
Per festeggiare l’apertura del Marriott Executive Apartments “Sandalwood”, la seconda struttura del genere della compagnia a Pechino, la quarta in tutta la Cina, Marriott International (la società leader a livello mondiale nel settore alberghiero con più di 3.200 unità operative in 67 paesi e territori) offre una tariffa di lancio, valida fino a tutto il 31 dicembre 2009, con prezzi che partono da poco più di 90 euro a notte per un appartamento.
Si tratta di una struttura destina sia alle famiglie che alla clientela dei viaggiatori business, che offre 168 appartamenti da una, due o tre camere da letto, con servizio completo e personale 24 ore su 24, nell’animato centrale distretto degli affari della città. Gli appartamenti sono progettati con eleganza e linee pulite, accentuate da pavimenti in legno massiccio, mobili contemporanei e tecnologia moderna. Internet è disponibile sia negli appartamenti che nelle aree comuni. Molti appartamenti hanno balconi privati e sono tutti equipaggiati con televisore 42 pollici con satellite a schermo piatto e un lettore DVD.
Una colazione asiatica e occidentale da gourmet viene servita ogni giorno al lounge privato per i residenti. Gli ospiti hanno accesso 24 ore su 24 al centro fitness, completo di una piscina interna riscaldata di 25 metri, attrezzato con sauna e bagno turco, e una spaziosa sala giochi per i bambini. Sono disponibili anche sale per meeting privati. Viene fornita agli ospiti la lavanderia e un servizio di concierge personalizzato, il vantaggio di un hotel a cinque stelle.
Sono sempre di più gli italiani che prenotano le proprie vacanze su Internet (il 21,2% se si aggregano i dati riferiti a chi prenota solo l’alloggio, solo il viaggio e chi invece prenota il pacchetto completo), questa è una delle principali tendenze che emergono dal rapporto “Indagine quantitativa sui comportamenti turistici degli italiani”, pubblicato dall’ISNART, l’istituto Nazionale Ricerche Turistiche.
Secondo il rapporto, comunque, la maggioranza degli italiani, quando si tratta di organizzazione la vacanza, non prenota in alcun modo (il 34,0%), contatta direttamente la struttura ricettiva (25,6%), prenota solo l’alloggio via Internet (9,4%) o va in agenzia e sceglie da catalogo (7,0 %). Se però si analizzano i dati, divisi per destinazione, italiana od estera, le cose cambiano e non di pcoo.
Infatti per le vacanze in casa propria si è più confidenti di potersela cavare da soli, per cui non si prenota in alcun modo (il 42,1%), si contatta direttamente la struttura ricettiva (30,3%), si prenota solo l’alloggio via Internet (9,0%) o si si prenota solo il viaggio via Internet (9,0%); difficilmente, in questo caso, ci si reca in agenzia per scegliere una proposta a catalogo (2,4 %). Se però si decide di viaggiare all’estero, l’italiano si sente meno sicuro, ed i comportamenti cambiano e si torna dal nostro agente di fiducia. Foto | zimpenfish.
Continua a leggere: Sempre più italiani prenotano le vacanze via internet, secondo la ricerca ISNART
Per chi ancora non lo sapesse, la celebre compagnia aerea irlandese regina del low cost e strenua contestatrice del pacchetto di “salvataggio” di Alitalia, ha abbandonato la freddezza nordeuropea per mettere sul mercato un calendario abbastanza hot, in cui le hostess sono ritratte senza la classica divisa di ordinanza.
Ecco allora, visto che si avvicinano le feste e l’abete natalizio incombe, un’idea regalo per gli (uomini) appassionati di viaggi, low cost e personale viaggiante: il calendario della Ryan può essere prenotato via internet al costo di 10 euro, che verranno devoluti in beneficenza, a cui vanno aggiunti 5 euro di spese di spedizione.
Su Excite trovate i prossimi 12 mesi visti da Ryanair…
Andy stava facendo i suoi acquisti su internet. Più precisamente si trattava di fare un regalo natalizio per sua moglie e per quest’anno aveva in mente un regalo più originale del solito: un viaggio e soggiorno a Miami in Florida, per fuggire ai freddi di San Francisco. Gira che ti rigira sul web, l’affare scappa sempre, basta aver un pò di pazienza e sapere dove cercare, e la pazienza di Andy era stata ripagata da un’offerta di Expedia che offriva il pacchetto a 400 dollari.
La tempestività in questi casi è d’obbligo, per cui Andy dalla pagina di ricerca è subito passato a quella di acquisto del pacchetto. Così Andy ha inserito i suoi dati personali, quelli del pacchetto, quelli del tipo di pagamento, fino ad arrivare a quella di riepilogo dell’offerta, quando è arrivata la sorpresa: il prezzo era passato da 400 a 900 dollari. Che era successo? Forse Andy aveva letto male l’offerta? Forse aveva sbagliato a selezionare l’offerta nel momento dell’acquisto? Andy non riusciva a capirlo, così ha chiamato il contact center di Expedia per chiedere lumi.
Il bello è stato che anche l’operatrice, rifacendo passo passo tutte le operazioni eseguite da Andy, riceveva la stessa risposta dal sistema; quello che veniva offerto a 400 dollari veniva poi venduto a 900 dollari. Si trattava quindi di una truffa? Andy a questo punto si è incaponito ed ha cercato una spiegazione e alla fine la spiegazione è arrivata. Non si trattava di una truffa ma della concomitanza delle politiche di prezzi volatili e spinte alla ricerca dei massimi profitti, con sistemi informativi forse un po datati.
Si è così scoperto che anche se ad Andy sembrava di operare con un unico programma, in effetti operava con due diversi programmi, uno per la ricerca delle offerte e uno per gli acquisti, che non erano collegati in tempo reale, per cui al primo risultavano dei prezzi non più praticati dal secondo. Poi Andy era “vittima” incolpevole ed inconsapevole delle strategie di marketing delle aziende ( i primi posti sono venduti a poco, poi mano a mano che il pacchetto viene acquistato il suo valore, e quindi il suo prezzo, aumenta) portate alle estreme conseguenze, che nell’era del commercio elettronico, significa aggiornamenti dei prezzi in tempo reale.
Nessuna truffa quindi, ma Andy, nonostante tutte le spiegazioni, nonostante la gentilezza e professionalità del call center, ci è rimasto male, e se l’è segnata al dito, riportando quella che in gergo del marketing viene definita una bad experiece. Che significa? E’ molto probabile che Andy, la prossima volta, prenoterà il viaggio in agenzia.
La storia di Andy su Newsvine.
La foto dell’expedia caffè di San Jose negli USA è di vlauria.

Non avete un passaporto elettronico, oppure un passaporto a lettura ottica e neppure un passaporto con foto digitale e rischiate di non poter più andare in viaggio di nozze negli States? Beh allora potete provare con il “Visa Waiver Program”, un programma delle autorità statunitensi (U. S. Department of Homeland Security) che vi permette di fare domanda per entrare in USA via internet (sempre un passo avanti).
Il processo di gestione della domanda di ingresso è semplice, e l’ho catturato sul sito del Visa Waiver Program che una volta tanto (udite , udite) è stato tradotto anche in italiano. La procedura richiede che vengano fornite tutta una serie di domande (c’è un apposito link che consiglio di leggere prima per preparare prima tutti i dati richiesti) che vanno dalle info personali del richiedente, a quelle sul passaporto, a quelle sul volo, a quelle sul luogo di destinazione. Occhio che le info siano veritiere, perchè se l’approccio americano è del tipo “ci fidiamo di quello che ci dite”, quando scoprono che non si è detta la verità, gli americani si incaz… di brutto.
Occhio a bimbi poi, che per usufruire di questo programma, devono essere in possesso di passaporto individuale, non essendo sufficiente né la loro iscrizione sul passaporto dei genitori, né il lasciapassare. Ultimi note: potete partecipare a questo programma se viaggiate esclusivamente per affari e/o per turismo, se rimanete negli Stati Uniti non più di 90 giorni e se siete già in possesso di un biglietto di ritorno.
Il VisaWaiverProgram sul Web.
La scheda sugli USA sul sito Viaggiare Sicuri del Ministero degli Esteri.

Da anni ormai internet è diventato uno dei mezzi più pratici ed economici per prenotare pacchetti turistici e biglietti aerei. Ormai la maggior parte delle compagnie affida a siti proprietari e portali specializzati il compito di vendere on line le proprie offerte. Siamo tempestati da mailing list promozionali che promettono (e con le dovute cautele, spesso mantengono) occasioni a prezzi stracciati. E poi ci sono gli utilissimi metamotori che confrontano i prezzi dei voli tra i diversi operatori e compagnie aeree: europe lowcost, kelkoo, lastminute.com, solo per citarne qualcuno. Insomma rispetto a dieci, quindici anni fa, organizzare un viaggio da soli è decisamente più semplice ed economico e soprattutto, con pochi minuti di ricerca, è possibile avere un quadro molto più vario e dettagliato dei prezzi sul mercato e quindi scegliere di conseguenza.
Ma c’è una cosa che personalmente proprio non sopporto quando mi capita di fare una prenotazione on line: le cauzioni delle compagnie aeree e dei siti in cui si effettua l’acquisto. Non succede spesso, anzi, a dire il vero mi è capitato solo due o tre volte nel corso di un anno, ma è veramente una cosa fastidiosa: con l’acquisto infatti a volte viene caricata sulla carta di credito una somma doppia rispetto a quella effettivamente spesa. La quota in eccedenza, in realtà, non viene mai riscossa dall’esercente, ma soltanto bloccata per un periodo che va da una settimana a 40 giorni: per intenderci, se pagate 300 euro per un biglietto aereo in certi siti di vendita on line e poi fate l’estratto conto della vostra carta di credito, nei movimenti vedrete comparire la cifra corretta di 300 euro, ma la somma autorizzata (ovvero la differenza tra limite di utilizzo e disponibilità residua) sarà di 600 euro. Questo generalmente non crea nessun problema a livello di addebito, se non fosse che la diponibilità residua mensile della vostra carta di credito viene diminuita di conseguenza e ripristinata soltanto dopo un certo lasso di tempo. Ammettiamo che uno ad esempio stia prenotando vari servizi con diversi operatori: volo, auto, albergo, etc. Ci si può ritrovare, senza quasi sapere come, senza la possibilità di usare la carta di credito per effettuare il pagamento perché la disponibilità residua, al netto delle cauzioni, non è sufficiente, pur avendo speso magari soltanto la metà del limite di utilizzo della stessa carta di credito.
Alcuni siti specificano la clausola nelle condizioni di utilizzo del servizio, altri invece se ne guardano bene. Tra i primi, più corretti a mio parere anche se ugualmente fastidiosi al fine pratico, il sito Terminal A, con sede a Barcellona, secondo cui questa detrazione sarebbe una consuetudine degli operatori spagnoli e dipenderebbe dagli accordi con le rispettive banche. Non ho trovato, nelle faq o nelle condizioni di utilizzo di altri siti una dichiarazione analoga, ma presumo che questo valga anche per altri operatori (ricordo che la prima volta mi successe con una compagnia aerea greca, ma poi la cosa, con la stessa compagnia, non si è più ripetuta: mistero!)
In entrambi casi io mi chiedo una cosa: se l’utente paga il servizio acquistato in anticipo e nella sua totalità, questo doppio ricarico di che cosa mai sarebbe la cauzione? Insomma lo posso capire sull’affitto di un’auto (tanto è vero che esistono diversie tipologie di assicurazione per ridurre la cifra detratta dalla compagnia di noleggio come cauzione), e, fino a un certo punto, sulla prenotazione di una camera d’albergo (in teoria uno può distruggere mobili, far fuori l’intero frigo bar e demolire i complementi d’arredo), ma per un volo aereo? Il massimo che puoi fare è perderlo o non presentarti in tempo al check in. O sbaglio? Ah, forse dimenticavo l’ultima possibilità: quella del dirottatore in erba che si nasconde dietro ogni comune turista esasperato in partenza per le ferie d’agosto!
Foto | Automania
Il cambiamento di software è sempre un evento delicato, si sa. E così succede anche per le compagnie aeree. Dal suo sito internet leggo e vi segnalo infatti un avviso importante per tutti gli affezionati utenti della compagnia low cost Ryanair:
Dalle 22.00 del 22 Febbraio alle 23.00 del 25 Febbraio 2008 il sistema di prenotazione internet Ryanair ed il call centre non saranno disponibili per il passaggio ad un nuovo sistema di prenotazione voli
Si specifica poi che il problema è relativo alle prenotazioni, ai cambi di volo, alle revisioni di prenotazioni e al check in on line, mentre i voli per quelle date saranno perfettamente operativi.
Nonostante io accusi sempre qualche ritardo nell’adozione delle nuove tecnologie, ultimamente colleghi ed amici mi torturano con questa storia del Wi-Fi (Internet senza fili) ed in particolare del wardriving ovvero delle tecniche di mappatura delle aree di navigazione wireless aperte o pubbliche (i cosiddetti hotspot).
Nonostante la mia inerzia tecnologica sono convinto del fatto che queste tecnologie presto cambieranno il nostro modo di vivere e di lavorare. Ma anche il nostro modo di viaggiare. E allora cominciamo da due siti molto utili che appunto recensiscono e descrivono gli hotspot presenti negli aeroporti di tutto il mondo.
I due siti sono Travelpost.com e AtLarge.com. Il primo rappresenta una sorta di directory con specifiche sulla banda presente nei vari terminal o spazi dell’aeroporto, sul loro costo e varie altre informazioni.
Il secondo è ancora più interessante in quanto i contenuti sono generati dagli utenti nel senso che gli utenti possono descrivere e recensire le caratteristiche dei vari hotspot degli aeroporti di tutto il mondo. Molte delle pagine dedicate ad aeroporti italiani sono prive di qualsiasi contenuto. Quindi, wardriver italiani scatenate l’inferno!