
Wai-O-Tapu è l’ambiente naturalmente più colorato della Nuova Zelanda (e non solo) e una delle fermate più gettonate èall’interno del parco è il bagno del diavolo (Devil’s bath), uno stagno color verde pastello, formatosi grazie alla combinazione di diversi minerali presenti in zona. Tutta la zona è il risultato di una intesa attività geologica che si fa risalire a circa 160.000 anni fa.
Wai-O-Tapu in lingua Māori sta per acque sacre e indica una vasta area al centro dell’Isola del Nord (lo stivale della Nuova Zelanda per intendesi) , dall’intesa attività geotermica, protetta fin dal 1931, anche se poi parte dell’area è stata data in concessione ad una società,Wai-O-Tapu Termal Wonderland, che vi farà pagare 30 dollari neo neozelandesi (circa 12 euro), 10 dollari (circa 4 euro) per i bambini, per entrare nel parco.
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I Maori si sono arrabbiati così tanto, che alla fine hanno ottenuto il riconoscimento dal governo della Nuova Zelanda, della proprietà intellettuale e i diritti di sfruttamento della danza, nota tutto il mondo grazie alla squadra nazionale di rugby, la celebre All Blacks, che prima di ogni partita la balla e canta per caricarsi ed intimorire gli avversari.
A far arrabbiare i Maori, non sono stati gli All Blacks, che continueranno a utilizzare la Haka (nella versione breve della Ka Mate, o in quella più elaborata della Kapa), quanto i pubblicitari di tutto il mondo che in tutti questi anni hanno utilizzato la Haka per reclamizzare i più diversi prodotti, come ha fatto qualche tempo fa anche la FIAT.
La danza, che ha diverse varianti (e contrariamente a quanto i crede molte di queste non sono danze di guerra), è guidata da un “capo” che guida i compagni urlando un ritornello di incitamento. Alan Armstrong, uno studioso della cultura Maori, così descrive la Haka.
La Haka è una composizione suonata con molti strumenti. Mani, piedi, gambe, corpo, voce, lingua, occhi… tutti giocano la loro parte nel portare insieme a compimento la sfida, il benvenuto, l’esultanza, o il disprezzo contenute nelle parole. È disciplinata, eppure emozionale. Più di ogni altro aspetto della cultura Maori, questa complessa danza è l’espressione della passione, del vigore e dell’identità della razza. È, al suo meglio, un messaggio dell’anima espresso attraverso le parole e gli atteggiamenti.