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Tutti gli articoli con tag inquinamento

Ma il mare non vale una cicca? Marevivo in spaggia contro le cicche.

pubblicato da debora

Sigaretta al mare

Non lo sapevo, anzi, anche se non fumo, tra i tanti comportamenti in spiaggia che detesto, l’abbandonare le cicche sulla sabbia, non è tra quelli ai primi posti (vorrei che non lo facessero, ma accerchiati come sono, i fumatori mi fanno un po’ pena). Ma ora mi dovrò ricredere, visto che uno studio dell’ONU mostra come le cicche rappresentano il 40% dei rifiuti nel Mar Mediterraneo, contro il 9,5% delle bottiglie di plastica. Basta cicche in spiaggia.

Come fare allora? Basta stare in spiaggia il 6-7 agosto, e cercare di incrociare i volontari di Marevivo, che percorreranno in lungo e in largo – persino a bordo di gommoni – le coste italiane per offrire ai bagnanti 100.000 posacenere tascabili, lavabili e riutilizzabili. Gratis, l’unico sforzo da fare è quello di informarsi sugli effetti di questi comportamenti scorretti.

L’iniziativa di Marevivo eviterà che sulla battigia o in acqua finiscano – stimandone circa 6 per ogni posacenere - 600.000 filtri al giorno, pari a 18 km di costa ininterrotta e l’equivalente dell’altezza di due monti Everest (8.848 metri per 2) che non peseranno sul mare.

Foto | PetroleumJelliffe.

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L'inquinamento colora di giallo il Taj Mahal

pubblicato da debora

Taj Mahal
Il tempio dell’amore, famoso in tutto il mondo per i suoi splendidi marmi bianchi, rischia di ingiallirsi a causa dell’inquinamento dell’aria e delle acque del fiume Yamuna, causati dalla vicinanza con Agra, è questo l’avvertimento di un gruppo di ambientalisti, che da quattro anni lottano per la salvaguardia del mausoleo, avvertimento che trova conferma in una ricerca scientifica pubblicata lo scorso anno dal National Environmental Engineering Research Institute of India.

Negli ultimi anni il Taj Mahal ha dovuto affrontare, tuttavia, un nemico molto più subdolo: l’inquinamento. A causa delle polveri sottili, infatti, il candido marmo di cui è ricoperto si sta ingiallendo. Al fine di risolvere questo problema, oltre alle normali operazioni di pulitura regolarmente commissionate dal Governo indiano, dovrebbe essere fatto un intervento di trattamento dei marmi con dell’argilla (materiale non corrosivo né abrasivo) dal costo di oltre 200.000 dollari, che dovrebbe richiedere due o tre mesi ed essere ripetuto ogni tre anni. Wikipedia.

Nonostante questa ed altre iniziative (il governo indiano ha creato una zona cuscinetto intorno al tempio), sembra che gli agenti inquinanti stiano diventando sempre più aggressivi, tanto da prospettare come unica soluzione per la salvaguardia del Taj Mahal il cambiamento delle condizioni ambientali nella vicina città di Agra.

Via Il Diario del Viajero.
Foto | Yann.

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Air France e American Airlines lo sanno! Risparmiare ed inquinare di meno adesso si può

pubblicato da debora

Boeing 747 della Air France

C’è molto da fare nel campo del risparmio energetico e dell’inquinamento, e molto si sta facendo, anche nel settore del trasporto aereo, indicato da molti studi come uno delle maggiori fonti di inquinamento, a causa del grande sviluppo che questo settore sta vivendo ormai da diversi anni.

E qualcosa di importante è stato realizzato questa settimana da Air France e da American Airlines, che su dei normali voli di linea sulla tratta Parigi - Miami sono riuscite a ridurre il consumo di carburante, e quindi anche l’emissione di carbonio, mantenendo lo stesso tempo di percorrenza. Come? Cambiando il modo di volare.

Foto | Andy_Mitchell_UK.

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Brasile: San Paolo contro l'inquinamento visivo

pubblicato da carmine

Confesso di essere venuto a conoscenza solo oggi di una iniziativa intrapresa nel 2007 dal sindaco di San Paolo Gilberto Kassab: in uno sforzo per combattere tutte le forme di inquinamento in quella che è una delle più grandi metropoli al mondo il sindaco decise infatti di iniziare dall’inquinamento visivo, e fece dare una bella ripulita alla città elevando oltretutto multe per milioni di dollari.

Nel video qui in alto potete vedere alcune immagini “prima e dopo la cura”, ovvero dopo la rimozione di manifesti, luci al neon, tabelloni pubblicitari eccetera. Inutile dire che l’operazione suscitò scalpore e pareri discordanti: alcuni hanno trovato l’idea fantastica e la città ripulita più armoniosa e a misura d’uomo nonostante le dimensioni, altri hanno criticato il presunto grigiore della “nuova” San Paolo.

Chissa’ cosa ne pensano i turisti attratti dalle mille luci di Times Square, Piccadilly Circus o Las Vegas! :)

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Il decalogo salva spiaggia del Ministero dell'Ambiente

pubblicato da debora

Spiaggia sporca

A me sembra così ovvio che ho avuto una reazione del tipo “Ma per chi mi hanno preso? Non sono così irresponsabile” (in effetti ho usato un termine più coloriti). Poi ci ho pensato su, mi sono ricordata di come ogni anno sono ridotte le spiagge del litorale romano dopo il 1° maggio, ed ho capito che questa volta hanno ragione quelli del Ministero. In tema di comportamenti “ambientali ” siamo ancora all’ABC, come dei bambini, per cui riporto integralmente il decalogo ‘Salva-spiaggia’ preparato dal ministero dell’Ambiente, senza altri commenti, se non l’idea di provare a diffonderlo il più possibile.

1. Rispetta la spiaggia, il litorale, la flora e la fauna delle coste del mare.
2. Non lasciare rifiuti sugli arenili e sugli scogli
3. Nelle spiagge libere, porta un sacchetto di plastica per gettare i rifiuti.
4. Per smaltire i nostri rifiuti alla spiaggia servono 2 mesi per un torsolo di mela, 5 anni per una gomma da masticare, 300 per una bottiglia di plastica e 2000 per una di vetro.
5. Separa vetro, acciaio, alluminio, plastica e carta.
6. Usa shampoo e bagnoschiuma solo nelle aree-doccia specificatamente attrezzate
7. E’ vietato navigare a motore entro 300 metri dalla riva e 200 dalle scogliere.
8. Non disturbare i vicini di spiaggia con giochi rumorosi né con musica ad alto volume.
9. Non fare il bagno se c’é bandiera rossa sulla spiaggia
10. Insegna ai bambini ad amare il mare e a divertirsi sulla spiaggia, ma tienili sempre d’occhio.

Via Ansa.
Foto | macieklew.

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Le immagini della marea nera in Australia: inquinate le coste del Queensland

pubblicato da Nemo


La costa australiana è minacciata da una marea nera. Responsabile dell’inquinamento, che potrebbe interessare circa 50 chilometri di costa nel nord est dell’Australia, nella Baia di Moreton, sarebbe la nave Pacific Adventurer, che a causa del ciclone Hamish, ha perso in mare parte del suo carico.

Sono così caduti in acqua 31 contenitori contenti circa 600 tonnellate di nitrato di ammonio che, prima di colare a picco per circa 200 metri iniziando a disperdere i loro veleni, hanno anche danneggiato la nave causando una fuoriuscita di carburante.

Molti specialisti dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente sono al lavoro sulla costa del Queensland per eliminare l’inquinamento (o almeno limitarlo) e mettere in salvo le uova delle tartarughe.

Via | actualites-news-environnement

Video | Couriermail

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