
E infine eccoci giunti alla nostra tradizione che, vuoi o non vuoi, credenti o no, è comunque quella cristiana. Per i cristiani di tutto il mondo la Pasqua è la festa più importante dell’anno, perché ci ricorda come Cristo abbia vinto la morte terrena, con la quale ha redento tutti i nostri peccati, e sia risorto nella gloria per sedere accanto al Padre.
La Pasqua è quindi una festa di salvezza e di speranza, per arrivare alla quale, però, serve un periodo di preparazione e riflessione. Questo periodo è la Quaresima, lunga 40 giorni che ricordano gli altrettanti giorni che Gesù visse nel deserto tentato dal diavolo: essa ha inizio il Mercoledì delle Ceneri, giorno di digiuno e conversione, ed è un periodo importante in cui si fanno fioretti, ci si confessa, si prega molto e tutti i venerdì ci si astiene dalle carni.
La domenica precedente alla Pasqua è detta Delle Palme perché ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme accolto, appunto, dai discepoli che lo salutavano con rami di palma (da noi sostituita con l’ulivo, simbolo universale di pace) e segna l’inizio della Settimana Santa, quella in cui si ripercorre la Passione del Signore.
Continua a leggere: Paese che vai, Pasqua che trovi: in Italia
E’ stato purtroppo confermato lo sciopero dei piloti Alitalia per il prossimo 25 novembre, dopo un infruttuoso incontro tra i sindacati ed il ministero delle infrastrutture e trasporti tenutosi lo scorso 20 novembre.
Lo sciopero interesserà tutti i voli in partenza dall’Italia e avrà una durata di 4 ore, dalle 10 alle 14. Presumo, visto che lo sciopero interesserà piloti ed assistenti di volo, che i voli in partenza in quel lasso di tempo verranno annullati o subiranno forti ritardi.
Dico presumo perchè al momento sul sito Alitalia non c’è traccia di comunicazioni in merito, pertanto in caso abbiate prenotazioni per mercoledì il mio personalissimo consiglio è di telefonare al call center Alitalia al numero 06 2222 .
AGGIORNAMENTO: lo sciopero Alitalia - Cai fissato per il 25 dicembre è stato differito dal ministro dei trasporti.
Oggi sono tra l’arrabbiata e la depressa (colpa della “coattagine” di certi guidatori romani), per cui mi voglio tirare su con un bel video delle cose che amo di più; viaggiare e l’Italia. Magari oggi sono troppo tricolore, ma personalmente il video mi emoziona, ogni volta che lo vedo.
Il commercial di un minuto gira all’estero, insieme alla versione più corta di 30 secondi, ed è stato commissionato dall’Enit, all’interno di un’importante campagna promozionale del marchio Italia di cui vi ho raccontato qualche tempo fa.
Se poi volte trovare quest’altra Italia, quella altrettanto bella di quella già famosa in tutto il mondo, basta andare sul sito ufficiale, Italia Much More, e cliccare su uno dei 226 tag sparsi lungo lo stivale.

Se vi trovate a Boston e siete stufi di hamburgers e bistecche da 2 libbre con patatine fritte e volete reimmergervi per una sera nel calore di “casa” e della buona cucina, allora la Trattoria il Panino è quello che fa per voi. Situata nel cuore del North End, il quartiere italiano di Boston, il Panino offre una gustosa varietà di primi accattivanti, secondi gustosi, oltre a dessert sfiziosi direttamente dalla tradizione di Amalfi, che hanno rapidamente conquistato il cuore e lo stomaco degli americani.
Il locale è semplicemente arredato ma confortevole e la simpatia dei proprietary italiani ti fa sentire subito a casa. Si può cenare nel locale al piano inferiore o all’aperto, se la stagione lo permette: un’ottima soluzione per chi preferisce più privacy e meno rumore per gustarsi un piatto e un’esperienza culinaria indimenticabile.
Il ristorante è aperto dal lunedì al sabato dalle 11 alle 22 e la domenica da mezzogiorno alle 23. Il range di prezzi: per gli antipasti va da $10.95 a $ 14.95, per i primi piatti da $12.95 a 18.95 e per i secondi da $ 19.95 a 29.95.
Foto | Flickr

Le prospettive del sistema turistico italiano non sono affatto rosee. Almeno queste sono le conclusioni dello studio L’Italia. Il declino economico e la forza del turismo, elaborato nell’ambito del master in Economia e Management del Turismo dell’Università la Sapienza di Roma.
Il volume prende in considerazione vari ambiti curati da differenti autori, tra cui: turismo e sviluppo, cineturismo, parchi a tema e nuove risorse competitive, turismo religioso, turismo fieristico, agriturismo, turismo ed enogastronomia, la montagna, stagionalità e destagionalizzazione, terme, territorio e sviluppo turistico, turismo sportivo, bed & breakfast…
Le conclusioni delle analisi svolte sul turismo italiano e le previsioni per il futuro sono davvero poco incoraggianti: si prevede che entro i prossimi 10 anni l’Italia sarà destinata a perdere una posizione per quanto riguarda la quota del Pil derivante dal turismo (ora si trova all’ottavo posto preceduta da Stati Uniti, Cina, Giappone, Germania, Francia, Spagna e Regno Unito), facendosi così superare, nonostante l’immenso patrimonio artistico, culturale e paesaggistico, anche dalla Russia. Quanto a competitività, il sistema turistico tricolore potrebbe precipitare addirittura al 28° posto.
Continua a leggere: Il turismo italiano verso il declino: quali sono le cause?
Non occorre andare troppo lontano per trovare una ferrovia panoramica. Qualche tempo fa vi avevamo parlato della Myrdal-Flåm, che dalle montagne del centro della Norvegia scende di 800 metri in soli 20 chilometri di tragitto.
La Ferrovia Vigezzina si trova invece in Italia, o quasi, perché collega Domodossola a Locarno, in Svizzera. Dalla Val Dossola fino al Lago Maggiore, per 52 chilometri. Non è solo un itinerario ferroviario però, quello proposto dal sito ufficiale. Si può scendere in vari punti ed effettuare delle piccole deviazioni, oppure noleggiare la bici e percorrere alcuni tratti pedalando. Scendendo a Camedo la bicicletta è compresa nel prezzo del treno. Un’altra delle proposte è la visita al Santuario della Madonna del Salto, raggiungibile in funivia, o a piedi, da Locarno.
Proprio nell’area Proposte del sito, si legge inoltre che se vi trovate a piedi nei pressi di una fermata non servita, dovrete fare un “chiaro segno con la mano al treno che si avvicina”. Questo elemento, molto caratteristico, mi sembra da solo valere il prezzo del viaggio, come si suol dire.

Una vecchia masseria fortificata risalente al XVII secolo, situata su una collina, circondata da boschi attraversati da sentieri, attorniata da numerosi antichi edifici. È la Masseria Valle d’Itria, che la Puglia et Mores propone per trascorre la notte di San Silvestro.
Tre sono i pacchetti predisposti, che vanno da 150 a 265 euro a testa, in camera doppia, a cui vanno aggiunti 90 euro a persona per il cenone.
Il primo, da 2 notti e 3 giorni, comprende la cena del 30 dicembre e l’aperitivo con castagne e Primitivo.
Il secondo, da 200 euro, comprende 3 notti e due cene, mentre il terzo prevede anche un trattamento benessere con erbe, fiori e massaggi. Con ulteriori 15 euro al giorno si ha diritto alla camera superior, che consente l’accesso alla piscina riscaldata.
Foto | Flickr

Volete aggiungere un po’ di movimento alla vostra prossima vacanza? O, perché no, alleggerire il clime formale di una trasferta di lavoro? Allora potreste considerare l’ipotesi di prenotare in uno dei 20 ostelli con i party più travolgenti, segnalati da Matt Kepnes per Matador Nights.
Nell’elenco c’è un po’ di tutto, dalle feste in piscina agli happy hour, dalle discoteche al pianterreno alle lezioni di tango. Manca solo un indicatore che ci dica quante ore, in media, è possibile riuscire a dormire.
Alcuni, infatti, rinnegando in fondo la loro origine, sembrano fatti apposta per non chiudere occhio tutta la notte: il Clown and Bard di Praga, ad esempio, ha una camerata da 36 persone, il Kabul di Barcellona organizza party che vanno avanti tutta la notte, mentre il Carnival Court di Capetown, Sudafrica, affaccia esattamente sopra una via di locali, e così via.
In altri casi, probabilmente è solo presente un’atmosfera un po’ più frivola, magari alimentata dal passaparola, che ha in qualche modo via via indirizzato la clientela che cerca un tipo di ambiente più giovanile e di intrattenimento.
Anche l’Italia è nella lista, con lo Yellow di Roma e l’Ostello Archi Rossi di Firenze. Di quest’ultimo si dice che ha un giardino interno per chi vuole continuare a far festa dopo la chiusura dei locali, ma le stanze sono leggermente più lontane, il che magari aumenta le possibilità di svegliarsi prima che chiuda un museo.
E voi avete visitato qualcuno di questi ostelli? Vi ritrovate nelle descrizioni dell’articolo o ne avete altri da proporre? Scrivetelo nei commenti.
Via | MatadorNights
Foto | fortes

Ormai il mare diventa sempre più costoso, specialmente in Italia che risulta essere il terzo Paese più caro d’Europa per il noleggio di ombrelloni e sdraio, più salati del nostro ci sono solo il mare di Francia e Germania, i servizi balneari più economici sono invece offerti dalle coste inglesi
Per il turista più parsimonioso, consigliamo le mete del nord Europa, in Gran Bretagna il costo giornaliero di una sdraio costa 3,10 € contro i 7,55 dell’Italia e i 7,65 della Germania. Discorso a parte meriterebbe la Scandinavia, dove potete godere di chilometri e chilometri di spiaggia incontaminata comodamente seduti su di una sdraio totalmente gratuita.
In Spagna 4,30 euro al giorno per sdraio, ma con significative differenze nei vari lidi: alle Canarie 3,50 euro, a Maiorca oltre i 5€. Nel mediterraneo invece le le sdraio più economiche sono in Grecia, Croazia, Spagna e Turchia con 5,50 € giornalieri. Questo studio è stato condotto da Expedia, con la somministrazione di un questionario a 131 uffici turisti locali.
Fonte | Sole24h.it
Foto| flick

Il mare resta sempre la meta preferita degli italiani, tra essi ben il 77% abbandonerà le città per recarsi in villeggiatura in località balneari, ma è sempre crescente l’interesse per vacanze culturali in città d’arte. Se il 71% continua ad avere una maggiore propensione per località europee, il restante 29% sceglie di restare all’interno di confini nazionali e di godersi le tante meraviglie del Bel Paese.
Rispetto agli altri europei risultiamo essere quelli maggiormente disposti a spendere per assicurarci una bella vacanza, ma a fronte di questo possiamo contare in media solo su una settimana di vacanza, mentre per il 39% degli europei le vacanze durano 2 settimane.Il 40% degli italiani prenota le proprie vacanze su Internet e aumentano quelli che la programmano all’ultimo momento rincorrendo il last minute perfetto.
Questa fotografia emerge dall’ottava edizione del Barometro vacanze di Europ Assistance su abitudini e tendenze di 7 Paesi europei: Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Austria e Belgio, per leggere la notizia completa vi rimando su virgilio.it
foto| roberto ferrari

L’Italia, è il Paese europeo più apprezzato al mondo. Questa interessante notizia emerge dalla prima edizione dei Travelers’ Choice Destinations Awards 2008 , classifica promossa da TripAdvisor allo scopo di catalogare le 100 destinazioni più belle e stilata in base ai voti espressi da milioni di turisti di tutto il mondo.
Rientrano in questa importante classifica ben 8 città italiane, in ordine troviamo: Amalfi, che si piazza al 13°posto, Siena (15°), Firenze (33°) , Pompei (36°), Venezia ( 50°), Assisi ( 65°), Positano (74°), mentre Roma si piazza solo all’87° posto, non meglio di Parigi e Londra, rispettivamente al 56 ° e 86° posto. Nelle primissime sei posizioni troviamo invece 2 città della Nuova Zelanda, Milford Sound e la cittadina di Queenstown sulle sponde del lago Wakatipu.
Le foto sono di :iessi, Allerina& Glen mcLarty , Mrs. Gemstone, JL2003, Hyougushi,zi-dan
Continua a leggere: Le 100 località più gettonate del mondo secondo TripAdvisor
Avete presente il post di Nemo di qualche giorno fa che denunciava l’assoluto degrado del Parco archeologico di Capo Colonna in Calabria? Io credo che ne potrebbe nascere un genere ovvero una serie di post, anche su segnalazione dei visitatori di Travelblog, sull’inadeguatezza della gestione dei siti turistici, artistici e monumentali italiani.
Nemo raccontava del degrado e dell’abbandono di uno dei mille, piccoli, periferici, meravigliosi siti artistico-archeologici della nostra penisola.
Io vorrei parlare di quello che potrebbe essere considerato uno dei Centri di gravità del sistema turistico italiano: Palazzo Vecchio a Firenze. Ci sono stato ieri mattina.
Ho ricavato una grande tristezza nel toccare con mano, di nuovo, come le risorse artistiche del nostro paese siano pressoché abbandonate a se stesse e prive di adeguate infrastrutture e servizi di valorizzazione.
Ho incontrato addetti alla biglietteria attaccati al telefono incapaci di svolgere anche un minimo servizio quale quello di indicare al visitatore l’inizio del percorso museale; ho visto opere meravigliose prive di qualsiasi supporto di fruizione che non fossero dei vecchissimi PC IBM con tastiera inelegantemente appoggiata sul tower; sui PC ho fruito contenuti non organizzati per sala e quindi poco utili ad una visita del sito dinamica e coinvolgente. Ho visto gli addetti alla sicurezza delle singole sale quasi mummificati, a testa bassa sulla tastiera sms del cellulare ormai incapaci anche di un semplice sorriso o di un buongiorno. Mi sono perso a metà visita perché ad un certo punto, assieme ad altri visitatori, ci siamo trovati di fronte ad una porta che aveva tutta l’aria di una uscita di sicurezza e non di una prosecuzione del percorso. Ho visto una segnaletica da lavori stradali e totem descrittivi illeggibili e noiosi. Ho provato una sensazione di generale decadenza. Visitatori che si guardavano attorno persi, altri che sorridevano sarcasticamente di fronte all’imbarazzante abbandono. Qualche americano o giapponese credo abbia pensato ad “una cagna in mezzo ai maiali“, senza nemmeno aver mai ascoltato una canzone di De Gregori.
E’ molto retorico dire che l’Italia possiede delle risorse artistiche inestimabili assolutamente non valorizzate e abbandonate a se stesse. E’ retorico ma ogni volta che lo si tocca con mano si viene travolti dalla tristezza e dalla disperazione. E poi mi viene da pensare ai milioni di euro stanziati per il famoso sito Italia.it quando non si è capaci di stanziare qualche decina di migliaia di euro per valorizzare un luogo come Palazzo Vecchio: basterebbe qualche nuova semplice infrastruttura per la fruizione dei contenuti (lettori MP3, ecc.), una rielaborazione dei contenuti, delle chiavi di lettura e dei percorsi di visita, una rieducazione (a volte non sarebbe nemmeno necessaria la formazione, basterebbe l’educazione) del personale, un rinnovamento della segnaletica interna e poco altro.
Lancio un appello a tutti perché ci segnalino nefandezze, abbandoni, sprechi, inefficienze dei musei e dei luoghi monumentali italiani anche inviandoci resoconti e foto. Sarebbe un lavoro di denuncia davvero importante e lodevole per un sito come il nostro.