation International, Save The Children, National Geographic Society, The Nature Conservancy e Medici Senza Frontiere.
Assomiglia un po’ al 5 per mille che destiniamo ogni anno ad una associazione no-profit da noi scelta, solo che i soldi non sono messi da noi… Tra un mesetto circa TripAdvisor annuncerà l’importo della donazione che riceverà ciascuna istituzione e che, comunque, non sarà inferiore a 50.000 dollari. Non cambierà il mondo… ma male non fa: vai con il voto!

Stanno per aprire, al palazzo delle esposizioni a Roma, due nuove mostre che si preannunciano molto interessanti. La prima, per celebrare il centoventesimo compleanno della rinomata società, si intitola “National Geographic. AcquaAriaFuocoTerra” e aprirà il 16 febbraio per rimanere visitabile fino al 30 marzo: 92 immagini di 39 dei più celebri fotoreporter di National Geographic scattate in tutto il mondo e divise in 4 sezioni. L’ingresso è libero.
La seconda mostra, “Cina XXI secolo. Arte fra identità e trasformazione”, sarà aperta dal 19 febbraio al 18 maggio e darà la possibilità di confrontarsi con le più recenti correnti dell’arte contemporanea in Cina, in particolare con il movimento nato intono al 1995, in correlazione con la “double-sex society”, come è stata rinominata la nuova, singolare società cinese dell’ultimo decennio, in cui coesistono comunismo e capitalismo. Il costo del biglietto intero è d 12,50 euro.
Nella foto invece, potete vedere una installazione dell’artista tedesco Phillip Geist sul palazzo delle esposizioni che ha avuto luogo lo scorso settebre nel corso delle manifestazioni legate alla notte bianca.