Quelli della Lonely Planet hanno chiesto su Facebook quale fosse la migliore città da visitare durante l’estate: alla solo in apparenza semplice domanda hanno risposto in 403, decretando Barcellona città ideale.
Barcellona è, in effetti, una gran bella città anche se a mio avviso in piena estate (luglio - agosto) diventa eccessivamente turistica, con le ramblas strapiene di gente (quasi esclusivamente turisti), le spiagge altrettanto affollate e alcuni disagi dovuti, purtroppo, alla piccola criminalità. Alcuni votanti, in effetti, condividono con me il pensiero che la città renda meglio nei mesi immediatamente precedenti l’alta stagione, quando è più autentica, e, perchè no, meno costosa. Resta ad ogni modo una meta fantastica, sopratutto se si evita di cadere nel clichè Barcellona = Ramblas + discoteche.
Voi che ne pensate? Qual è la vostra destinazione ideale? Mentre ci pensate vi invito a leggere la classifica con la top 10 dopo il salto…
Continua a leggere: Barcellona migliore città del mondo per le vacanze estive?

“Per godersi appieno un viaggio è necessario stare bene”. Da questo seppur semplice e all’apparenza banale assunto sono nate le prime tre guide in italiano della serie Viaggi e salute, edite dalla Lonely Planet.
Informazioni e consigli su profilassi e vaccinazioni pre-viaggio, il kit medico da portare con sé, consigli pratici per curare le più comuni malattie dei viaggi, un’ampia sezione sul primo soccorso e informazioni per riconoscere e prendere le opportune precauzioni nel trattare gli animali selvatici.
Asia, Africa e America centrale e meridionale sono state aggiornate dall’esperto in medicina dei viaggi dottor Tony Gherardin e dal dottor Guido Calleri (che ha curato l’edizione italiana).
Non è raro, nel moderno web, che siano le community ad ispirare gli autori e non il contrario: è il caso di n_rb, frequentatore dei forum di LonelyPlanet.com, che chiede agli altri utenti: “come sarebbe l’aeroporto ideale?”.
Il thread ha avuto un certo seguito, tanto da far pubblicare dagli autori Lonely Planet un articolo riassuntivo con le richieste più gettonate degli utenti. Eccole qui di seguito…
1) Un posto dove rinfrescarsi, magari con docce, coiffeur, e perfino la possibilità di comprare un po’ di biancheria intima di ricambio a prezzi modici.
2) Letti… a noleggo per un bel pisolino: chi non si è mai sdraiato in sala d’attesa facendo l’equilibrista tra le file di sedie?
3) Una sala “tecnologica” dove poter navigare su internet, ricaricare le batterie di portatili, palmari, cellulari…
4) Traduco letteralmente: “un posto dove mangiare bene”. E aggiungerei… senza svenarsi.
5) Un posto dove… riporre i bambini: avete presente, che so, le aree di gioco dell’Ikea?
6) Infine una palestra dove sfruttare il tempo d’attesa per fare un po’ d’esercizio.
Via | LonelyPlanet
Foto | kainet
Poco fa leggevo un simpatico articolo di un autore Lonely Planet, Leif Pettersen, con consigli su come risparmiare in viaggio: cose tipo bere acqua di rubinetto anzichè in bottiglia, viaggiare in coppia e non da soli, NON prenotare tour e visite guidate da casa ma sul posto, eccetera.
E poi c’è il consiglio spassionato: comprate le guide! Eh si, perchè l’autore - in modo ironico, s’intende - si rivolge a tutti quelli che “io-non-compro-la-guida-tanto-c’è-tutto-su-internet” dicendo che la cara, vecchia guida (nel caso la Lonely Planet, ovviamente) è insostituibile non solo come fonte di informazioni su cosa vedere, cosa fare etc ma anche per le sezione dedicata agli avvertimenti, alle trappole per turisti, a cosa evitare e così via.
In effetti mi è capitato varie volte di vedere turisti low-cost in giro con una bella risma di pagine stampate direttamente dal browser di casa anzichè con il più tradizionale libro. Per me la guida, con annessi appunti, aggiunte, post-it, e, al ritorno, con impressi i segni del viaggio (leggi: semidistrutta da pioggia, cadute, viaggi compressi in tasca) è indispensabile, diventa quasi un compagno di viaggio, e per voi?
Foto | Ed Yourdon
Se siete amanti dei city break toccata e fuga - di quelli low cost, fatti di corsa, zaino in spalla - non perdetevi i suggerimenti di Lonely Planet di oggi.
Sull’autorevole sito sono infatti spuntati 5 itinerari da 24 ore ciascuno per visitare - certo, un pò di corsa e in maniera inevitabilmente superficiale - alcune delle più belle città del mondo: per la precisione Barcellona, Toronto, Londra, Parigi e Istanbul.
Vi avverto però, sono dei veri e propri tour de force: immaginate, ad esempio, di visitare la pur compatta Barcellona in un giorno e di includere nella visita (più precisamente nel solo pomeriggio) Parc Guell, la Sagrada Familia, Casa Batlò e La Pedrera. Roba da piedi fumanti…
Via | Lonely Planet
Foto | kayugee

Vi piace dormire in hotel? Svegliarvi in una camera non vostra, senza il vostro cuscino e la vostra coperta preferita? Se siete dei viaggiatori probabilmente sì. E sicuramente Tony Wheeler, il cofondatore della Lonely Planet, rientra di buon diritto in questa categoria. E allora, appurato che non si tratta di un impenitente pantofolaio affezionato alla propria poltrona, come mai avrà dedicato un post sul suo blog alle 10 cose che odia degli alberghi? Vediamo di cosa si tratta e forse la cosa sarà più chiara…
Tony, che nell’ultimo hanno ha pernottato per 116 notti in 61 hotel differenti, odia: le connessioni wifi ad internet che costano una tombola, le prese di corrente nascoste come stanze segrete, le grucce appendiabiti fissate all’armadio, gli interruttori della corrente inutilmente complicati e ambigui, la mancanza di una luce per leggere a letto, le scale che non sono indicate, la sveglia automatica che rimane impostata dal cliente precedente, lo spreco di elettricità ed energia, le colazioni che sono comprese nel prezzo ma non dichiarate oppure non menzionate quasi fosse un argomento indecente, i frigobar talmente pieni di roba (a pagamento) da non permetterti di mettere in fresco la tua bottiglia d’acqua.
E voi, cosa odiate degli alberghi?
Foto | Flickr
Sui forum di Lonely Planet spunta un post di un utente, a quanto si evince dal profilo di nazionalità inglese, rimasto profondamente deluso dalla nostra Venezia, tanto da intitolare il suo intervento “Non è la favola che sognavo”.
Preso dalla curiosità ho iniziato a seguire la discussione, per cercare di capire come i turisti immaginano il nostro paese. Citando testualmente quanto scritto dall’autore del post ecco alcune delle lamentele in ordine sparso: il nostro visitatore non riesce a comunicare in italiano con la gente del posto, nonostante l’impegno profuso nel comprare e studiare a menadito un frasario, perchè viene interrotto brutalmente il più delle volte e “costretto” a parlare inglese, vuoi con i ristoratori, vuoi con i passanti, vuoi con i negozianti. Racconta poi di aver visitato i bellissimi musei sparsi nella città, ma allo stesso tempo di essere rimasto profondamente deluso dallo stato di conservazione di strade ed edifici, dei graffiti, degli escrementi di cani e della conseguente puzza, e del fatto, dulcis in fundo, che tutto è troppo caro, “specialmente il cibo”.
A tal proposito si fa il nome di uno storico bar di Piazza San Marco, sempre in chiave negativa: “ci siamo rifiutati di pagare 16 euro per una cioccolata calda”. Dulcis in fundo non vanno proprio giù i venditori ambulanti di rose, borse, scarpe eccetera disseminati per la città. In conclusione questo visitatore, che ha provato a passare una piacevole vacanza a Venezia con la sua metà, si è ripromesso di non tornarci mai più, sperando di trovar miglior fortuna l’anno prossimo a Firenze o Roma.
Continua a leggere: Venezia vista dagli occhi di un turista deluso

Anche il turismo macabro, quello incentrato su luoghi, storie ed edifici che hanno visto avvenire tragedie o scorrere fiumi di sangue, può essere un filone interessante da seguire, per gli amanti del genere (niente a che fare, ovviamente, con l’idiozia del turismo dell’orrore che porta migliaia di persone ad affollare luoghi dove pochi mesi prima sono avvenuti orrendi omicidi…).
Se lo spunto vi interessa, partiamo per alcune tappe del dark tour consigliato da Lonely Planet: eccoci allora al Grutas Park, in Lituania, dove sono raccolte numerose statue costruite durante l’epoca sovietica (e sempre qui, a Vilnius, c’è pure la vecchia sede del Kgb). Ancora più macabro il giro turistico che viene organizzato a Londra sulle orme, insanguinate, di Jack lo squartatore. Mentre mi riesce più difficile considerare sotto questa luce il Colosseo, dove pure di sangue ne è scorso parecchio.
Un salto a Tucson, in Arizona, per il Titan Missile Museum, in cui ammirare un vettore nucleare all’interno della sua “casa”. Si torna in Europa, nella meravigliosa Parigi, per il cimitero Père Lachaise, dove riposano tanti personaggi illustri. Il Colditz , oggi trasformato in un ostello, era uno dei peggiori luoghi di detenzione di tutta la Germania per i prigionieri di guerra. E a Dallas il Sixth Floor Museum ricostruisce l’ultimo viaggio di J. F. Kennedy.
Via | Lonely Planet
Foto | Flickr
Sul sito internazionale della Lonely Planet è stata pubblicata una sorta di top ten con altrettanti spettacoli naturali offerti da Madre Natura. A mio avviso quanto la natura ci offre è sempre un gradino al di sopra rispetto alle opere create dall’uomo, leggi città, monumenti o quant’altro, e per questo questa classifica mi è piaciuta a tal punto da segnalarla qui ed annotare sulla mia personalissima (e ottimistica) lista di cose da fare la visita di tutti questi luoghi.
Le due mete più conosciute sono sicuramente il Grand Canyon e la Grande Barriera Corallina australiana, che non hanno bisogno di presentazioni. C’è poi lo spettacolare Salar de Uyuni, un’immensa salina a 3800 metri di quota nel cuore della Bolivia che ammirate nella foto in alto, il Deserto dell’Acatama in Chile, che a mio avviso se la gioca in spettacolarità con la Death Valley, la molto meno conosciuta Salto Angel, ovvero la cascata più alta del mondo con i suoi quasi 1.000 metri di altezza (in Venezuela) e altro ancora.
Tutti luoghi remoti, quindi? Niente affatto: che ne dite ad esempio del Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice, in Croazia, a due passi da qui, oppure della cosidetta Regione dei Laghi in Inghilterra? Certo l’elenco potrebbe continuare all’infinito, tante sono le bellezze che il nostro pianeta ci offre, ma già con le idee di Lonely Planet ce n’è di lavoro da fare… :)
Foto | chrisstreeter

Bell’articolo su Lonely Planet (edizione internazionale) che ci suggerisce le migliori città dove “perdersi”, cioè dove passeggiare senza meta, ignorando la mappa e scegliendo dove andare fidandosi solamente dell’istinto.
Ed è proprio una città del Belpaese a trionfare in questa singolare classifica: Venezia, secondo gli autori, è la città dove “getting lost pays“, perdersi paga, “saltando da piazze affollatissime a stradine e canali solitari”.
Ci vengono poi suggerite Varanasi, nella lontana India, seguita da Londra, Tokyo (e qui mi permetto di dissentire, personalmente ho trovato molte parti della città grigie e piuttosto anonime), Istanbul ed infine Canberra, in Australia.
Foto | llamnudds

In alcune di queste strane esposizioni forse vi sarete imbattuti proprio in questi giorni, girando il mondo e vacanzando tra capitali europee e lande esotiche. Molte altre non le vedrete mai, un po’ perché fuori mano un po’ perché magari non ne vale la pena… Ecco allora una carrellata dei più bizzarri musei del globo, propostaci da Lonely Planet.
Si parte da Parigi, con un luogo più che strano disgustoso: il museo delle fogne, dove vi verrà spiegato come Parigi abbia realizzato il sistema di smaltimento più efficiente e funzionale d’Europa in tempi molto remoti. L’unico problema è che siete davvero nelle fogne e la puzza in certi momenti è insopportabile, fidatevi! La sconta tappa è Tokyo e rimanendo in qualche modo in tema qui troviamo il solo museo dei parassiti (quelli scientificamente definiti) esistente al mondo.
Nella fredda Islanda hanno invece realizzato il museo dei falli (una falloteca insomma) e da queste parti non giocano molto a calcio… In Lituania possiamo visitare il Grutas Park, detto anche Stalin World, dedicato all’occupazione sovietica del paese baltico. A poca distanza da Boston, negli Usa, esiste l’originale museo di brutte arti, al cui interno trovano spazio opere di discutibile piacere visivo.
Foto | Flickr

Se l’adrenalina è uno degli elementi fondamentali delle vostre vacanza, Lonely Planet ha pensato a voi, stilando una lista di 10 località e attività da svolgere per godersi un pò di svago ad alta tensione.
Potrete scegliere una passeggiatina sugli sci da 140 chilometri sulle Alpi francesi, che vi porterà a superare 20 ghiacciai tra Francia e Svizzera. Optare per un giretto di 230 chilometri pedalando in terra canadese tra Jasper e Lake Louise, in compagnia della vostra mountain bike e degli orsi grizzly. Preferire i 220 metri di salto, ideali per il bungee jumping, disponibili in Svizzera, per chi desidera lanciarsi dal Golden Eye.
C’è poi il Slickrock Bike Trail, il percorso da mountain bike più famoso del mondo: si trova nello Stato americano dello Utah ed assicura 20 chilometri di emozioni senza compromessi per gli appassionati della pedalata estrema. Poco lontano dalle spiagge thailandesi potreste provare una bella arrampicata a Krabi, sulla Andaman Coast: una delle mete preferite dagli arrampicatori di tutto il globo. Se preferite farvi una pagaiata, al fresco eccovi la Glacier Bay, dove navigare in kayak ammirando i 10 ghiaccia che si gettano lentamente (speriamo) in acqua.
Foto | Flickr
Continua a leggere: 10 vacanze avventurose per chi ha bisogno di adrenalina