
Fino al 29 giugno il Complesso del Vittoriano di Roma ospiterà la mostra “Da Corot a Monet. La sinfonia della natura”, un’esposizione dedicata agli Impressionisti promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e sostenuta da numerosi e prestigiosi musei di tutto il mondo, insieme ad importanti gallerie e collezioni private, tra cui The Art Institute di Chicago e The Metropolitan Museum of Art di New York.
Questo è quanto si legge sul sito ExibArt, dedicato alle esposizioni in Italia:
Una mostra per mettere in relazione le innovazioni stilistiche degli Impressionisti con una comprensione più ampia della natura, della cultura e della modernizzazione del loro tempo. Oltre 170 opere tra dipinti, opere su carta e fotografie d’epoca, mai esposte prima in Italia, ripercorrono l’intero percorso evolutivo degli Impressionisti nel rappresentare la natura ed il paesaggio, partendo dalle prime innovazioni dei pittori della Scuola di Barbizon per arrivare al trionfo cromatico delle Ninfee di Monet.
La mostra resterà aperta dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30, venerdì e sabato 9.30 – 23.30 e domenica 9.30 – 20.30. Il costo del biglietto intero è di 10 euro, ma chi viaggia con il Gruppo FS per arrivare a Roma godrà di uno sconto e pagherà il biglietto d’ingresso 7,50 euro. Maggiori informazioni sulla mostra sono sul sito.
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È stata inaugurata ieri (e resterà aperta fino al 5 aprile al Museo di Roma di Palazzo Braschi) la mostra Carnevale romano, esposizione che celebra gli avvenimenti della colorata festa attraverso gli occhi dei grandi artisti, promossa dal Comune di Roma e curata da Maria Elisa Tittoni, Federica Pirani e Simonetta Tozzi.
Sul sito del Museo leggiamo:
Fino al 1870, nella Roma papalina il Carnevale è stato un appuntamento molto atteso dai romani e vissuto con grande partecipazione come il solo momento per dimenticare una vita dura, colma di miseria e privazioni. “Re per un giorno” il popolo diventava protagonista dimenticando le rigide regole quotidiane e riversandosi nelle strade con licenza di divertimento. Ogni ordine sociale era sovvertito ed ogni scherzo era concesso in quei giorni di temporanea follia collettiva. Per l’occasione via del Corso si trasformava in un teatro all’aperto dove alle maschere tradizionali - Cassandrino, Rugantino, Meo Patacca – si aggregavano costumi tratti dalla vita quotidiana: “il medico”, “il brigante”, “il nobile decaduto”. Piazza del Popolo era invece il punto di partenza per una sfrenata corsa nelle vie della città dei cavalli di origine nord-africana, i berberi.
Circa 90 sono le opere provenienti dal Museo di Roma, dal Museo in Trastevere e da collezioni private, che rappresentano l’avvenimento vissuto come uno spettacolo di irresistibile fascino dai viaggiatori stranieri in visita e dagli artisti. Fra le opere sarà esposto, in rappresentanza del gemellaggio tra Venezia e Roma, “Donna Gioiello”, l’abito del 1984 realizzato da Roberto Capucci e proveniente dal Museo Fortuny. L’esposizione sarà aperta dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19. Il costo del biglietto d’ingresso è di 8 euro, 6 il ridotto.
In occasione del IV centenario della morte di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio le Scuderie del Quirinale ospiteranno a partire dal 19 febbraio una mostra tutta dedicata all’artista, ottima occasione da prendere al volo per organizzare un viaggio nella capitale.
Secondo quanto si legge sul sito delle Scuderie:
La mostra delle Scuderie del Quirinale si pone, quindi, come un nuovo e appassionato momento di riflessione, un’occasione unica per penetrare l’essenza dell’arte del pittore “terribilmente naturale”, il suo rivoluzionario e sbalorditivo criterio di naturalismo, la sua ostinata, seppure dialettica, deferenza al vero, irriducibile a schemi e a scuola, solitaria nella sua grandezza e poesia.
L’esposizione si protrarrà fino al 13 giugno e riguarderà opere tra le più rappresentative dell’artista lombardo come il Bacco dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, Davide con la testa di Golia dalla Galleria Borghese di Roma, I musici dal Metropolitan Museum di New York, il Suonatore di liuto del Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, l’Amor vincit omnia dallo Staatliche Museum di Berlino e altri capolavori dai più importanti musei d’Italia e del mondo.
È in corso a Palermo la cinque giorni dedicata al quarantennale dalla trafugazione de “La Natività” di Caravaggio dall’Oratorio di San Lorenzo, che avvenne nella notte tra il 17 ed il 18 ottobre 1969. Ad inaugurare ieri la manifestazione, la mostra “Pezzi di Caravaggio” allestita presso Massimo Sgroi Antichità.
L’evento organizzato da Amici dei Musei Siciliani è un modo per riaccendere la luce su questo avvenimento poco chiaro. Tante sono infatti le versioni sulla fine della tela. Il ricco programma della manifestazione prevede convegni, letture e proiezioni fino a lunedì 19, quando alle 19.00 presso l’Oratorio di San Lorenzo le Edizioni Tipheret presenteranno “Caravaggio in Sicilia” di Alvise Spadaro. Qui il programma dettagliato dell’evento.
La mostra resterà invece aperta fino al 15 novembre dal lunedì pomeriggio al sabato dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle19.30.
Via | Exite
Se volete cogliere un’interessante occasione per ammirare sotto una nuova veste lo sviluppo dell’opera di Vincent Van Gogh, non perdete l’esposizione dedicata alla corrispondenza dell’artista allestita nel Museo Van Gogh di Amsterdam.
La mostra permette di entrare ancora più a fondo nel mondo dell’artista attraverso la rassegna di 120 lettere del pittore, per la maggior parte destinate al fratello Theo.
A partire dal 18 settembre 2009, fino al 24 gennaio 2010, inoltre, nel museo sarà allestita una mostra sull’artista belga Alfred Stevens, noto a Parigi nella seconda metà del 19° secolo per la raffigurazione della donna contemporanea fra eleganza e lusso.
Il museo è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18 e il venerdì dalle 10 alle 22.
Quest’estate c’è una ragione in più per organizzare qualche giorno di vacanza nel Salento, oltre allo splendido mare, al barocco leccese e agli incantevoli paesaggi. Si è già inaugurata e resterà aperta fino al 27 settembre una mostra dedicata all’opera grafica di Joan Mirò.
Sede della mostra sarà il Castello Aragonese di Otranto, che ospiterà la preziose opere di uno dei grandi maestri spagnoli del ‘900 tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 23.00 (a luglio e agosto il castello resterà aperto fino alle 24.00).
Il costo del biglietto è di € 5,00 (ridotto € 4,00).
Qui alcuni suggerimenti su dove alloggiare nel Salento.

Fino al 16 agosto 2009 il Museum di Fine Arts di Boston ospiterà la mostra Titian, Tintoretto, Veronese: Rivals in Renaissance Venice. Questo evento Bostoniano avvicina tre pittori del ‘500, tre diversi modi di vivere la spiritualità e di rappresentare la sacralità e la vita, ma anche tre stili artistici che si influenzavano a vicenda. Una mostra insolita che raccoglie le opere dei pittori veneti Tiziano (1490 - 1576), Tintoretto (1518 - 1594) e Veronese (1528 – 1588) e centra il tema principale del percorso espositivo sulla loro rivalità artistica, le reciproche influenze e si sofferma ad ammirare la Venzia del XVI secolo, svelando la nascita di un nuovo modo di fare pittura.
La mostra racconta il Rinascimento come fulcro della cultura italiana e momento di svolta nell’evoluzione artistica successiva. In questo contesto i tre pittori veneziani hanno avuto un ruolo importante nel cambiare il modo di vivere l’arte, creando anche una nuova tecnica di pittura, denominata appunto “Stile Veneziano”, dai colori ricchi che danno vita a soggetti pastorali o sensuali.
“Se leggi non sei mai solo“. Questa una delle massime preferite da uno dei registi più apprezzati di sempre del cinema italiano, Federico Fellini, a cui la città di Rimini, sua luogo di nascita, dedica, in questi giorni, un’esposizione intitolata appunto “I libri di casa mia”, che proseguirà sino al 13 aprile 2009, lunedì di Pasqua.
Oltre duemila i volumi in mostra al pubblico, provenienti dalla casa romana di via Margutta e dallo studio di Corso Italia, per la visione dei quali si è scelto di realizzare differenti percorsi tematici, ricollegati alle figure narrative più tipiche del regista, quali il circo, le navi, ecc. Ma cosa leggeva Fellini? Gli argomenti dei libri sono i più vari possibili, dalla psicoanalisi alla narrativa, dalla pittura ai fumetti, e restituiscono l’immagine di una curiosità onnivora e sicuramente fuori dagli schemi.
Il museo Fellini, sede della mostra, è aperto tutti giorni, tranne il lunedì, dalle 16,30 alle 19,30. Il sabato e la domenica anche la mattina dalle 10 alle 12. E’ possibile effettuare visite guidate per gruppi e comitive, previa prenotazione. L’ingresso è gratuito.

Il loro nome originale è Schtroumpf (per i francesi, che diventa Smurfs per gli inglesi) e dovete ricordarlo se volete comprare uno di questi ometti in un qualsiasi negozio europeo.
Per noi italiani sono semplicemente i Puffi, i microscopici “cosi” azzurri che hanno compiuto giusto l’altro ieri i loro primi 50 anni, dato che il 23 ottobre 1958 il disegnatore Pierre Culliford per la prima volta creò questi personaggi, collocandoli in una foresta immaginaria dell’Europa centrale, insieme a Gargamella e al suo gatto Birba.
Per celebrare le 50 candeline delle azzurre, minuscole creature, il Centro del fumetto di Bruxelles (patria di Culliford e quindi anche dei Puffi) ospiterà, fino al 16 novembre, la mostra “L’unione fa lo … Schtroumpf”, dedicata a una rilettura dell’opera del disegnatore e dei caratteri dei singoli personaggi della serie. Il Centro del fumetto si trova in rue Schtroumpf. La mostra è aperta da martedì a domenica, dalle 10 alle 18.
E se volete caratterizzare la vostra visita a Bruxelles con un’altra attrazione fantastica e particolare, avete tempo fino al 2 novembre per scoprire gli eventi organizzati dalla Maison Bizarre, che organizza l’annuale Halloween Festival, con tanto di corteo dei mostri e lancio del sortilegio.
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Tra oggi e domani si svolgerà l’inaugurazione, dopo il restauro durato 8 anni, della reggia di Venaria, uno dei più importanti esempi dell’arte barocca del XVII e XVIII secolo, tra i luoghi proclamati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO con le residenze reali del Piemonte.
Aprirà per l’occasione anche la mostra internazionale “La Reggia di Venaria e i Savoia. Arte, magnificenza e storia di una corte europea” con oltre 400 opere tra cui svariati ritratti dipinti da Van Dyck, od oggetti appartenuti alla dinastia Savoia, tra cui la spada di San Maurizio con cui venivano ordinati i cavalieri; in aggiunta sarà possibile visitare la sezione “Ripopolare la Reggia“, una sorta di racconto realizzato attraverso allestimenti visivi ideati dal regista Peter Greenaway.
Per l’occasione sono previste due aperture straordinarie serali per visitare la reggia al costo di 3 euro, stasera e domani alle 21:30 e alle 22:30.

Cappellini, il grande fotografo, capitò in Africa quasi per caso, come un qualsiasi turista, ancora prima della decolonizzazione. Cappellini conosceva Hemingway e lassù sugli immensi altopiani del Kenya riecheggiarono i racconti che aveva ascoltato dalla voce del grande scrittore americano.
Un sentimento dolcissimo e tale da renderti insopportabile l’idea di lasciarti alle spalle quel mondo.
Colpito dal famoso male cominciò a girare l’Africa orientale quasi a caso immergendosi in tutta la sua straordinaria, magica ricchezza. Un giorno capitò anche di fronte alla grande fattoria di Karen Blixen sulle colline dello ‘N Gong. “Avevo una fattoria in Africa ai piedi delle colline ‘N Gong”. Ma la baronessa era già tornata alla sua Danimarca e mentre scriveva della sua Africa, vedeva dalla finestra la neve.
Moravia, il grande scrittore, venne affascinato dalle foto di Cappellini. Così, all’inizio degli anni ‘70, assieme a Dacia Maraini ripartirono per i grandi altopiani.
La Blixen racconta nel libro La mia Africa di avere raggiunto il vertice della sua vita una mattina nella savana dopo avere cacciato il leone. Io no. Moravia non so. Cappellini…
Lorenzo Capellini «La mia Africa con Alberto Moravia ». Museo di Storia Contemporanea. Via Sant’Andrea 6, tel. 02.88464184. Ingresso libero. Dal 26 luglio (ore 18) al 16 settembre.