
Attrazione turistica; ai manifestanti, il dubbio che la loro Occupy Wall Street fosse diventata un’attrazione turistica, deve essere venuto quel mercoledì quando, nonostante la pioggia, un gruppo di turisti cinesi, con tanto di guida ed interprete, si è avvicinato alla manifestazione, iniziando a far scatti ai manifestanti. E in effetti sembra che si proprio così, come ci riporta Msnbc, per cui ora non si viene qui solo per toccare le palle al toro, ma anche per fotografare la manifestazione.
Occupy Wall Street è un movimento popolare di protesta statunitense contro la diseguaglianza nella distruzione della ricchezza, contro l’influenza delle multinazionali nelle decisioni governative, per una democrazia più attenta ai bisogni dei singoli cittadini. Il movimento non violento, attivo ancor oggi dal 17 settembre, ha il suo quartier generale a Zuccotti Park, a meno di mezzo chilometro da Wall Street.
Dialogo; dopo il primo momento di sorpresa, dovuto a detta degli stessi manifestanti dalla convinzione che la manifestazione fosse sconosciuta ai più per la scarsa copertura mediatica, i manifestanti hanno preso la palla al balzo, iniziando a dialogare con i curiosi ed i turisti, per spiegare le ragioni del movimento. Come ad esempio fa Marsha Spencer, una 56enne pensionata, che ogni giorno arriva a qui dalla sua casa di Hell’s Kitchen, per spiegare cos’è Occupy Wall Street, mentre seduta sferruzza la lana.





Foto | david_shankbone.

Top ten; o forse meglio, Bottom Ten, ovvero le 10 cose da non fare quando si gira per New York (o meglio Manhattan), come turisti, almeno secondo quelli di HotelClub, un sito per le prenotazioni alberghiere on-line.
Icone; alcuni consigli sono condivisibili, anzi andrebbero subito annotati tra i nostri appunti di viaggio, altri un po’ meno. Come non vedere l’Empire? Sarà scontato, sarà troppo facile, ma andare a Manhattan senza almeno passare sotto l’Empire, è come dire se vieni a Roma non passare per Fontana di Trevi. Un po’ troppo snob, o no?
10° Times Square, la dimostrazione che molte delle icone di New York non valgono il tempo e la fatica spesi. Catene di ristoranti cattivi, cartelloni colossali, luci al neon, negozi a tema, artisti di strada e il traffico non ne fanno un centro culturale. Da Evitare, evitare, evitare a tutti i costi, anche solo per una fotografia (acquistate una cartolina da un negozio di Greenwich Village e dell’East Village, se proprio ne sentite il bisogno).
Foto | ostrenok.

La cucina italiana da sempre è di casa a New York, solo che, se la state cercando a Manhattan, probabilmente evitereste di cercarla a Little Italy, guscio vuoto dall’anima cinese che, delle italiche tradizioni, mantiene solo il nome. Ma se avete seguito le peregrinazioni di Carmine a Manhattan in cerca di una vera pizza italiana, forse vi sarete accorti che qualcosa sta cambiando.
Infatti qui, sulla Mulberry Street tra Broome e Canal (tutto quello che rimane della vecchia Little Italy), negli ultimi tempi hanno aperto diversi importanti ristoratori che propongo i piatti della cucina italiana, rivisitati e modernizzati, per incontrare il gusto dei palati più esigenti. Insomma, anche in questo caso, si tratta di un’evoluzione che, trova le sue radici nella nostra cucina povera, ma si è evoluta, tanto da insidiare il più ricco mercato delle cucine stile Michelin, tradizionalmente occupato dalla cucina francese.
Ed anche lo stesso proprietario e cuoco Rich Torrisi chiarisce che non si tratta della tradizionale cucina italiana, ma della sua naturale evoluzione in terra americana; resta il fatto che in questo momento il maggior esponente di questa nuova moda è proprio il Torrisi Italian Specialtis, preso d’assalto dai newyorchesi, in buona compagnia con il Rubirosa, per alcuni la miglior pizzeria di Manhattan.
Via Los Angels Times.
Foto | Dschwen.
Stavo leggendo con interesse questa intervista su Lonelyplanet.com, che parla di come i turisti vengano visti a New York (niente panico, siamo ben visti, tutto sommato) e mi sono soffermato sui consigli che Ali Lemer, newyorchese da tre generazioni, dà a chiunque visiti New York City: le cose da fare e quelle da evitare. Ali dice più o meno così:
Le persone che per tutta la durata della vacanza stanno a passeggiare a Times Square, a pattinare sul ghiaccio al Rockefeller Center, o che si fanno un giro in carrozza a Central Park non hanno colto l’essenza della città. Consiglio, invece, di godersi uno spettacolo Off-Broadway (che vuol dire una piccola produzione in un teatro minore, non le mega-produzioni di Broadway), un giro in un jazz club o un’opera al Met. Fatevi un giro in uno dei mercati della città, come quello di Union Square (ve ne parlo qui). Passeggiate a Chinatown, Soho, Chelsea, o nell’East Village. Prendete la metro e recatevi nei quartieri fuori Manhattan: Brooklyn, Queens e il Bronx. E se volete qualcosa del tipo “cartolina da New York”, prendete un hot dog e salite sullo Staten Island Ferry: la migliore cena economica della città sul miglior giro in nave gratuito della città.
Che dire? Sottoscrivo!
Foto | mgendelman

E’ abbastanza facile è incontrare italiani ad agosto a Manhattan, qualche volta presi alla sprovvista dalle torride temperature di New York, con l’asfalto che sembra bollire sotto le suole delle scarpe di tela. Pazienza se si tratta di adulti, che in qualche modo se la possono cavare entrando nelle fresche hall di un grattacielo, o facendo shopping in qualche mega mall; ma che fare quando ci sono bambini?
Per fortuna c’è Central Park, che già di suo, con i suoi ettari di verde, piante ed alberi, garantisce la salvezza in questi frangenti, ma che per i più piccoli offre una risorsa in più, grazie ai suoi playground, parchi giochi, sparsi qua e là per il parco. Alcuni di questi poi, sono stati migliorati e resi più attraenti grazie all’installazione di freschi giochi d’acqua.
Quindi basta verificare se si è più vicini all’Ancient Playground, al Tarr Family Playground o al Heckscher Playground ed avere l’accortezza di avere portato con se, costumi e asciugamani, per sopravvivere con i bambini al caldo di New York.
Water Play in the Park, dal sito ufficiale di Central Park.
Foto | diluvi.
Trovare un ostello a New York può rivelarsi più difficile del previsto: con questa premessa, trovando l’Urban Oasis nella classifica dei migliori ostelli del mondo secondo Hostelbookers ho deciso di dare un’occhiata….
Innanzitutto la posizione: ottima, a ridosso della 5th Avenue e a due passi dalla Penn Station, in piena Manhattan (vedi mappa). Vedo poi che la struttura offre camere singole e doppie, semplici ma sempre meglio di quelle stile dormitorio, cucina, e lavanderia, ovviamente da condividere con tutti gli ospiti.
I prezzi partono da circa 35 euro a persona, roba davvero rara a New York. L’unico problema, a quanto vedo, è che l’ostello è sempre, perennemente, strapieno, ma magari con un pò di fortuna…
Foto | laverrue
Non è facilissimo mangiare una buona pizza- parlo di quella tradizionale, non delle infine varianti da fast food - in quel di New York City, nonostante l’incredibile numero di ristoranti italiani (o che si spacciano per tali). E allora eccovi due pizzerie apprezzate da tutti, vedere per credere l’infinitità di ottime recensioni in giro per il web.
Tempo addietro vi ho consigliato Lombardi’s Pizza, scelta che confermo: ricordo ancora, all’entrata, le casse di pomodori pelati di una nota marca italiana in bella vista. Ecco la mappa con l’ubicazione precisa: all’inizio di Little Italy, a due passi da Broadway, in una zona dove sicuramente vi ritroverete a passeggiare.
Altrettanto buona è la pizza di Grimaldi’s: questa volta si va a Brooklyn Heights, praticamente sotto al Ponte di Brooklyn (mappa). Dopo la pizza, quindi, consigliata una passeggiata per ammirare le luci di Manhattan dal Brooklyn Bridge Park, dove è stata scattata la foto che ammirate qui in alto.
Foto | digitizedchaos
Ancora consigli per gli acquisti a New York, questa volta per un megastore, per così dire, tradizionale: trattasi di Barneys, istituzione della città che vanta punti vendita anche a Beverly Hills, Chicago e San Francisco.
Qui si va per acquistare capi d’alta moda, con firme come, che so, Armani o Prada, ma anche accessori, calzature, tutto insomma quel che potete aspettarvi da un grande negozio in diretta concorrenza con il più famoso Macy’s.
Barneys si trova, non a caso direi, sulla famosa Madison Avenue, strada principe dei negozi di lusso della metropoli americana, ed è aperto tutti i giorni: dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 20:00, sabato dalle 10:00 alle 19:00, domenica dalle 11:00 alle 18:00.
Foto | Jim.henderson
Il Time Warner Center di New York è una delle tante stutture della città dove si può fare shopping, ascoltare musica e godersi un buon pasto, e per tutte e tre le opportunità si sfiora l’eccellenza.
Per lo shopping vi segnalo, tra i tanti, negozi di moda quali Armani Exchange, Hugo Boss, Esprit, la New York Running Company. Per la musica, non posso non citare il Dizzy’s Club, uno dei migliori locali della città dove ascoltare jazz, rigorosamente dal vivo. Infine, per cenare - o pranzare - vi ho già parlato del Masa, sushi restaurant e bar, e a aggiungo ora il Per Se, uno dei ristoranti più rinomati di New York.
Il Time Warner Center si trova all’angolo sud ovest di Central Park (vedi mappa), e di sicuro non potrete evitare di notarlo: la struttura, moderna ed avveneristica, è di per sè motivo di interesse ancor prima di scoprire cosa c’è all’interno, interno dal quale si gode, tra l’altro, di una bella vista su Columbus Circle e parte di Central Park.
Foto | nakashi, PamelaVWhite, Rev Stan, Kriston Lewis
Nel cuore del Lower East Side, a due passi da Little Italy (mappa): questa la location dell’Hotel East Houston di New York, che si definisce, nonostante i suoi sei piani, “boutique hotel” in una zona di Manhattan più tranquilla rispetto a Midtown ma ugualmente interessante.
L’hotel, di recente costruzione - è stato inaugurato nel 2007 - offre tre diversi tipi di camere (singole e doppie) con una serie di comfort al di sopra della media e un design particolarmente curato, oltre ad una terrazza panoramica, ideale per ammirare la skyline di Manhattan, con l’Empire State Building ed il Chrysler Building in bella mostra.
Nonostante la giovane età l’hotel vanta già numerose recensioni - nel momento in cui scrivo più di 80 solo su Tripadvisor - quasi tutte molto positive, anche grazie ad un ottimo rapporto qualità prezzo: il costo di una camera doppia standard è infatti di circa 125 euro a notte.
Foto | Hoteleasthouston.com
A New York tutto è possibile, anche che un panificio diventi una sorta di cult: è questo il caso della City Bakery. Esagero? Niente affatto, vedere per credere le 600 e passa recensioni su Google.
Ci troviamo nel cuore di Manhattan, a pochi metri dall’incrocio tra Broadway e Union Square, in una zona frequentata più dai locals che dai turisti. E proprio i newyorchesi hanno reso famoso questo forno/bar, apprezzando il cibo genuino che si propone come ottima alternativa ai fast food che affollano la zona.
Qui è possibile gustare non solo pane fresco - il che sembra una banalità ma a New York non lo è - ma anche piatti semplici e freschi che vanno dai toast alle tortillas passando per biscotti, dolci, e tutto quello che è possibile creare con la farina. In più la City Bakery organizza spesso golosi eventi stagionali: al momento, ad esempio, sta per arrivare l’Hot Chocolate Festival.
Foto | cktse
Tre negozi differenti tra loro ma ugualmente interessanti, per chi vuole acquistare qualcosa di originale e/o a prezzi scontati e sopratutto per trovare posti solitamente noti solo a chi a New York ci vive.
Vintage Thrift Shop: qui si trova usato di ogni genere, dall’abbigliamento (usato) ai mobili ed accessori per la casa. Praticamente tutto è a prezzo d’occasione ed è uno dei negozi “storici” nel suo genere. Imperdibile per chi cerca qualcosa di originale.Non lontano da Gramercy Park e Union Square.
Clothingline: abbigliamento ed accessori, con vendite temporanee che ricordano quelle tanto di moda sugli outlet online. Al secondo piano della West 36th Street.
Gabay’s: qui si va alla caccia di profumi a prezzi scontati, grazie a… rifornimenti provenienti dai surplus dei grandi centri commerciali. Siamo nell’East Village, al 225 della First Avenue.
Via | Timeout.com
Foto | guillenperez